I raggi del sole entravano dalle alte finestre,tutto era immenso,le colonne alte circondavano la stanza come fosse una specie di salone a volta,sul soffitto infatti una cupola dipinta raffigurava putti e muse intenti ad osservare la stessa scena che mi si parava davanti.
Decine di corpi immobili con sguardi assassini se ne stavano in piedi in un ordine ben definito,lo stesso spazio tra un corpo e l'altro,solo alcuni di essi mostravano una leggera umanità dai colori chiari,pensai fossero licantropi,come Elona o vampiri abituati agli umani come Carlos e Tom.
In fondo,davanti a quello che mi sembrò un altare,una figura minuta se ne stava inginocchiata a terra col viso e le braccia sul pavimento,avvolta da una sola tunica chiara che mostrava le sue rotondità senza dovermi sforzare,nonostante la distanza che ci separava.
Di fronte ad essa stava l'uomo dai capelli d'argento,lo stesso uomo che insieme agli altri quattro ci aveva accolti,lo stesso sguardo freddo,vestito da un'altra tunica di un color rosso fuoco,parlava lentamente,sembrava recitasse qualcosa a me incomprensibile.
Capii che si trattava di una specie di rituale,perché la figura sinuosa un attimo dopo si alzò e parlò a voce alta,scandendo ogni parola come se dovessero udirla tutti.
--Io lo giuro. Dedicherò la mia esistenza ad ogni membro qui presente,eseguendo i miei doveri,difendendo la mia famiglia,preservando la nostra natura ed obbedirò ad essa mantenendola segreta. Mai metterò in dubbio il consiglio,se avrò da obiettare,lo farò dopo che l'ultimo fratello ha parlato. Rammenterò tutti i miei errori,se ci saranno per essere punita con il peso da essi causati,li porterò con me,questo sarà il mio unico fardello. Potrò ritenermi libera di essere ciò che sono solo se il mio Maestro e Padre lo riterrà giusto,fino ad allora limiterò la mia sete e con essa ogni mia voluttà--.
Riconobbi la sua bella voce,era Vanessa. Una morsa allo stomaco mi fece trasalire.
Sentirla pronunciare quelle parole con convinzione,mi spaventò ancora di più,strinsi forte la mano di Elona,la quale mi rivolse uno sguardo rassicurante.
Tornai ad osservare Vanessa e mi accorsi che ora tutti non stavano più guardando me,avevano gli occhi fissi su di lei mantenendo quella postura eretta ed ordinata.
La vampira,al centro della scena,alzò lo sguardo verso la figura vestita di rosso,s'inchinò poggiando a terra un ginocchio,una mano protesa in avanti,l'altra al pavimento.
L'uomo le prese delicatamente la mano,facendola alzare,poi gliela baciò,nei suoi occhi velati una luce si mosse.
--Io ti accolgo,mia cara. Ora puoi ritenerti una di noi. Ti verranno concessi privilegi rari,la tua giovane età mi affascina. Era tempo che non avevo il piacere di accogliere un così bel viso in queste mura. Quindi scegli pure da sola il tuo padrino o la tua madrina--.
Mi sembrava incredibile che un volto come quello,pallido con pelle sottile e smunto,occhi velati dallo sguardo vacuo quasi impercettibile,potesse sorridere,eppure lo fece rivolgendole un aggraziato benvenuto.
Vanessa,si voltò cercando tra le fila di uomini e donne schierati alle colonne,poi riprese a parlare con estrema decisione,nella sua voce un timbro quasi autoritario.
--Dato che mi è concesso,io scelgo Astor Drega--.
Nessuno si mosse rompendo l'equilibrio.
Poi,da dietro una colonna udii dei passi.
Astor si muoveva con eleganza,attraversò lo spazio che lo separava dai due figuranti al centro e con fare armonioso allargò le braccia,quello che accadde mi sorprese.
Vanessa si staccò da quell'uomo gettandosi fra le braccia di Astor,il quale la strinse forte a sé baciandola sul viso,come fosse stata veramente sua figlia.
Un applauso collettivo ruppe l'equilibrio,tutti battevano le mani,solo Elona ed io restammo immobili ad osservare.
Vanessa,venne subito dopo condotta fuori da due donne,quando mi passò accanto mi rivolse uno sguardo indecifrabile,le sorrisi lievemente,ricambiò credo perché le sue labbra si curvarono per un secondo.
L'uomo dai lunghi capelli grigi,sussurrò qualcosa ad Astor,il quale si mosse venendomi incontro.
--Edera,dammi la mano. Ora tocca a te--.
--Cosa...cosa devo fare?-- Chiesi piano.
--Jago vuole parlarti,non temere--.
Elona mi lasciò andare prendendo posto lungo le fila,accanto ad una colonna,riconobbi Tom che le si fece vicino,il suo sorriso ampio mi seguì per tutto il percorso.
Jago mi guardava con i suoi occhi di un tenue rosso,le mani giunte in grembo,l'espressione corrucciata e severa tornò a distinguerlo.
Fu Astor a parlare per primo.
--Ecco Jago,questa fanciulla ha contribuito nel ricondurre a noi mio figlio. Come ben sai è sotto la mia protezione--.
Le labbra sottili e grigie di Jago si mossero,rabbrividii nel sentire quell'alito freddo ed inodore infrangere l'aria.
--Bene. Tu saresti la figlia di Greta...tua madre sta per completare il cambiamento,cosa hai intenzione di fare?--
Non mi aspettavo una domanda,riflettei prima di rispondere,cercando di controllare gli spasmi di paura.
--Io vorrei vederla...solo questo--.
Astor strinse più forte la mia mano.
--Vederla...non é possibile al momento. Dovrai attendere ancora per poco. Astor?--
Si rivolse a lui senza smettere di guardarmi.--Devi portarla via,non può stare con noi. Umana!-- Pronunciò con sdegno l'ultima parola.
--Jago,cerca di capire...è impreparata ad un viaggio. Ricordiamoci della sensibilità della sua razza,ha perduto molte cose...un suo amico deve ancora accettare la situazione...--
--Non mi interessa il suo lato sensibile! Che se ne vada!--
Quasi lo urlò,Astor provò ad insistere ma non ci fu verso di far cambiare idea a quel tiranno,inspirai forte per cacciarmi le parole serrate in gola.
--Io non voglio restare ma non me ne andrò senza mia madre ed i miei compagni!--
L'uomo di ghiaccio tornò a guardarmi con un'espressione esterrefatta.
--Potresti già essere morta,lo sai? Devi ad Astor la tua salvezza ragazzina--
--E' proibito uccidere all'interno delle mura-- feci cauta.
Astor,in un attimo mi fu davanti,la sua schiena premeva contro il mio viso,un ruggito terrificante provenì da quell'uomo vestito di rosso,vidi la sua tunica muoversi svelta,poi un tonfo sordo.
--Jago...ricorda la nostra amicizia. Mi assumerò io la responsabilità della ragazza. Farò in modo di allontanarla prima che il sole sia alto nel cielo,concedile solo questo--.
Ci fu un lungo silenzio,il respiro mi si fece sempre più rapido nella schiena di Astor,tenevo la testa china,i pugni serrati...avrei voluto uccidere quell'uomo.
--E sia! Ma porta via anche quel mezzo vampiro di tuo figlio,io non tollero le mescolanze!--
Sentii Astor irrigidirsi.
--Lo farò e porterò via anche gli altri,tutti i membri del mio clan mi seguiranno se vorranno--.
Dalle fila udii il rumore di lievi passi avanzare verso di noi.
Mi voltai per vedere di chi si trattava. Carlos si mosse lento,raggiungendoci.
--Astor,non posso seguirti,ho un obbligo verso la mia gente ma sarò sempre tuo amico,per qualunque cosa conta su di me--.
L'acqua negli occhi dell'omone,si mosse lenta.
Astor annuì in silenzio.
--Per tutti coloro che si sentono liberi di aiutarmi nel preservare le vite dei tre umani,a mezzogiorno io sarò oltre le mura ad attenderli. Sappiate che questo non è un addio alla nostra comunità,ci allontaneremo per il tempo che sarà necessario,fino a che tutto non sia compiuto,chiunque sarà libero di tornare quando lo vorrà--,poi si rivolse a Jago,il quale emetteva pesanti respiri.
--Jago,confido nella fiducia che ci lega da molti anni. Ti saluto amico mio rinnovandoti il mio affetto e la mia fedeltà--
--Fedeltà?! Sei già stato perdonato una volta Astor,l'unione con quella donna ha dato frutti di discordia nella nostra famiglia,che non si ripeta! Francesca rimarrà con noi,il suo carattere mi obbliga a trattenerla e comunque ricorda...nessun vampiro può essere ucciso senza il mio consenso...nessuno ha il permesso di ucciderla al momento--.
