"Mamma, c'è una bambina!"
Urlai in preda al panico, dato che non appena aprii la porta venne rivelata ai miei occhi una tenera bambina bionda che si era presentata come Alison, ed ella continuava a guardarmi attentamente appoggiata allo stipite della porta.
"Arrivo Cal"
Urlò a sua volta mia madre, che dopo pochi minuti era già all'ingresso che mi affiancava.
Guardò attentamente Aly, poi un rumore secco riempì la stanza, la tazza da caffè le era scivolata via dalle mani ormai tremanti, infrangendosi in tanti minuscoli pezzettini."Taylor"
Sussurrò flebilmente la donna bionda al mio fianco, tanto sorpresa quanto spaventata dalla presenza di quell'innocua bambina dagli occhi azzurri.
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"La mia storia è abbastanza lunga per essere raccontata in pochi minuti, basta solo sapere che mi hanno portato via la vita con ciò che hanno fatto. Sono solo stupidi bugiardi e meritano di finire in una lurida cella affinché non rovinino altre vite"
Spiegai cercando di sintetizzare il più possibile la mia idea in modo da non apparire, come molti direbbero, noioso.
Dopo pochi minuti di silenzio nella stanza risuonò il leggero battito di mani causato da un vecchio poliziotto all'ascolto."Va bene così, hai sicuramente le tue motivazioni, sappiamo che hai passato nel migliore dei modi le prove di resistenza ed abilità, ti aspettiamo domani alle 7:30 per il tuo primo giorno di lavoro, vedi di non tardare"
Esclamò prontamente uno dei due uomini in divisa che si trovavano di fronte alla mia figura, seduti dietro un piccolo banchetto ricoperto di fogli.
"Grazie mille, a domani allora"
Aggiunsi abbastanza timidamente prima di raggiungere la porta e superarla, lasciando che ad accogliermi ci fosse mia sorella, Mali-Koa.
"Allora? Come è andata?"
Mi chiese velocemente, con tono abbastanza carico di ansia e come mio solito non riuscii a non farle uno scherzo.
"Beh, come vuoi che sia andata.."
Sussurrai cercando di apparire triste il più possibile, feci finta di asciugare anche una finta lacrima prima che lei mi avvolse tra le sue braccia.
"Ma va, tanto a chi importa di essere un poliziotto.."
Esclamò cercando di consolarmi, passandomi anche una mano sulla schiena, come ha sempre fatto nei momenti peggiori.
"A dire il vero importa a me.."
Sussurrai mantenendo a galla la piccola messa in scena, il che l'avrebbe fatta arrabbiare e non poco.
"Ci riuscirai la prossima volta"
Disse prima di allontanarmi da lei, poggiarmi le mani sulle spalle e guardarmi dritto negli occhi.
"Non ne ho bisogno"
Esclamai rivelando un sorrisetto furbo, lei, giustamente assunse un'espressione confusa e avrei pagato oro affinché le avessero scattato una fotografia.
"L'ho passato"
Urlai in preda all'euforia, iniziando a saltellare, beccandomi però uno sguardo severo da mia sorella che da li a poco mi avrebbe preso a schiaffi.
"Mali, ma ti rendi conto?"
Cercai di sussurrare ma, purtroppo, ne uscì un urlò strozzato.
Da brava sorella maggiore Mali mi abbracciò e mi sussurrò delle splendide parole che sicuramente non avrei mai dimenticato."Ora torniamo a casa che devo preparare il pranzo! Ma cosa sto dicendo? Andiamo a mangiare una bella pizza per festeggiare!"
Annunciò sciogliendo il nostro abbraccio, lasciando comunque un suo braccio avvolto sulla mia spalla.
Ero così felice, o meglio dire, eravamo così felici che fossi passato.
Raggiungemmo velocemente l'uscita, forse quasi correndo ma per adesso non importava, avevo realizzato il mio sogno e niente e nessuno aveva diritto di rovinare il mio momento di gloria.
O almeno pensavo..•Spazio autrice•
MA ZALVEEEE
Scusatemi se non ho aggiornato prima ma sono moralmente distrutta..
Spero che il capitolo vi sia piaciuto, grazie mille per la vostra disponibilità nel leggere la storia e ovviamente la vostra dolcezza❤️
Ve se ama😍
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Dark past [C.H.]
Fanfiction"Non pensare che sarà così semplice, insomma, guarda te e poi guarda cosa ti circonda, nulla ti accomuna al resto del mondo." ©Tutti diritti riservati