Università di Yale

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Driiiiiin Driiiiiiiin. Ah, questa maledetta sveglia. Dormivo così bene. Massi, altri cinque minuti.

-Ayla svegliati, sono le nove!- Apro gli occhi di scatto e fisso l'orario sul telefono. Le nove?Oddio mi sono riaddormentata e ho dormito due ore! Mi alzo dal letto e mi fiondo in bagno a lavarmi.  Apro l'armadio in cerca di qualcosa da mettermi per il mio primo giorno di università. 

Mi infilo un paio di leggins grigi, una maglietta nera con le maniche a tre quarti e abbinate al tutto le mie adorate Vans nere. Lascio i miei capelli castani sciolti, che mi coprono le spalle e metto un po di mascara per risaltare i miei occhi azzurri. Preparo veloce lo zaino e scendo in cucina per fare colazione. Sono solo le nove e trenta e ho ancora un ora di tempo. Il bus passa tra dieci minuti e da qui all'università ci sono venti minuti di viaggio. Mentre sono intenta a bere il succo di frutta noto mia madre e Jarred dall'altra parte del bancone guardarmi e sorridermi in modo strano. Quando mia madre fa cosi, so per certo che sta tramando qualcosa.

-Perchè mi sorridete in quel modo?- chiedo, incuriosita. -Abbiamo una sorpresa per te. Vieni fuori con noi- mi incita mia madre. Cosi li seguo. Entriamo nel garage sul retro e noto una stupenda Giulietta blu metallizzata. Non capisco cosi mi giro verso mia madre per chiederle spiegazioni ma lei mi anticipa: -E' il tuo regalo per l'inizio del college, ecco le chiavi- Me le porge tutta contenta. E io rimango sbigottita. -Oddio, grazie, è-è bellissima- balbetto e abbraccio prima mia madre e poi Jarred. Non lo avevo mai abbracciato e quando mi stacco da lui noto che ha gli occhi lucidi. Forse ci ha sempre sperato di instaurare un rapporto solido con me, dato che non ha figli. Ma non sono ancora pronta.

Entro in auto e la perlustro per bene:

I sedili sono rivestiti in pelle, la radio è munita di tutti i comandi più assurdi e noto pure l'aria condizionata. Alzo lo sguardo verso il cruscotto e noto una chiavetta USB. QUELLA chiavetta. Dove io e Bradley avevamo inserito tutte le nostre canzoni preferite. Sul volto mi si allarga un sorriso. Almeno avrei ascoltato le canzoni che amavo, anche se lo avrei fatto da sola. Inserisco la chiave e faccio partire il motore che fa un rumore assordante. Dio se sono eccitata. Prendo il telecomando e apro il cancello automatico per poi precipitarmi in strada verso l'università.

Arrivo là davanti alla ricerca di un posteggio per la mia auto. Per mia sfortuna devo fare diversi giri perchè non ci sono posti. Dopo finalmente cinque minuti riesco a trovarlo e proprio mentre mi sto infilando un pick-up grigio mi spunta davanti e si infila prima di me, rubandomelo. Suono il clacson un paio di volte e poi scorgo una figura maschile scendere dall'auto e venire verso di me.

E' un ragazzo, sicuramente più grande di me. Alto all'incirca un metro e ottantacinque, capelli castano scuro con un ciuffo che parte dal centro della testa e ricade sulla parte destra mentre i lati sono rasati e ha gli occhi color verde smeraldo con al centro delle sfumature blu. Sono proprio bellissimi. Abbasso lo sguardo sul suo corpo: porta una felpa bordeaux con al centro la scritta Yale University. Quella felpa gli calza perfetta, delineando la sua muscolatura e descrive perfettamente i suoi pettorali. Indossa dei jeans chiari strappati sulle cosce che riflettono le sue gambe possenti, e ai piedi un paio di Converse bianche.

-Devi cercarti un altro parcheggio, qui le matricole non possono stare!- mi ride in faccia. -Non mi interessa ciò che dici. L'ho visto prima io il parcheggio. Ora posi le tue chiappe sul sedile e sposti quella dannata macchina!- Gli dico in tono scocciato. -Non ci penso proprio, cercatelo da un'altra parte.- ribatte e se ne va. Adesso gli faccio vedere io.

Spengo la Giulietta ed estraggo la chiave di casa dallo zaino mentre mi avvicino a quel maledetto pick-up. Mi sistemo davanti alla portiera del guidatore e con la finezza di un elefante traccio una bella riga sul fianco. Cosi impara quello stronzo. Ritorno nella mia macchina e dopo un po per fortuna riesco a parcheggiare.

L'università è davvero molto grande, in stile gotico. Ci sono numerosi e alti edifici circondati da un grande giardino immenso descritto da numerose stradine che portano ai vari ingressi. Prendo dallo zaino l'orario delle lezioni e con mio grande sollievo scopro che alla prima ora ho Economia politica nell'aula numero 15. Ho scelto la facoltà di giurisprudenza perchè la adoro, e poi in futuro avrei potuto lavorare con mia madre. Ora il problema è trovare quest'aula e ho solo dieci minuti di tempo. Cosi vado all'ufficio informazioni e senza troppi casini riesco a trovarla subito.

Mi siedo il più in alto possibile cosi da passare inosservata.

Non so perchè ma mi sento sola. Sono tre anni che non ho nessun amico. Per la prima volta penso davvero che mi farebbe bene conoscere qualcuno. Chissà, magari qualche ragazza con cui parlare.

Entra il professore che comincia a spiegare ed io prendo appunti tutto il tempo. Finita la lezione vado in giardino per rilassarmi e aspettare l'inizio della prossima.


Innamorarsi ancoraDove le storie prendono vita. Scoprilo ora