Una raccolta di commenti/recensioni su cartoni, film, libri, serie e fumetti. Non sono esperta di recensioni, ma faccio del mio meglio perchè voi le apprezziate.
1998, il mio anno di nascita. Al cinema arriva il primo film di animazione in tecnica tradizionale Dreamworks, il Principe d'Egitto. Fu un successo così clamoroso che diventò un kolossal e film d'animazione non Disney ad avere incassato di più (fino al film dei Simpson del 2007), al punto che Dreamworks decise di farne un film spin-off un paio di anni dopo, di cui parlerò. Premetto che non sono mai stata religiosa, anche se da bambina dovevo andare per forza a catechismo e in chiesa la domenica (le maestre di catechismo erano anche brave, ma non si capivano le loro parole a causa della troppo confusione, quasi ai livelli della scuola) e a scuola avevo le ore di religione, ma ero comunque curiosa di sapere di più sui personaggi importanti della Bibbia. Così, una volta finita la scuola, recuperai sia il Principe d'Egitto che Giuseppe re dei sogni. E, dopo che avrete letto trama con spoiler, capirete come mai ho aspettato tanto per vedere il film.
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Canaan, attuale Israele. Una donna sterile, Rachele, mette al mondo il suo primo figlio, Giuseppe, ben presto favorito e istruito dal padre Giacobbe, in quanto nato dal miracolo. Giuseppe ha 10 fratelli maggiori (i più importanti da ricordare sono Giuda, Simeone e Levi), i quali lavorano i campi e badano al gregge. Inizialmente, i fratelli sono felicissimi per Giuseppe, ma col tempo ne diventano gelosi e lo escludono. Ciononostante, Giuseppe non li odia, anzi vorrebbe stare con loro e studiare meno. Una notte, però, Giuseppe ha un sogno: il gregge attaccato da un branco di lupi, che uccide l'ariete. Il mattino seguente, l'ariete è vivo e vegeto e i fratelli devono lavorare di più. Così Giuseppe si offre di aiutarli, col permesso del padre.
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Preso in giro da Simeone, Giuseppe viene "difeso" da Giuda, che gli affida il gregge con la scusa di dover andare a cercare le pecore smarrite. Mentre gioca con un agnellino, Giuseppe si allontana e arrivano i lupi. Solo grazie all'intervento di Giacobbe, i lupi si ritirano, ma non prima di aver ucciso l'ariete, proprio come nel sogno di Giuseppe. I fratelli ritornano completamente fradici, non perché cercavano gli animali, ma perché erano a divertirsi in acqua, e così vengono rimproverati da Giacobbe, che li accusa di aver abbandonato Giuseppe al suo destino e favorisce anche di più il suo ultimo figlio: quel sogno è un dono di Dio. La notte seguente, Giuseppe fa un altro sogno, ma stavolta sono i suoi fratelli ad essere "protagonisti" in quanto i loro covoni di grano si inchinano davanti a Giuseppe, che si eleva fino al cielo stellato. Furiosi per il sogno, i fratelli litigano ancora con Giacobbe e poi decidono di prendere provvedimenti. Così Giuseppe va a cercarli, ma loro lo attirano in una trappola, facendolo cadere in una buca profonda per un giorno intero. Solo la notte viene liberato, ma con orrore Giuseppe scopre che i fratelli lo hanno venduto a dei mercanti di schiavi, che lo conducono in Egitto. I fratelli tornano a casa con la tunica di Giuseppe imbrattata di sangue, dicendo al padre che il figlio prediletto è stato sbranato dai lupi.