Capitolo 24

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"Si mamma"

Alzai gli occhi al cielo. Non era stata una buona idea chiamarla alle otto di mattina.
Mi ero svegliato presto e avevo avuto la geniale idea di chiamare la mamma, avrei voluto parlarle della cena con Cloe, volevo davvero farle conoscere la mia famiglia.
Ne aveva avuto l'opportunità anche in ospedale, per Theo, ma oltre a un 'piacere' non si sono scambiati un granché di parole.

"Volevo chiederti una cosa"

Accarezzai con una mano i capelli rossi di Cloe, stava ancora dormendo. Non appena riattaccherò il telefono la stringerò di più contro di me, visto che stamani l'avevo trovata rannicchiata al bordo del letto.

"Volevo farvi conoscere Cloe"

"La tua ragazza?"

Sorrisi imbarazzato e confermai. E' sempre strano parlare ai propri genitori di questi argomenti.

"Ci tengo molto a farvela conoscere, è una ragazza stupenda e spero che resterete meravigliati dalla grande persona che è, come lo sono rimasto io mesi fa. Volevo chiederti se non era un problema far venire anche papà. Non mi piace farla spostare da una famiglia ad un'altra. Vorrei che lei conosca la mia famiglia, non quella che è diventata in seguito"

Sentii il silenzio da parte di mia madre.

"Certo, tesoro. Sai che non ti negherei mai una cosa del genere. Se fa stare bene te allora perché no?"

"Grazie mamma" sorrisi.

Un mugolio mi distrasse, Cloe si stava svegliando.

"Sai se tuo padre... beh ecco"

Aspettai che la mamma parlasse, Cloe si era accorta che ero al telefono e si era voltata verso di me per guardarmi.

"Se si sta frequentando con qualcuno?" concluse poi. Sorrisi scoprendo che la mamma teneva ancora a papà. Sembrava che i ruoli si fossero invertiti, che io ero il genitore e lei era la figlia che aveva bisogno di sostegno morale per la sua prima cotta.

"Al momento con nessuna" la informai.

"Bene" disse con più entusiasmo di quello che voleva dimostrare. Ridacchiai.

"Ci vediamo presto amore"

"Si, a presto mamma"

Scossi la testa divertito e posai il telefono sul comodino. Cloe osservò ogni mio minimo movimento. Senza avvisarla, di scatto, mi misi a cavalcioni su di lei. Sobbalzò spaventandosi.

"Buongiorno principessa" le sussurrai sulle labbra.

"Buongiorno amore"

La baciai dolcemente, assaporando le sue labbra al mattino. Erano sempre morbide e invitanti. Sperai che fosse ancora d'accordo sul fare l'amore con me perché vorrei farlo proprio adesso.
Feci scorrere le mani sui suoi fianchi, mugolai un qualcosa senza senso sulla pelle del suo collo. Feci scivolare le mani sulle sue cosce, mi presi tutto il tempo possibile per poter toccare e sfiorare la sua pelle liscia. Guidai i suoi movimenti facendo stringere le sue gambe attorno al mio corpo, in modo da potermi trovare nel mezzo. Ripresi a baciarla, le sue mani si posavano leggere sulle mie spalle. Spinsi il bacino verso il suo, le si bloccò il respiro e mi fece sorridere.
Infilai le mani sotto la sua maglietta, una semplice maglia bianca che indossava per dormire. Il suo esile corpo era troppo piccolo sotto il tocco delle mie mani. Non toccai oltre la sua pancia, l'unica volta in cui mi aveva fatto toccare il suo seno indossava anche il reggiseno. Non voglio farla sentire in imbarazzo, andrò con calma, passo dopo passo.
Essendosi appena svegliata, il reggiseno, non lo indossava, perciò presi i lembi della sua maglietta e la iniziai a sfilare. La sua mano si posò di scatto sulla mia, ci guardammo negli occhi, sembrava quasi dispiaciuta.
Ritentai di nuovo, ma ancora una volta la sua mano mi fermò.

Heartbreak || njh (sequel)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora