CAPITOLO 22

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"Se ti dico molla un po', perché continui a tirare?", disse Lexa a suo fratello Hart mentre, entrambi arrampicati su due scale sistemavano le luci lungo il profilo della veranda.

"Perché tu ne hai troppo e finirà che non arriverà fino in fondo! Io non ci risalgo su questa cosa!".

"Hart, molla o giuro che tiro e ti faccio finire con il culo nella neve!", lo minacciò Lexa.

Il fratello cedette e mollò il filo delle lucine natalizie. Dopo altri quindici minuti di battibecchi finalmente il filo era al suo posto. Sean aveva sistemato una graziosa slitta con tanto di renne nel giardino, mentre Jacob e Louis si erano occupati delle luci sui due alberi, al momento spogli, che si trovavano ai lati del vialetto d'ingresso. Prima di continuare con le decorazioni esterne Hanna portò un caffè caldo per farli riscaldare un po'.

"Dentro a che punto siete?", le domandò Sean.

"L'albero è finito, mancano le ultime cose. Voi fate in fretta che tra poco si cena", ritirò le tazze vuote e rientrò.

Clarke appese l'ultima calza al camino e gettò uno sguardo verso Hanna.

"Hanno finito di litigare?"

"I fratelli Woods? Non ci sperare!", e proprio in quel momento Hart inveì contro Jacob, ai quali si aggiunsero gli altri due per poi venire zittiti tutti e quattro da Sean. E pensare che il più piccolo di loro aveva 28 anni! Hanna e Clarke scoppiarono a ridere.

Durante la cena continuarono a discutere su chi aveva sistemato meglio cosa e a nulla valsero le lodi di Callie per tutti, quei quattro erano competitivi fino all'esasperazione!

"Ora si spiega il tuo modo di fare in ufficio", dichiarò Clarke bevendo poi un sorso d'acqua.

"Non è un difetto voler eccellere", ribatté Lexa.

"Si che lo è se abbatti tutto come un caterpillar e hai senso di collaborazione zero!".

"Scusa, parli di me o di te che non ascolti assolutamente nessuno?", le domandò Lexa girandosi leggermente verso Clarke per guardarla bene in viso.

"In realtà è te che non ascolto visto che sei una prepotente", le rispose con estrema calma.

"Questo è vero!", confermò Jacob.

"Non a caso la chiamano Tigre sul posto di lavoro!", dichiarò Clarke rivolgendosi al resto dei presenti.

"Beh, avete davanti a voi la Gattina!", la canzonò Lexa, la moglie la fulminò con uno sguardo.

"Quello è il soprannome con cui mi chiama Marcus e lo sai benissimo! Il tuo invece potresti metterlo sulla carta d'identità!", rispose piccata punta sul vivo.

"Lo farò! Ne vado molto fiera!".

"Non ne avevo dubbi!"

Vennero interrotte da Madi che richiedeva le attenzioni di Clarke, voleva le leggesse una favola.

Andarono in salotto e si sedettero sul tappeto, appoggiate ad una poltrona di fronte al camino. Madi si accoccolò sulle gambe incrociate di Clarke con la testolina poggiata sul suo petto. Dopo neanche quindici minuti di lettura la bimba si era già addormentata. Clarke mise da parte il libro e la cullò fissandole il faccino dolce e rilassato. Le guance arrossate, le lunghe ciglia che vibravano impercettibili nei sogni, la boccuccia a cuore leggermente aperta. Le passò una mano nei morbidi boccoli castani ed un dolce sorriso le curvò le labbra.

Lexa si fermò sulla soglia del salotto e guardò sua moglie cullare dolcemente la nipotina.

"Non è la cosa più bella che tu abbia mai visto?", sussurrò Scarlett prendendola sottobraccio e poggiandole la testa sulla spalla guardando nella sua stessa direzione.

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