Lettera misteriosa.

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Ayla.

Sono due settimane che non vedo Lane. So solo che è stato dimesso ma a casa sua non è mai tornato. Mi ha abbandonata senza dirmi niente, senza darmi spiegazioni. E' andato via. 

Sono distrutta, non mangio praticamente mai e non mi reggo neanche in piedi. Ho le occhiaie che mi scavano il viso, i capelli arruffati e il cuore a pezzi. Per fortuna c'è July che mi tiene sempre compagnia sennò a quest'ora avrei fatto qualche sciocchezza. 

Ho chiesto anche a lei se per caso avesse notizie di Lane ma nemmeno lei sapeva niente. Ho provato anche a chiamarlo ma attaccava sempre la segreteria. Credo di impazzire. 

-Ayla, ora tu ti vesti e vieni fuori a fare una passeggiata con me! Non è una richiesta, è un ordine- mi dice July.

Se non altro prendo un po di aria fresca.

-E va bene, vado a prepararmi- dico e vado in bagno. Apro l'acqua della doccia, poi improvvisamente mi ricordo che ho lasciato l'intimo in camera e apro la porta per chiedere alla mia amica di passarmelo ma noto che sta parlando al telefono. Cosi mi metto ad origliare, anche se so che non si fa. 

-Lane, Ayla sta bene. Lo sai che non puoi chiamarmi, ormai sei fuori da questa cosa. Se il capo mi becca mi fa il culo. Si lo so che stai male e vuoi vederla. Non posso farlo lo sai. Ci incontriamo a casa mia dopo cena stasera, cosi parliamo. Ora devo andare a dopo.- 

Non posso credere alle mie orecchie. July è sempre stata in contatto con lui è non mi ha mai detto niente. Ed io che mi fidavo di lei. Ma perchè ha nominato un capo? E per quale motivo io e Lane non possiamo vederci? Non ci sto capendo più niente, ho la testa che mi scoppia. 

Decido di far finta di niente e torno sotto la doccia, ho bisogno di calmarmi.

Stasera andrò anche io a casa di July. Ho bisogno di vederlo. 

Mi lascio cullare dal getto d'acqua caldo e mi rilasso pensando a quegli occhi verdi e a quel sorriso. Mi manca da morire. 


Ormai è sera, sono da sola in casa, mia madre non si è fatta viva. Sarà in giro con Jarred. Ho provato anche a chiamarla ma niente. 

Prendo dal frigo una mela mentre aspetto impazientemente le nove per andare a casa di July e abbracciare finalmente il mio Lane. 

Vado di sopra e mi vesto con un paio di pantaloni della tuta e una t-shirt a maniche corte bianca seguite dalle Converse dello stesso colore e scendo le scale avviandomi verso la porta. 

Un colore diverso da quello del tappeto attira la mia attenzione. Una busta appoggiata sopra di esso.

La raccolgo e la apro. 

Mi si gela il sangue. 

"Portami centomila euro entro una settimana alla vecchia fabbrica o la tua cara mammina e il suo caro compagno avranno vita breve. Non ti azzardare a chiamare la polizia o a coinvolgere nessuno perchè lo verrò a sapere. Non credo tu voglia perdere anche loro due. Quindi fai bene attenzione. Ci vediamo domenica alle ventitrè e trenta all'ingresso della fabbrica. Non fare scherzi o sarà peggio per te"

E ora che faccio? 

Mi accascio a terra e permetto alla disperazione di impossessarsi di me.


Innamorarsi ancoraDove le storie prendono vita. Scoprilo ora