Il fucile sparó il primo colpo e i cavalli partirono al galoppo seguendo i cani che ormai erano solo puntini sempre piú piccoli all'orizzonte; il vento freddo mi risveglió i sensi e dei leggeri brividi iniziarono a diffondersi lungo le braccia costringendomi ad accostarle di piú al corpo per trasmettere quel poco calore.
"Hanno trovato qualcosa", affermó Taylor indicando uno dei segugi che si era fermato ad annusare una tana.
"Sará il caso di scendere e controllare."
Poggiai il piede sul soffice manto erboso cercando di fare meno rumore possibile per non spaventare la bestiolina che sporgeva il muso dalla tana: una grande volpe.
"Prendo il fucile", sentii Caniff dire prima che scomparisse dietro al cavallo in cerca della sacca con le armi.
Mi guardai in torno e, cercando di non farmi vedere, incitai il piccolo animaletto a fuggire esclamando un 'no' falsamente rassegnato una volta che fu scappato."Mi dispiace Taylor, é stato troppo veloce", dissi cercando di sembrare dispiaciuto all'amico.
"Non preoccuparti, la caccia é ancora lunga."
Avevo salvato un animale ma presto mi sarei dovuto rassegnare a vedere una pallottola piantata nel corpo di quelle volpi.
Salimmo nuovamente a cavallo e procedemmo al galoppo fermandoci solo quando i cani si bloccarono incerti all'interno di un boschetto dove gli alberi oscillavano a causa del vento. Il fruscio si faceva piú assordante ad ogni metro ed il gioco di luce che le folte chiome di questi creavano sul percorso sassoso confondeva la mente provocando un senso di vertigine.
"Non so se sia una buona idea entrare qui Caniff", sentii dire da dietro.
"Tranquillo Gilinsky."
Non avevo idea del motivo per cui stavano discutendo ma in pochi secondi capii: il posto era troppo vicino alle case, ci si sarebbe potuti imbattere in persone e usare il fucile sarebbe stato troppo pericoloso.
"Io sto con Jack", affermai, "é meglio cambiare zona, qui possiamo colpire la gente."
"Dallas calmati, non c'é nessun pericolo e poi...hey, c'é Juliet lí!"
Vidi il suo cavallo accelerare e affiancarsi a quello della ragazza che alzó la testa con aria sorpresa.
"Sono Taylor, un amico di Cameron", si presentó lui e un senso ingiustificato di rabbia si fece spazio dentro di me: non doveva avvicinarsi.
Scossi le briglie e il cavallo avanzó verso i due."Cameron!"
"Hey, non pensavo di trovarti qui."
"Sono uscita a prendere una boccata d'aria mentre le ragazze si esercitano con Albert per il ballo della prossima settimana."
Stavo per chiedere se ci fosse davvero un ballo in programma quando venni distratto da una voce che mi chiamava: "Jack ha visto qualcosa, muoviti!"
"Vai pure Cam, sto io con lei", mi incitó Taylor.
"Ma io-", non feci in tempo a concludere che lui incitó il mio cavallo a partire in direzione di Jack.
Juliet's POV
Cameron non aveva fatto in tempo a svoltare l'angolo che giá Taylor era sceso da cavallo porgendomi la mano perché io facessi lo stesso; mi guardava con occhi fin troppo desiderosi che mi spinsero a cercare di incrociare il suo sguardo il meno possibile ma ovviamente lui se ne accorse.
"Non aver paura di guardarmi", sussurró accarezzandomi la guancia ma io allontanai la mano.
"Cosa c'é, hai paura che ci veda?" Chiese puntando il dito verso Cameron.
"Possiamo anche parlare senza che tu mi stia ad un millimetro di distanza, non credi?"
"Ma stando qui riesco a sentirti meglio...Hai un profumo inebriante piccola."
"Non provare a toccarmi!" Esclamai togliendo la sua mano dal mio fianco.
Lo sguardo del ragazzo si rabbuió e in pochi secondi mi trovai spinta con la schiena contro un albero mentre le sue dita mi stringevano i fianchi possessive.
