Recensione 46: Piuma, il piccolo orsetto polare

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Dopo aver recensito un filmone come Sonic 3, è tornato il momento di parlare di altri film o serie poco conosciuti in Italia o quasi dimenticati. Uno di questi è il film d'animazione tedesco Piuma, il piccolo orsetto polare, uscito nel 2001. Da bambina, in tv mi capitò di vedere uno spezzone del film, che mi rimase impresso (nell'ultimo paragrafo vi dirò di quale si tratta), ma per molto tempo dimenticai il titolo del film. Questo fino a quando non lo ritrovai per caso su un canale telegram circa un paio di anni fa. Ora parlerò per bene della trama con spoilers, come sempre.

 Nell'Artide, il cucciolo di orso polare Piuma trascorre le sue giornate con spensieratezza insieme ai suoi genitori e all'amica Greta, mentre un trio di arroganti orsi bianchi pensa solo a divertirsi spaventando le foche

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Nell'Artide, il cucciolo di orso polare Piuma trascorre le sue giornate con spensieratezza insieme ai suoi genitori e all'amica Greta, mentre un trio di arroganti orsi bianchi pensa solo a divertirsi spaventando le foche. Anche nel vicino villaggio inuit le cose vanno per il verso giusto; il pesce è abbondante e la giovane Lena può nutrire così la sua famiglia, composta da sua nonna, un paio di husky e un gatto. Un giorno, Piuma diventa amico di una foca, Robby, passando il tempo a giocare insieme, nonostante Greta li scopra, ma promette di non dire niente. Tuttavia, anche gli altri orsi vengono a sapere che Piuma gioca con una foca e decidono di fare qualcosa.

 Non approvando la situazione, il padre di Piuma rimprovera il figlio per la sua amicizia, in particolare dopo una predica di Brutus, il capo del trio degli orsi, arrabbiato con il cucciolo e la foca per aver rovinato il divertimento della caccia ...

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Non approvando la situazione, il padre di Piuma rimprovera il figlio per la sua amicizia, in particolare dopo una predica di Brutus, il capo del trio degli orsi, arrabbiato con il cucciolo e la foca per aver rovinato il divertimento della caccia ed esserseli fatti sfuggire su una nave abbandonata. Il saggio tricheco Sofocle cerca di calmare le acque, ma senza successo. Così il piccolo Piuma si allontana in lacrime da casa e il giorno dopo è costretto a dire addio a Robby. Ma l'orsetto in realtà ha un piano; far muovere la nave abbandonata per scappare insieme a Robby e vivere sempre insieme senza ascoltare nessuno. Il piano non funziona a causa del troppo ghiaccio, così i 2 amici devono rimanere nell'Artide. Inoltre, i pesci iniziano a sparire misteriosamente e gli orsi incolpano Piuma e Robby, quasi ignorando l'arrivo di Caruso, un pinguino che rida' ai lemming la gioia di vivere (questi non facevano che tentare il suicidio, buttandosi giù da un ghiacciaio). Piuma ha un'idea: orsi e foche potrebbero collaborare per mangiare. Infatti, questa idea funziona, anche se alle foche non mancano occasioni di vendicarsi degli orsi, facendogli degli scherzi.

 Padre e figlio si sono riappacificati con una nuotata notturna, ma il pezzo di ghiaccio dove Piuma si riposa si stacca dalla banchisa e va alla deriva

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Padre e figlio si sono riappacificati con una nuotata notturna, ma il pezzo di ghiaccio dove Piuma si riposa si stacca dalla banchisa e va alla deriva. Gli animali dell'Artide sono disperati per la scomparsa di Piuma, il quale viaggia fino ad arrivare molto più a sud, in Africa. Qui Piuma fa amicizia con un ippopotamo, Henry, il quale gli mostra le meraviglie del sud e a perfezionare le sue abilità nel nuoto. L'orsetto è felice con Henry, ma sente nostalgia di casa, per cui l'ippopotamo lo porta dall'aquila, che gli da un passaggio fino al mare. Da lì Piuma prosegue a cavallo di un'orca, che lo riporta in Artide, dove si ricongiunge con la sua famiglia e i suoi amici.

