Hellen, Purgatory e Heaven sono tre sorelle, cresciute in un quartiere malfamato di New York, i loro genitori sono stati uccisi, anche se vogliono vendetta, decidono di non mettersi nei guai e di non rischiare la pelle.
Hellen è impulsiva, fa casini...
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Apro gli occhi e vedo davanti a me tutti i ragazzi, tranne Dean e Ace
«Lei dov'è?» «Lei chi?» mi domanda Kai «Juliet, dov'è?» «Non la vediamo da ieri» «Devo vederla» provo ad alzarmi dal lettino dell'ospedale ma Jace con una spinta delicata mi fa ricadere sul lettino
«La chiamiamo, ma te devi rimanere qua» dice prendendo il telefono in mano e componendo un numero, il suo numero, il numero della ragazza che ha provato a uccidermi, che purtroppo per lei non c'è riuscita, mi ha sussurrato quelle parole in lacrime che nemmeno sono riuscito a capire se non la parola "mamma", la voglio vedere e chiedere spiegazioni, visto che poco prima di farlo mi ha detto che ciò che era successo tra noi non era finto.
I ragazzi provano a tirarmi su di morale ma i miei pensieri sono tutti rivolti verso di lei, non riesco a togliermi dalla mente l'immagine di lei che mi pugnala, nel vero senso della parola, i ragazzi improvvisamente escono fuori lanciandomi delle ultime occhiate, la porta si riapre rivelando la ragazza che mi tormenta la mente da quando ho aperto gli occhi, quella che mi ha tradito, che da quando si è trasferita nella mia scuola non fa altro che torturarmi, la ragazza che rappresenta la bellezza e il fascino in persona.
«Ciao, come stai?» dice titubante chiudendosi la porta alle spalle e appoggiandosi sopra «Secondo te come sto?» «Mi dispiace» «Perché l'hai fatto, Juliet?» «Te l'ho detto» «Beh sai com'è, mentre mi pugnalavi pensavo più al dolore che stavo provando che alle tue parole»
«L'ho fatto per mia madre» «Non potevi trovare un'altro lavoro?» «Questo era quello più veloce e che pagava meglio» «Lo sai che non ti perdonerò facilmente, vero?» «Will, alla fine del primo trimestre io me ne andrò» «Ah davvero? andrai a farti una bella vacanza in riva al mare?» «Andrò da mia madre a prendermi cura di lei»
«Non ti sto chiedendo di perdonarmi perché capisco che per te sia difficile, ma ti sto chiedendo di cercare di capirmi, tu non avresti fatto lo stesso se fossi stato al mio posto? Will, io non voglio rovinare nulla di ciò che abbiamo creato, ricominciamo da capo, non come sconosciuti ma come amici»
«Come faccio a sapere che posso fidarmi di te?» si avvicina a me prendendo la mia mano nella sua, fuori c'è il rumore delle foglie che cadono dai rami posandosi sul terreno , le macchine che passano sul cemento e le persone che parlano, ignare del fatto che poco lontano da loro ci sono delle persone che combattono per la propria vita, i rumori emessi dalla natura mi rilassano
«Devi solamente lasciarti andare e fidarti» «Non voglio perdere la vita perché mi sono fidato di te» «Tranquillo non succederà» dice prima di stamparmi sulle labbra un delicato bacio a stampo .
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