Clarke guardò fuori la neve che cadeva copiosa. Bevve un sorso di tè caldo e distese le gambe di fronte a sé. Se ne stava seduta sulla panca sistemata nella rientranza della finestra la quale, come per un gatto sonnolento, era diventata il suo posto preferito in casa Woods e nessuno glielo aveva mai occupato... beh forse un paio di volte Lexa, ma solo per infastidirla un po'. Per fortuna era facilmente ricattabile. Bastava minacciarla con un "niente sesso" e Clarke otteneva da lei tutto ciò che voleva! L'oggetto dei suoi pensieri comparve al suo fianco, le mani infilate nelle tasche dei jeans. Clarke sorrise e la guardò negli occhi verdi. Si sarebbe mai abituata alla sua bellezza che ora sapeva espandersi anche alla sua anima?
"Che c'è?", le chiese Lexa curvando gli angoli della bocca in un dolce sorriso.
"Niente", Lexa si piegò e la baciò sulle labbra, poi la fece tirare un po' in avanti e si sistemò dietro di lei, proprio come facevano quando facevano un bagno rilassante insieme.
Clarke si poggiò con la schiena contro il suo petto, la testa sulla spalla.
"Pronta per il grande evento?", le domandò Lexa soffiando tra i suoi capelli.
"No. Non mi piace essere al centro dell'attenzione".
"Allora perché hai acconsentito?".
"Perché è giusto che la tua famiglia festeggi il tuo matrimonio".
"Bastava una cena in un ristorante di lusso".
"No, non sarebbe stata la stessa cosa. Tua madre è così felice".
"Si, hai ragione... e tu sei adorabile ad aver tenuto conto di queste cose", la baciò sulla tempia. Clarke sorrise.
"Oh stai tranquilla che non te la caverai tanto a buon mercato Lexa Woods!", scherzò girandosi su un fianco e poggiandole una mano all'altezza del cuore.
"Ah no? E quanto mi costerà?", Clarke tirò un po' la testa all'indietro per guardarla negli occhi.
"Faremo tutto un conto stasera al ritorno dalla festa". mormorò maliziosa. Lexa abbassò le labbra sulle sue.
"Sei una bellissima tentatrice", le sussurrò contro la bocca prima di baciarla.
*****
Diciamolo pure che Callie non si era risparmiata nell'organizzazione della festa di matrimonio, pensò Clarke mentre guardava allibita la grande sala ricevimenti elegantemente decorata. Sembrava davvero un matrimonio e Clarke sentì un groppo in gola. Strinse più forte la mano di sua moglie accostandosi di più a lei quando tutti gli invitati si alzarono in piedi accogliendole con un caloroso applauso.
"Non credo di farcela", sussurrò con un filo di voce.
Lexa sorrise e le diede un bacio sulla tempia.
"Si che ce la fai. Ci sono io con te amore".
Clarke la guardò con occhi lucidi. In quel momento si sentiva come una ragazzina impaurita. Gli occhi verdi e innamorati di Lexa le diedero coraggio.
Ci volle almeno mezz'ora per essere presentata a tutti e perché Lexa potesse salutare parenti ed amici che non vedeva da molto tempo.
"Allora? Che ve ne pare?", chiese Callie entusiasta mentre Lexa porgeva una coppa di champagne alla moglie.
"È.... è perfetto Callie... non saprei come altro definirlo! È troppo, in senso positivo! Mi sarei aspettata al massimo qualche palloncino!".
Invece c'erano eleganti tovaglie color panna sui tavoli, argenteria, porcellana e cristallo. Centrotavola composti da splendide peonie cremisi e candelabri che davano un tocco magico e una luce calda a tutta la sala. In un angolo, una piccola blues band suonava dolci note pronta, più tardi, a far scatenare gli ospiti sulla grande pista.
"Per voi questo ed altro!" abbracciò entrambe poi le lasciò accomodare al loro tavolo.
Erano loro due da sole e la cosa venne apprezzata da entrambe. Dopo la prima portata Clarke iniziò a rilassarsi.
"Sei bellissima", le disse Lexa vicino all'orecchio prima di baciarla subito sotto.
Clarke sorrise piegando un po' la testa di lato per il brivido che le aveva procurato.
"Anche tu sei bellissima", rispose guardandola e dandole un bacio a stampo sulle labbra.
La cena andò avanti venendo deliziate da una portata più buona dell'altra e Clarke notò che praticamente erano i piatti preferiti suoi e di Lexa, un'accortezza che solo Callie avrebbe potuto avere. Ad un certo punto Madi corse al loro tavolo e si arrampicò sopra sua zia Lexa.
"A me hanno portato i maccheroni al formaggio!", disse tutta contenta per poi arricciare il nasino guardando Clarke che si portava un pezzetto di aragosta alla bocca.
"Ah si? Forse li avrei graditi anch'io", disse Lexa prima di accettare volentieri la forchettata di aragosta che le offrì la moglie.
"Zia perché la imbocchi? Non è piccola!", la rimproverò Madi facendole ridere.
Dopo un po' Lexa si alzò e prese la nipote per mano.
"Balli con me principessa?", la bimba annuì con un gran sorriso e prese la mano della zia.
Raggiunsero il centro della pista vuota ed iniziò a farla volteggiare mentre Madi riempiva l'aria con la sua risata cristallina e faceva piroette sotto gli occhi amorevoli della zia. Fu un momento davvero magico e prezioso che Clarke avrebbe per sempre portato nel proprio cuore. A metà canzone Lexa la guardò e le fece un piccolo cenno con la testa per farsi raggiungere. Clarke si alzò e raggiunse le due in pista. Madi prese anche la sua mano e volteggiò e saltellò felice intorno a loro. Lexa circondò la vita di Clarke con un braccio attirandola a sé, la moglie le poggiò un braccio sulla spalla accarezzandole i capelli sulla nuca. E mentre Madi continuava a saltellare in giro come un folletto, loro due si muovevano appena al suono delle dolci note di una musica romantica. Occhi negli occhi, sorridenti e felici.
"Tu rendi tutto perfetto amore", mormorò Lexa tenendola stretta a sé, una mano sulla schiena e l'altra che teneva la mano di Clarke sul proprio cuore.
"Siamo noi due insieme a rendere tutto perfetto", la corresse Clarke con dolcezza. Lexa sorrise.
"Ti amo Clarke".
"Anch'io ti amo Lexa". rispose prima di baciarla, sentendosi protetta e amata come mai lo era stata nella sua vita prima di Lexa.
THE END
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The Deal
Fiksi PenggemarLexa Woods è considerata da tutti la Tigre, mentre Clarke Griffin è la Gattina. Non esistono al mondo persone più diverse. Il cliché più vecchio del mondo, gli opposti si attraccano, forse mieterà altre vittime. Infatti la prima proporrà un patto a...