--Non è mai stata mia intenzione farlo,Jago. Fa in modo che cambi. Riconosco i miei errori,se si presenterà al mio cospetto come una di noi,hai la mia parola che nulla di male le verrà fatto--.
Con queste parole il dialogo ebbe fine,Jago si ritirò con al suo seguito la maggior parte dei membri schierati.
Astor,senza dire nulla mi prese per mano conducendomi fuori sotto lo sguardo dei pochi rimasti,alcuni mostrarono sguardi assassini,altri solo indifferenza...ed altri ancora,quali Tom,Elona e Carlos,sorrisero al nostro passaggio.
La grande porta di ferro si chiuse alle nostre spalle,in silenzio percorremmo la lunga scalinata di marmo che conduceva all'atrio,dove ad attenderci c'era Nicholas,sul suo bel viso un'espressione preoccupata.
Mi staccai,senza pensarci da Astor,tuffandomi fra le sue braccia.
Mi sentii immediatamente bene,stretta al suo torace,il calore del suo corpo mi avvolse in un abbraccio sciogliendo il nodo allo stomaco.
--Nico...come sta Loris?-- Chiesi con voce soffocata,la bocca premuta nel suo petto.
--Perché non glielo chiedi direttamente?--
Alzai lo sguardo,stava sorridendo appena,guardai oltre la sua spalla. Loris era in piedi,poggiava la mano su di un bastone ben levigato,mi staccai da Nico.
--Loris...come...oh Loris!-- Lo abbracciai.
Ero felice.
Felice nel sentirlo ridere.
Felice del contatto della sua mano sulla mia schiena,che mi teneva stretta in un abbraccio.
--Tutto bene Edera,tutto bene. E dimmi tu,come stai?--
Non sapevo davvero cosa rispondere,sicuramente si aspettava qualcosa di concreto,come un resoconto ma dissi l'unica cosa che mi passava per la testa.
--Sono felice tu stia bene--.
Tornai a Nico,mi stava guardando,nei suoi occhi c'era una luce strana,sembrava preoccupato.
--Che hai?-- Gli chiesi sotto voce.
--Nulla--.
Lo vidi chinare la testa ma lo sguardo era sempre fisso nei miei occhi.
Astor prese a parlare,lasciandomi con la voce strozzata nella gola,stavo per chiedere a Nico di dirmi cosa c'era in realtà che non andava. "Forse" pensai, "ha sentito le parole che si sono scambiati suo padre e Jago,o forse...brutte notizie su mia madre?". M'irrigidii.
--Dobbiamo andarcene. Voi intanto andate fuori,mi occuperò io del resto-- sentenziò Astor con fare autoritario ma gentile.
Nico neanche si voltò a guardarlo,rispose con voce sprezzante.
--Bene! Dobbiamo? Magnifico! Andiamo allora Edera...papà...?--
Loris si avvicinò a noi.
Nico iniziò a spingermi verso l'uscita,quando un uomo ci si parò davanti,il suo viso era magnifico,bianco e giovane ma con tratti ben definiti.
La mascella e gli zigomi erano scolpiti con perfezione,i suoi occhi color verde sembravano due smeraldi,le sopracciglia delineavano lo sguardo,accentuandone la bellezza.
I capelli corti,pettinati all'indietro avevano una tonalità principalmente castano con riflessi scuri,non erano propriamente mogano o rossicci ma le ciocche sembravano assumere uno splendore incostante e bellissimo. Mi diedero a pensare alle sfumature delle foglie in autunno.
Le spalle larghe,il corpo longilineo,vestiva di un grigio perla,la giacca sbottonata mostrava il torace scolpito,nessuna camicia,nessun pudore.
I pantaloni cadevano con estrema eleganza sulle sue scarpe lucide...non avevo mai visto tanta perfezione distribuita in un corpo solo.
Accanto a lui,in un istante si fecero vicine Elona e l'altra ragazza che aveva portato il cibo nella mia stanza,aiutando invano Valerio.
L'uomo parlò e la sua voce vibrò come musica nell'atrio.
Mi aggrappai stretta a Nico,volevo sentirlo vicino...era strano ma in quell'uomo vedevo il fascino come a poterlo toccare,a volerlo toccare eppure la sua perfezione mi agitava confondendomi al tempo stesso.
--E' un vampiro-- mi sussurrò Nico.
L'uomo sorrise,aveva di certo sentito.
--Lei è l'umana. Splendida...davvero devi proprio andare Astor?--
--Sì Vincent,dobbiamo lasciare questo posto e sinceramente non abbiamo molto tempo--
--Capisco...ho in effetti ascoltato Jago ma ci potrebbe essere un'altra soluzione...--
Astor lo guardò negli occhi.
--E sarebbe?--
--Ho già due splendide mogli...-- continuava a fissarmi con i suoi occhi verde mare,nei quali mi sembrò per un attimo di sprofondare,strinsi ancora più forte il braccio di Nico.
--...Elona...Monica,non vi piacerebbe una sorella?--
Restai immobile. Ero sbalordita da tanta arroganza e presunzione,volermi come moglie?!
Allibii innervosendomi ancora di più,notai che il mio istantaneo cambio di umore lo divertiva.
Nicholas ringhiò all'improvviso,spaventandomi,Astor prese la parola,poggiandogli una mano sulla spalla.
--Caro Vincent,non hai bisogno di una nuova moglie e poi i ragazzi sono insieme-- a queste parole,il vampiro alzò un sopracciglio spostando l'attenzione su Nico.
--E' così? Ti appartiene ragazzo?--
Sentii il torace di Nico gonfiarsi,era nervoso,lo sguardo duro,nei suoi splendidi opali una fiamma turchese passò veloce,illuminando le iridi,come un minuscolo fulmine squarciò l'oscurità profonda e meravigliosa.
--Mi appartiene,quindi vattene e lasciaci passare,vampiro!--
Il vampiro scoppiò a ridere scostandosi leggermente da un lato,Elona mi sorrise,avrei voluto salutarla e ringraziarla per avermi protetta ma era meglio seguire le istruzioni di Astor,prima ce ne andavamo e prima saremmo stati al sicuro...al sicuro.
Mi chiesi se lo sarei più stata.
Ci allontanammo,lasciandoci alle spalle Vincent e le sue risa, Astor cambiò programma,ci avrebbe accompagnati al portone principale.
Entrammo in un'altra ala che non riconobbi,il tragitto che stavamo intraprendendo non era lo stesso di quando eravamo entrati.
Nessuna colonna infatti,nessun rosone...solo umidità e buio,potevo intravedere le pareti scrostate,logorate dal tempo,piccole fessure illuminavano il passaggio,ci trovavamo sicuramente ad un livello più basso perché il pavimento proseguiva leggermente in pendenza.
Eravamo in una specie di galleria,in un angolo alla base di una parete,macchie scure e disordinate sporcavano il muro,l'odore era rivoltante,Nico mi strinse forte a sé accelerando il passo,quasi trascinava Loris,che zoppicante respirava forte.
Sentii l'umidità gelarmi i piedi,i polpacci,l'aria stessa era fredda,potevo vedere il mio alito ad ogni respiro.
Non riuscivo a scorgere una qualche uscita,la luce era troppo debole,poi all'improvviso piombammo in un salone illuminato da enormi lampadari antichi di vetro lavorati,o magari cristallo,non mi soffermai ad appurarmene.
Qui non v'era traccia di umidità ed anche l'odore era più sopportabile ma una cosa stranissima attirò la mia attenzione:uomini e donne in posizione eretta,tutti vestiti uguali con canotte e pantaloni scuri,anfibi ai piedi se ne stavano in cerchio con le spalle rivolte verso l'esterno,sembrava stessero osservando la stessa cosa come in una specie di trance.
Degli strani sibili provenivano dall'interno del cerchio umano,mi sporsi per dare un'occhiata ma Nico mi trattenne riconducendomi sui nostri passi,Loris era attratto quanto me dalla scena alla nostra destra,Astor si voltò sussurrando qualcosa a Nico che non capii,parlò troppo piano e troppo in fretta.
--Nico,che succede?-- Chiesi piano.
--Cammina e basta-- nella sua voce c'era allarme e ansia.
Mi agitai,iniziai a sudare accelerando ancora di più il passo.
Poi una voce mi chiamò costringendomi a voltarmi,Francesca se ne stava accasciata a terra all'interno del cerchio,potevo scorgere la sua faccia e le sue braccia tese come a graffiare il pavimento. Sotto di lei,una pozza di sangue scuro e melmoso si allargava in una macchia.
Il mio corpo si paralizzò all'istante,la paura prese a scorrermi nelle vene.
--Andiamo...Edera,andiamo!--
Nico mi stava letteralmente trascinando.
La bestia parlò con la sua vocina stridula,nei suoi occhi il sangue sembrò muoversi,le orecchie iniziarono a farmi male.
--Ti troverò. Vi troverò tutti-- poi scoppiò a ridere,di quella risata sorda che mi entrò nel cranio torturandomi il cervello.
Mi tappai le orecchie,cercai di guardare altrove chiedendomi perché Nico non corresse,in un attimo saremmo potuti uscire da lì,scappare da quella cosa acquattata come un animale.
All'improvviso la sentii urlare forte,la testa smise di farmi male.
La vidi divincolarsi,imprecò gridando,le unghie si conficcarono nel duro marmo del pavimento tracciando segni ben visibili a quella distanza,perfino per i miei occhi umani.
Qualcosa la stava mordendo,vidi un muso peloso conficcare le proprie fauci nella sua spalla sinistra,stavolta gridai con tutto i fiato che avevo nel petto.
Il cerchio si strinse attorno a lei,le figure schierate piegarono le ginocchia assumendo una posizione di attacco,ringhiando come animali,capii solo allora,la stavano braccando.
"Rieducarla".
Nicholas mi trascinava via svelto,vidi Loris fare forza sul bastone per cercare di accelerare il passo mentre Astor lo sollevava quasi interamente da terra.
L'aria divenne pulita,intorno a noi l'orizzonte spaziava.
--Siamo fuori!-- Mi sorpresi della mia stessa voce.
--Si...Astor! Perché non ci hai fatto prendere un'altra via!-- Nico stava gridando.
--Perché quella è l'unica via per non passare in posti meno sicuri--
--Cosa vuoi dire?! Non ci avrebbero attaccati!--
--Non ci avrebbero attaccati i vampiri anziani...--
--Chi allora?-- Chiese più controllato Nicholas.
Astor guardò altrove cercando forse di prendere tempo per dargli una risposta concreta,poggiò Loris a terra,il quale respirava faticosamente premendosi una mano sul petto.
--Alcuni di essi non sanno ancora controllarsi--. Concluse vago.
Dopo essersi accertato che stessi bene,Nico lo raggiunse.
--Stai bene papà?--
--Sì...sto bene...solo...uno spavento,tutto a posto--
--Respira!-- Lo intimò Nico visibilmente preoccupato.
--Che cos'ha?-- Mi avvicinai di poco,per accertarmi che fosse tutto sotto controllo.
Nico mi guardò negli occhi,poi parlò,nella sua voce un timbro cupo.
--Deve ancora rimettersi in forma. Ha delle costole rotte ma andrà tutto bene,Ester lo ha curato--
Ritornai con la mente alle parole di Carlos.
--E mia madre?--
--Sta arrivando-- fu Astor a parlare.
Mi voltai di scatto verso il rudere,Vanessa stava trasportando in braccio qualcuno,il corpo era avvolto in un sudario,riconobbi dai capelli che uscivano un poco da sotto il velo,il nero corvino di mia madre.
Avrei voluto correrle incontro,scoprirle il viso e vederla,toccarla...ma non ci riuscii,una parte di me non accettava la sua morte,Astor aveva ragione,non sarei stata in grado di sopportarne la vista.
Mentre le lacrime copiose mi rigavano il viso,sentii le braccia forti di Nico circondarmi la vita,il suo caldo respiro sul collo mi diede la forza di guardare oltre.
Valerio,completamente lucido all'apparenza,si stava avvicinando mantenendo una certa distanza da Vanessa,ogni tanto scattava di lato in una corsa frenetica,come se si sentisse minacciato.
Poi mi riconobbe,gridò i mio nome facendomi segno con le mani di raggiungerlo,Nico mi trattenne,avvicinarmi a lui significava passare accanto al corpo senza vita di mia madre.
Attesi abbassando lo sguardo sull'erba,respirando il calore di Nico,stringendomi nelle sue braccia.
--Ti riporto a casa,piccola-- la sua voce vellutata mi sfiorò il collo.
Sarebbe cambiato tutto,ancora,inesorabilmente,la mia unica certezza era nuovamente riposta in lui.
Il sole splendeva al centro del cielo,il vento si alzò profumando l'aria fresca.
Ci voltammo riprendendo a camminare verso un'auto parcheggiata a poca distanza.
Avanzai muovendo i piedi,uno dopo l'altro verso un futuro totalmente ignoto.
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luceombra
Science FictionUn romanzo di Tania Rossi Non credevo fosse possibile rivedere il suo volto. Da mesi il suo ricordo mi appariva come un incubo ma poi tutto è cambiato. La mia vita,la sua es...