 Con sempre meno cibo, Piuma propone di andare nel villaggio degli uomini, nonostante venga ritenuta una pessima idea, ma, una volta lì, Lena lo accoglie in casa, così come i suoi husky, seppure con iniziale diffidenza

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Con sempre meno cibo, Piuma propone di andare nel villaggio degli uomini, nonostante venga ritenuta una pessima idea, ma, una volta lì, Lena lo accoglie in casa, così come i suoi husky, seppure con iniziale diffidenza. Sentendo una riunione, l'orsetto scopre che anche nel villaggio inuit la gente ha difficoltà a trovare pesce a causa della cosiddetta Bocca Nera. Poco dopo, Lena riaccompagna Piuma sulla banchisa, salutandolo come un caro amico, così il cucciolo può dire cosa ha scoperto. All'inizio non viene creduto, ma ben presto arriva la Bocca Nera, una nave spaccaghiaccio, che inghiotte tutto ciò che trova, orsi e foche inclusi. Usando l'astuzia e ciò che ha imparato nel nuoto, Piuma libera tutti gli animali e, in cambio, può continuare a essere amico di Robby. Alla fine, Lena va a trovare Piuma, che sta giocando in acqua con Robby e Greta.

Dalla trama molto chiara, il film risulta un piccolo tesoro e a me ha rassicurato sapere che è stato realizzato in Germania, famosa per aver prodotto i film della Dingo Pictures (spero di non doverne recensire altri, anche se proprio uno di loro ha dato il via a tutto questo). L'animazione è elementare, come quella di Vuk e di alcuni film italiani, ma qui i personaggi hanno movimenti più realistici. E a proposito di realismo, sono sicura che il film sia ambientato in Alaska, data la presenza di renne, foche e lemming, ma mi ha fatto un po' storcere il naso che ci sia un pinguino: mi ha fatto chiedere "e che ci fa qui un pinguino?", proprio come per Balto della Dingo Pictures, ma perlomeno qui di pinguini ce n'è uno soltanto, non una marea. Infatti, sebbene sia abbastanza simpatico, non è il mio personaggio, che invece è proprio il piccolo protagonista; è coraggioso, gentile e dalla mente aperta. Comunque, la scena che mi era rimasta impressa per anni è quella in cui Piuma viene portato alla deriva sull'iceberg, chiamando i genitori. Forse non è troppo difficile capire perchè, di tutto il film, ricordavo solo questa scena. Tuttavia, avrei voluto più scene ambientate a sud, magari approfondendo l'amicizia tra Piuma ed Henry. Il film dura a malapena un'ora e un quarto, ma secondo me si poteva fare di più. Invece, le parti in cui gli animali si accorgono che i pesci sono scomparsi e la soluzione finale mi hanno ricordato il primo Happy Feet, anche se quest'ultimo è uscito diversi anni dopo, ma l'avevo memorizzato meglio. Infatti, riguardando il film, sono rimasta perplessa nel vedere quelle scene senza averle già in mente. Detto così, sembra che il film sia dimenticabile, cosa che non è. Io l'ho apprezzato proprio per la sua innocenza e l'animazione stile europea. So che ci sono anche dei seguiti, ma non li trovo da nessuna parte e purtroppo la mia conoscenza del tedesco è da livello A1, di certo poco adatto a un film, seppure per bambini. Posso dire, però, che questo primo film si trova in inglese su Youtube, qui lascio il link. Se come me riuscite a trovarlo in italiano, consiglio di dargli un'occhiata, soprattutto se avete bambini in famiglia (esattamente come suggerito nella recensione di Vuk, che trovate lievemente più indietro).

Voto finale: 7 e mezzo

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