"Togliti subito o giuro che mi metto ad urlare."
Senza esitazione premette le sue labbra sulle mie costringendomi a quel bacio cosí selvaggio che mi fece sconvolgere lo stomaco; le sue mani scendevano sempre piú verso il basso appropriandosi di tutto quello che incontravano senza alcun ritegno mentre gli occhi del ragazzo rimanevano serrati. In un momento di debolezza il bacio si fece, contro la mia volontá, piú passionale e la sua lingua cercó lo spazio per legarsi alla mia finché non ebbe bisogno di riprendere fiato e si staccó guardandomi con quei suoi occhi scuri esageratamente pieni di ardore.
"Tu sei pazzo", mi limitai a dire respirando in modo convulsivo.
"E tu sei mia."
Baciandomi il collo si spinse sempre piú in basso arrivando al bordo di seta del vestito per poi proseguire al di sotto di esso spostandolo ma con la mano rimasta libera gli assestai un pugno in viso che lo fece voltare dall'altra parte scatenando l'ira nel suo sguardo.
"Tu sei morta", si limitó ad affermare con voce tremolante a causa dello shock e in un attimo mi ritrovai sbattuta a terra con un dolore lancinante al collo, mentre lottavo per respirare contro le sue mani che mi soffocavano.
"T-ti prego", fu tutto quello che riuscii a dire prima che la vista si annebbiasse e cadessi in uno stato di incoscienza.
"Non provare a toccarla!" In modo ovattato queste parole mi entrarono in testa continuando a rimbombare silenziose scandendo il ritmo di quei pochi secondi che ancora mi rimanevano da vivere.
Cameron's POV
Un pugno dritto in viso e poi un altro, cosí la mia rabbia si scaricava su Taylor lasciandolo dopo ogni colpo piú incapace di agire mentre tutto ció a cui riuscivo a pensare era la ragazza distesa alla sua sinistra immobile.
Caniff ormai non reagiva neanche piú, lasciandosi portare via da quel dolore a cui ormai era assuefatto; si limitava a trattenere quel ghigno soddisfatto sul volto che non mi portava via nemmeno per un secondo la voglia di renderglielo irriconoscibile.
"Se non posso averla io...allora neanche tu puoi", affermó con le sue ultime forze prima di chiudere gli occhi e di lasciarsi andare.
Il mio respiro si fece sempre piú afannato e i pugni mi bruciavano a causa dei colpi dati ma non mi sarei fermato, quell'idiota doveva pentirsi di aver picchiato Juliet.
Mi preparai per sferrare un nuovo colpo ma il mio sguardo venne attratto dalla ragazza stesa vicino a Caniff che iniziava a muovere lentamente il petto sú e giú.
"Ringrazia lei se non continuo."
Avanzai lentamente, come spaventato di confrontarmi con la gravitá della sua condizione ma com'era inevitabile arrivai al momento in cui ogni cosa ti si presenta davanti senza barriere, nella sua crudeltá, e vidi quei lividi violacei sul collo e il colorito pallido del suo viso; mi sentii soffocare al solo pensiero di quelle mani sulla sua pelle e caddi subito dopo nell'oblio piú totale perdendo il controllo di ogni centimetro del mio corpo e abbandonandomi alla sofferenza che ad ogni istante si impossessava di una parte di me.
"Perdonami", pregai tra le lacrime, "per ogni cosa, per aver giocato con te, per averti tradita, per ogni istante di dubbio, di sofferenza che ti ho provocato", ripresi fiato e continuai, "perdonami per ogni illusione, per ogni vano istante di speranza, per ogni sorriso d'intesa, ogni pensiero condiviso, ogni sguardo fuggente ma soprattutto...perdonami di averti amato."
Le parole uscivano con amarezza ed ognuna di esse bruciava nella gola come se fossero intrise d'acido.
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Trapped. |Cameron Dallas|
Fanfiction"É solo un libro." Quante volte ti sei ripetuto questa frase cercando disperatamente di crederci? Se vuoi una prova del contrario questa fan fiction te la dará, perché non é piú "solo un libro" quando ci rimani intrappolato.