CAPITOLO 16

517 31 1
                                        


N.A. Capitolo un po' più pesante degli altri.

—————

Nei giorni seguenti Clarke sembrò tornare tranquilla, ma Lexa sapeva che era solo apparenza. Quando dormivano insieme la sentiva agitarsi nel sonno mentre faceva degli incubi, oppure dormiva pochissimo. Ogni volta che squillava il cellulare aveva un piccolo sussulto ansioso ed in un paio di occasioni l'aveva vista rifiutare la chiamata.

"Merda!", esclamò Clarke guardando il poker d'assi di Lexa. Quest'ultima rise maliziosa mentre Brian e Nathan schiamazzavano eccitati.

"Siete due scemi! Avevate detto che perdeva sempre!", li rimbrottò Clarke alzandosi in piedi.

Avevano organizzato un venerdì sera di strip poker. Lexa aveva ancora addosso jeans e top, i due ragazzi solo i boxer ed ora Clarke doveva togliere il reggiseno! Portò le mani dietro la schiena per sfilarselo ma Lexa la bloccò.

"Ferma!", Brian e Nathan protestarono, la vodka che si stavano scolando aveva dato alla testa a tutti e quattro.

"Fuori! Il resto dello spettacolo è riservato", disse guardando Clarke negli occhi.

"Ehi non vale! Più di una volta tu ci hai visto nudi!", protestò Brian. Lexa lo guardò con biasimo.

"Per quanto mi riguarda in questo momento è più nuda la mia ragazza di voi due, quindi fuori dalle palle!", i due sbuffarono e se ne andarono sbattendosi la porta alle spalle.

Lexa era seduta davanti al divano, allungò le braccia lungo la seduta.

"Ora puoi toglierlo".

Clarke sorrise sorniona e cominciò a sfilarlo lentamente, ma si fermò a metà, proseguendo con il perizoma, che fece scendere di poco, si sedette sul tappeto poggiandosi all'indietro sulle mani e, allungando le gambe, sparpagliò le carte. Con i piedi arrivò all'intimità di Lexa la quale se ne stava con le gambe piegate e un po' divaricate.

"Hai barato, quindi non mi tolgo niente".

"Non ho barato!", gli occhi azzurri divennero due fessure scrutandola intensamente.

"Farei di tutto per vederti nuda", non era un'ammissione di colpa ma vi si avvicinava molto.

"Mi vedi nuda tutti i giorni".

"Non mi basta mai. Sei la mia droga", a Clarke corse un brivido di piacere lungo la schiena.

"Pensavo lo fosse il burro d'arachidi", scherzò in un mormorio eccitato.

Lexa si staccò dal divano e le si avvicinò carponi.

"No.... lo sei decisamente tu dolcezza", le sussurrò a fior di labbra prima di baciarla lentamente e sensualmente.

La bocca, dal sapore che amava, ora aveva anche un aroma aggiunto di vodka alla ciliegia. Si distesero sul tappeto e Clarke si ritrovò sotto il corpo stupendo della donna che amava ogni giorno di più.

"Girati amore...", ansimò Lexa senza staccare le labbra da quelle di Clarke, "... voglio scopare il tuo bel culo".

"Dio Lexa... sei una troglodita!", ma lo disse eccitata all'ennesima potenza.

Adorava il modo brutale ed erotico in cui Lexa usava le parole, anche perché, all'occorrenza, sapeva anche essere dolce e romantica.

Lexa sorrise e la baciò ancora, poi Clarke si girò pancia in sotto e si fece sfilare l'intimo mentre le ricopriva la schiena di baci. La morse su una natica facendola sussultare e gemere, poi sentì Lexa armeggiare con i pantaloni prima di sdraiarsi sopra la sua schiena, sentendo il suo corpo bollente ricoprire il suo.

The DealDove le storie prendono vita. Scoprilo ora