Capitolo 27

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Niall

Aprii la porta di casa con le mani sudaticce, i capelli sparati in mille direzioni diverse che, a causa del nervoso, tiravo ripetutamente con la mano.
Ero appena tornato dalla visita dal cardiologo, durante il tragitto ho pensato a cosa avrei potuto dire alla mia piccola Cloe. Non volevo farla stare male, ma purtroppo devo parlargliene.

Mi sono arrabbiato con lei perché ho scoperto che era uscita con Harry per il pranzo. L'ho lasciata nella mia camera con i sensi di colpa. Non avrei dovuto farlo, è libera di avere gli amici che vuole, l'ho fatta sentire uno schifo, quando invece lo schifo sono solo io.

Salgo le scale facendo leggermente rumore, almeno se era sveglia sapeva che ero tornato e non avrei rischiato di spaventarla.
Apro la porta della mia camera e la trovo stesa sul mio lato del letto. Ha il viso rivolto verso il soffitto, si volta lentamente verso di me. Non ha pianto e questo mi rincuora.

"Piccola" mormoro salendo sul letto.

Non mi degna di una parola, mi guarda solamente e dai suoi occhi posso leggere la rabbia e il fastidio che gli sto provocando questi ultimi tempi.

"Mi dispiace, qualsiasi cosa tu dica hai ragione" mi stendo su di lei, faccio aderire i nostri petti e lei non fa nulla per allontanarmi.

"Cosa ti ha detto il cardiologo?" chiede rivolgendomi l'attenzione.

Sospiro. Avvicino le labbra al suo collo, inizio a baciarla in quel punto lasciando scie umide, fin sotto il mento. Stringe le mani attorno al tessuto della mia maglietta, toccando le mie braccia.
Ha chiuso gli occhi, mi godo ogni momento cercando di lasciarlo come segno indelebile dentro di me.
La bacio, subito faccio entrare in contatto le nostre lingue. Mugola qualcosa di cui non capisco le parole e mi ferma.
Riapre gli occhi e la sto desiderando proprio come la desideravo quando ancora non eravamo fidanzati.

"Sei andato dal cardiologo?"

Annuisco. Voglio rimandare questa conversazione a più tardi possibile, non sono pronto per vederla distruggersi sotto i miei occhi. Io potrei solo stare qui a guardare, senza fare nulla.

"Cosa ti ha detto?" chiede aggiustandomi il primo bottone della camicia. Sospiro di nuovo, mi avvicino al suo viso per baciarla, inizialmente ricambia, poi volta la testa di lato per staccarsi.

"Niall" mi rimprovera, vuole che io parli.

Mi alzo dal suo corpo e mi metto seduto. La invito a sedersi su di me, così dopo essersi sistemata la maglietta si posiziona a cavalcioni su di me e mi guarda negli occhi, in attesa che io parli.

E' così piccola e fragile, come faccio a spiegarle una cosa del genere?

"Amore, ti amo tantissimo, lo sai?" inizio accarezzandole i capelli. Lei annuisce, sa già che il discorso che sto per fare finirà male. Ma quello che non sa è che la fine delle mie parole non sarà brutta, ma bruttissima.

"Sai anche che tutte le cose che faccio e che dico, che a te fanno arrabbiare molto, le dico perché c'è un motivo. Non ti farei mai stare male"

"Ti ho perdonato tutte le volte" sorride.

Mi dispiace toglierle quel sorriso dalla faccia. Abbasso lo sguardo.

"Ti prometto che ti starò accanto ogni momento, che quando avrai bisogno di qualcuno io ci sarò per farti forza. Te lo prometto amore mio, mi credi?"

"Certo che ti credo Niall, mi fido ciecamente di te" mi dice dolcemente, accarezzandomi una guancia.

"Il cardiologo mi ha visitato, ho una piccolissima anomalia al cuore"

Heartbreak || njh (sequel)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora