Capitolo 19

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Pov. Niall

Avevo la ragazza migliore in assoluto. Metteva al primo posto la mia famiglia invece che se stessa.
Come faccio a non amarla?

"Come sta?"

A quella domanda i miei occhi cercarono disperatamente di avere un contatto visivo con il pavimento.
Greg mi ha detto che ha avuto un attacco di panico, ai bambini non capita di solito, durante la crescita si ma non era il suo caso.
Mi coprii il viso con le mani, strofinai i polpastrelli delle dita sugli occhi e li puntai sul soffitto, cercando di tirare indietro le lacrime.

"Che è successo?" chiese preoccupandosi.

Le spiegai tutto nei dettagli, con la voce che mi usciva fuori tremolante.

"I bambini della sua età non hanno attacchi di panico. Non voglio che gli succeda qualcosa di grave"

La mia mano entrò in contatto con i miei capelli, mi adagiai sulla sedia della sala d'aspetto riversando le lacrime.
Subito le sue esili braccia furono attorno al mio collo. Spinse la mia testa verso il suo petto e cercò di placare i miei singhiozzi.
Mi sentivo solo io in quel corridoio.

"Vedrai che sta bene, è stato solo un attacco di panico" cercò di calmarmi.

A differenza di altri uomini io piangevo come una ragazza. I veri uomini piangono in silenzio, tentano di essere forti, di nascondere la disperazione. Io invece piangevo e basta, non riuscivo a trattenermi.

Quando mi calmai un po' e fui più tranquillo, mi accorsi che avevo il viso schiacciato contro il suo seno. Lei mi teneva la testa con le sue piccole manine.
Mugolai senza però muovermi di un millimetro.

"Mi piace questa posizione" borbottai tirando su con il naso. Non rispose, quasi sicuramente stava elaborando la frase e analizzando la situazione, arrossendo.

"Non voglio darti dell'idiota anche oggi quindi farò finta di non averti sentito"

Ridacchiai facendo vibrare il suo corpo.

"Mi farai dormire così questa notte?" azzardai a chiedere.

"Sembri un bambino, smettila" si allontanò da me, incrociò le braccia al petto e cercò di mascherare il suo imbarazzo.

"Lasciami essere il tuo bambino questa notte"

Girò la testa verso di me, sporsi il labbro inferiore tentando di convincerla.

"Hai cambiato subito umore a quanto vedo" mi fece notare.

"E' merito tuo, non so come tu ci riesca" mormorai allungando le mani verso i suoi fianchi. La attirai a me.

"Quindi è un si?" chiesi di nuovo.

Ridacchiò ma non rispose. Abbassò il viso sul mio e mi baciò, facendo scontrare più volte i nostri nasi.
Un lieve tossicchiare ci fece staccare subito. Greg forzò un sorriso.

"Scusatemi, Niall il medico vuole parlarci, ti va di fare compagnia a Theo nel frattempo?"

Annuii e mi alzai di scatto. Presi per mano Cloe, titubante mi seguì.
Trovai il mio nipotino seduto sul lettino che si guardava le mani.

"E' arrivato il tuo zio preferito" annunciai.

Puntò i suoi occhioni azzurri nei miei, ogni volta che lo guardavo ci vedevo me bambino e mi sembrava di tornare indietro nel tempo.

"Zio!" urlò pronunciando la z in malo modo.

Lo presi in braccio, gli diedi un bacino sulla guancia e lui sorrise. Quel sorriso che solo i bambini riescono a fare.

Heartbreak || njh (sequel)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora