Intorno alla miniera, vecchie baracche di metallo si ergono crepitanti, piene di ragnatele, carriole e vecchi attrezzi arrugginiti. Devono essere i depositi e i dormitori dei minatori. A circa quindici metri di distanza c'è una piccola costruzione in legno, con la vernice scrostata. Io e Mike ci guardiamo in viso e senza alcuna esitazione decidiamo di recarci in quella casetta.
«Quindi tu sei già stato qui?» chiedo.
«Credo di aver sbagliato strada, in passato. Questo posto non lo ricordo»
Annuisco.
Raggiunta la casetta ci affacciamo alle finestre per sbirciare all'interno.
Una signora anziana, con un cappello in testa, simile al mio, usa un ventaglio azzurro per rinfrescarsi, seduta su una sedia in paglia. Blatera qualcosa ad un uomo che sfoglia un giornale davanti ad un ventilatore polveroso. Dev'essere il marito. Intorno a loro scaffali pieni di oggetti blu.
«Ecco l'ennesimo negozio di souvenir» esordisce Mike, deluso.
La donna si volta verso di noi, con gli occhi verdi, spalancati «Voi due! Cosa fate lì fuori? Entrate» ci urla.
Io e Mike ci guardiamo imbarazzati e lentamente entriamo nel negozietto.
«Bisogna entrarci, nei negozi. Non rimanere fuori a fissarli» dice la signora a gran voce, con il suo tono vispo, ma scherzoso.
«Sì, ci stavamo solo assicurando che questo fosse un negozio, qui intorno sembra tutto disabitato» risponde prontamente Mike.
«Ma certo che è disabitato. Questo posto è famoso, sai? Vengono migliaia di turisti, ogni settimana»
«È questa la MSV?» chiedo, intromettendomi, irrequieta. Devo sapere.
«Ovviamente. Cosa credevi che fosse?»
Ci siamo, devo iniziare il discorso «Ecco, a proposito di...»
«Hanna» l'uomo, che fino a quel momento era rimasto silenzioso nel suo angolino, si rivolge alla donna, con un'espressione vagamente allarmata «guarda la collana della ragazza»
I due anziani rimangono ad osservare la mia collana per alcuni, interminabili, secondi, stupiti e sorpresi, mentre io e Mike ci guardiamo confusi. Saranno interessati solo al suo valore, o sanno qualcosa che io non so?
«Vieni qui, ragazza, avvicinati» mi dice il signore anziano.
Con passo incerto mi reco lentamente verso la sediolina su cui adesso è seduto il vecchio.
«Questi occhi... Hanna, guardale gli occhi»
La donna si avvicina con circospezione e mi osserva «Credi che sia lei?»
«Ne sono sicuro»
«Come fai a esserne certo?»
«Le hai visto gli occhi, o no? Sono identici»
La signora annuisce e rivolge di nuovo lo sguardo al mio collo «E la collana... non ne ho mai più vista una simile»
«Peter non ci potrà credere»
La donna scuote la testa «Dopo tanto tempo speso a cercarla, adesso è venuta lei qui. Riesci a crederci, Simon?»
«Ehm...scusate, potete spiegarmi di cosa state parlando?» mi intrometto io.
«Tu non sei venuta qui per comprare souvenir, vero?» mi chiede l'uomo.
«Simon! Che domande stupide fai?» gli urla contro la vecchia, poi si rivolge a me «Ragazza, dove hai preso quella collana?»
«Ecco, a proposito della collana... Io sono qui perché dietro al ciondolo è incisa la sigla "MSV", l'ho ricevuta in dono, credo dai miei genitori biologici. Sa', io sono stata adottata» le spiego.
«Ma certo, quella della collana sarà stata una pensata di Lauren» la signora si volta di nuovo verso il marito.
«È stato un bel pensiero, però, lasciare alla piccola un oggetto così prezioso, nell'eventualità che le cose si fossero messe male»
«Sì, beh, qualcuno doveva pur averla, la collana»
«In quell'eventualità, dici?»
«Sì, esatto. In quell'eventualità»
Mi schiarisco la voce, impaziente «Scusate, sto di nuovo perdendo il filo del discorso»
Mike mi lancia un'occhiata, poggiandomi una mano di conforto sulla spalla.
«Ragazzina, la tua è una storia lunga» mi spiega la donna.
«Sì, ma io voglio conoscerla» dico fermamente, col cuore in gola.
«D'accordo, sei sicura che vuoi che te la raccontiamo proprio noi? Ti avverto, è una storia abbastanza triste» dice l'uomo.
«Così la spaventi, stupido» gracchia l'anziana.
«Beh, non è stato certo con piacere che Linda e Lauren hanno dato via la bambina»
«Chiudi il becco e racconta»
«Se chiudo il becco come faccio a raccontare?»
«Hai ragione, adesso racconto io. Signorina, sei sicura, allora?»
«Sì, se conoscete la storia voglio ascoltarla, per favore.»
«Cosa vuoi sapere?»
«Riguardo la collana»
«Allora bisogna partire dall'inizio» fa l'uomo.
La signora annuisce «Dai. Mettetevi comodi»
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Gemma del Mare
ChickLitGemma ha sempre vissuto credendo di conoscere la propria storia, fino a quando la morte di sua madre sconvolge il suo mondo. Nel mezzo del dolore, scopre di essere stata adottata. L'unico indizio sulle sue origini è una collana con una gemma blu, la...
