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Carlotte.

Era diventata una consuetudine o un semplice bisogno quello di chiudermi nella stanza più isolata della casa e piangere per un tempo a me indeterminato?

Sedevo scomodamente sul pavimento freddo del bagno della nostra camera mentre flebili urla mi ricordarono la presenza di altre cinque persone dentro quella casa.
Portai le mie dita tremanti ad asciugare le lacrime scendere sul mio volto mentre, con estrema lentezza, cercavo di alzarmi dal pavimento senza l'aiuto del lavandino posto vicino a me o, dovrei dire, proprio sopra alla mia testa.

Non ci misi molto a riconoscere le loro voci e le loro solite domande accompagnati dalla solita risposta, nulla era cambiato in queste settimane, forse qualcosa di nuovo c'era: il mio costante mal di schiena causato dal divano esclusivamente da ricchi che Harry aveva posto nel suo soggiorno.

Raccolsi quel briciolo di buona volontà che ancora balenava da qualche parte nel mio essere e, senza troppi sforzi, mi alzai da terra evitando di guardare il mio volto riflesso sullo specchio.

Aprii la porta del bagno e sobbalzai quando notai Louis seduto sul letto mentre osservava le cornici poste sul comodino. Il suo sguardo perso vagava da una fotografia all'altra mentre toglieva le mani dalla tasca della sua felpa e le portava sul cassetto di Harry, frugandoci dentro. Muoveva i piedi all'aria come un bambino quando non riesce a toccare il pavimento.

Esultò, alzando le braccia in aria, quando trovò il cellulare di Harry per poi guardarne il suo contenuto.
Lo osservai mentre guardava qualsiasi foto fosse presente nel suo rullino fotografico consapevole di essere ritratta nella maggior parte di esse.

≪Lo so che mi stai fissando Denise.≫ bisbigliò mantenendo lo sguardo fisso sul display. Schiuse le labbra sottili, alzandone gli angoli di poco, quanto basta per formare un piccolo sorriso sul suo volto.

Avanzai di poco, estremamente insicura sulle mie mosse, ma mi avvicinai a lui, sedendomi sul comodo letto ricoperto da lenzuola bianche.
Guardai ciò che, anche lui, guardava con interesse, nulla di nuovo appariva sullo schermo di quel telefono: una foto che ritraeva entrambi, io al suo fianco nel mio vestito nero e lui con la sua solita espressione dura sul volto mentre indossava una strana giacca a righe nere e rosse, i capelli gli ricadevano disordinati sulle spalle. Paparazzati ad un'uscita, quando ancora tutto andava per il meglio.

Louis alzò il capo verso la mia direzione, mi guardò severamente con i suoi occhioni azzurri mentre mi chiedevo per quale motivo l'avessi trovato seduto sul letto silenziosamente.

≪Da quanto va avanti?≫ mi chiese mentre faceva incrociare le sue mani, nessun'emozione traspariva dal suo tono di voce rigido.

≪Due settimane, credo.≫ risposi incerta abbassando il capo per osservare le mie dita giocherellare con il lenzuolo bianco non prestando attenzione a Louis e a tutto ciò che stava per dirmi riguardo questa patetica situazione.

Louis non osò parlare nuovamente, sbuffò semplicemente facendo forza sulle sue braccia per poi alzarsi dal letto e guardandomi con notevole autorità e freddezza che, al tempo stesso, non mi incutevano nessun tipo di timore o preoccupazione.
Afferrò il mio polso per poi tirarmi verso di lui, mi trovai in piedi in poco tempo pronta per scendere al piano inferiore e mettere ordine alla situazione o, nel peggior dei casi, degenerarla più del dovuto.

Mi trascinò, lentamente, verso la porta fermandosi dinanzi ad essa per aprirla, sbuffò quando notò quanto fosse uno spreco di energie trascinarmi da Harry, ma continuò a farlo comunque.

≪Non ho voglia di scendere e parlare con lui.≫ parlai quando notai la ringhiera nero lucido comparire sotto il mio sguardo.

≪Non m'importa di cosa tu vuoi o non vuoi fare, scenderai a parlare con lui e metterete chiarezza in questa situazione. Non farmelo ripetere due volte, Carlotte.≫ mi bloccai sul posto quando percepii la durezza delle sue parole e la presa sul mio polso diventò più stretta quando, involontariamente, non risposi ai suoi comandi.

Alzai gli occhi al cielo mentre scendevo i gradini che mi separavano da Harry e valutavo i pro ed i contro della situazione creatasi tra di noi.

Riuscii a vedere Harry mentre, in completa indifferenza, rispondeva alle domande di Niall alternando monosillabi ed imprecazioni a movimenti del capo, tutto nel modo più disinteressato possibile.

≪Figurati Niall, volevo chiederle di sposarmi, ma nulla va mai secondo i piani.≫

Inseriamo questo tipo di 'attività' (se così si può chiamare).

Qui sotto elencherò i nomi dei personaggi che fanno parte di questa storia e voi dovrete commentare (in linea), con una domanda per il personaggio da voi scelto.

• Carlotte

• Harry

• Tracy

• Louis

• Liam

• Niall

• Jackson

• Monroe

• Mike (il barista, per chi non se lo ricordasse)

• autrice

L'ho pubblicato di nuovo perché dal PC non riuscivo a vedere il capitolo completo, tranquille.

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