Clarke aveva percorso circa cinquanta chilometri avanti e indietro nel proprio ufficio quando finalmente le porte dell'ascensore si aprirono e ne uscì Lexa. Invece di andare a dirle ciò che era successo puntò dritta verso il proprio ufficio. Clarke rimase interdetta. La vide chiudere la porta e sfilare la giacca, poi prendere il cellulare, digitare qualcosa e sedersi alla scrivania. Lo smartphone di Clarke emise un bip. Lo afferrò e lesse il messaggio di Lexa.
Lexa: Risolto.
Risolto?! Quello era tutto ciò che aveva da dirle? Uscì dal proprio ufficio e la raggiunse chiudendosi la porta alle spalle. Lexa distolse gli occhi dal desktop del pc e la guardò.
"Risolto?! Tutto qui?".
"Cos'altro dovrei dirti?", perché sembrava improvvisamente fredda? Che cosa si erano dette lei e Niylah?
"Posso sapere cosa vi siete dette?".
"Le ho spiegato che vuoi essere lasciata in pace e non sei più interessata a lei. Fine della questione", la guardò negli occhi senza lasciar trapelare nessun tipo d'emozione. Clarke si avvicinò.
"Perché ho l'impressione che non sia tutto Lexa? Sembra che tu sia arrabbiata... cosa ti ha detto Niylah?".
Lexa sospirò alzandosi dalla poltrona, oscurò la vetrata e le si avvicinò tenendo le mani sui fianchi. Aveva una strana luce negli occhi.
"Mi ha raccontato di Kate", Clarke sbiancò e sentì le gambe deboli.
"Oddio", sussurrò chiudendo gli occhi. Si passò una mano sulla fronte allontanandosi da Lexa e dandole le spalle.
"Tutte quelle storie sul tradimento di Niylah e poi tu...".
"Sta zitta!" l'ammonì girandosi di scatto.
"È questo che ti ha raccontato quella lurida stronza?! Che l'ho tradita con Kate?!".
"Cazzo, vi ha trovate insieme Clarke!", alzò la voce Lexa.
"E scommetto che ha omesso il particolare che eravamo così ubriache da non ricordare niente! Che sia io che Kate non sapevamo se fosse davvero successo qualcosa!".
"Non è una giustificazione", quelle parole furono come una pugnalata.
"No.... non lo è..", mormorò atterrita.
Il labbro inferiore le tremò. Ricordava benissimo quella terribile mattina. Non aveva subito violenza perché sia lei che Kate avevano semplicemente bevuto troppo. Una cazzata che Clarke non aveva mai fatto prima di allora e mai avrebbe ripetuto. I sensi di colpa l'avevano divorata, ma alla fine Niylah aveva deciso di metterci una pietra sopra e ricominciare da zero. No, non era una giustificazione il fatto che fosse ubriaca, ma lei come poteva giustificare sei mesi di tradimenti? Nessuno l'avrebbe mai convinta che lei e Niylah erano sullo stesso piano e altrettanto colpevoli! Nessuno! Neanche Lexa Woods!
"Processata e giudicata colpevole. Bene. Passerà anche questa", disse con voce tremante ed occhi lucidi.
Ricacciò indietro le lacrime. Fanculo anche a Lexa Woods! Le voltò le spalle per andare via, ma la mora la raggiunse e l'abbracciò da dietro.
"Lasciami!", la voce le morì in gola.
"Se si avvicina di nuovo a te le spacco la faccia a quella lurida stronza!", le mormorò nell'orecchio stringendola a sé.
"Lasciami Lexa...", oramai le lacrime scendevano senza controllo.
Non le importava niente di Niylah, ma il fatto che Lexa la considerasse una persona poco corretta proprio non lo sopportava. La fece voltare e la baciò sulle labbra tremanti. Clarke si aggrappò convulsamente alla sua camicia.
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The Deal
FanfictionLexa Woods è considerata da tutti la Tigre, mentre Clarke Griffin è la Gattina. Non esistono al mondo persone più diverse. Il cliché più vecchio del mondo, gli opposti si attraccano, forse mieterà altre vittime. Infatti la prima proporrà un patto a...
