Hellen, Purgatory e Heaven sono tre sorelle, cresciute in un quartiere malfamato di New York, i loro genitori sono stati uccisi, anche se vogliono vendetta, decidono di non mettersi nei guai e di non rischiare la pelle.
Hellen è impulsiva, fa casini...
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
«Hellen, te lo giuro che se non ti alzi entro 5 minuti, ti lascio qui e me ne vado!» apro la porta della sua stanza e le levo le coperte di dosso «che rottura di palle che sei» dice mettendosi il cuscino in faccia.
«non voglio fare ritardo il primo giorno di scuola! quindi vedi di alzarti!» si alza dal letto e mi guarda male «va bene! basta che esci da qua» alzo gli occhi al cielo ed esco fuori dalla sua camera, trovando Purgatory a farsi un panino con il burro di arachidi, ancora in pigiama.
«ma vi muovete?» io sono già davanti alla porta con lo zaino in spalla, devo dire che è già tanto se c'è l'ho, visto i soldi che abbiamo.
«ma dacci tempo» dice hellen infilandosi i pantaloncini di jeans che le arrivano a malapena sotto il culo, lasciandoli aperti davanti, abbottonandosi solo la cerniera, i jeans sono strappati e si vede il tessuto delle tasche uscire fuori, invece sopra si è messa un top rosso fuoco con sopra una scritta "hot", non mi piace proprio come si è vestita ma riguardo a questo non posso dirle niente, invece purgatory si è messa un semplice pantaloncino con una maglietta a quadri, nera e bianca.
scendiamo le scale stando attente a non toccare niente, l'ultima volta ci hanno chiesto 10 euro per aver calpestato una bambola sulle scale, ormai per i soldi questo ed altro.
«la cosa che fa più male è il tragitto» dice purgatory «almeno camminare fa bene» dice hellen, ste due hanno già iniziato a lamentarsi, quando la scuola è letteralmente dietro all'angolo.
Camminiamo nei corridoi sempre vicine, non si sa mai che provino a farci qualcosa, del tipo picchiarci oppure potrebbero prenderci in giro, oddio, spero che non succeda, anche perché i nostri nomi non sono molto d'aiuto, soprattutto quello di purgatory che è quello più strano fra tutti.
«ragazze ho paura che possano prenderci di mira» confesso e mi guardano come se fossi un goblin «nessuno ci prenderà in giro» dice purgatory «e questo chi te lo dice?» «ti sei vista allo specchio?» «si, ma che c'entra questo?» alza gli occhi al cielo «nel senso che siamo bellissime e nessuno prende in giro delle dee» ora quella ad alzare gli occhi al cielo sono io.
«siete solamente egocentriche» «nah, comunque ora dobbiamo andare in classe, ci vediamo in mensa» mi salutano e io mi dirigo verso la mia classe, sono davvero in ansia, spero solo di fare qualche amica.
Mi fermo davanti alla porta dell'aula con la mano sulla maniglia, ce la posso fare, prendo un bel sospiro e apro la porta prima che il caos mi travolga come mille occhi puntati su di me e mi sembra di svanire nel vuoto.