"Dobbiamo andare, sei pronta? I miei ci stanno aspettando giù nella hall da almeno un quarto d'ora... Sai che odiano la gente ritardataria"
Mi do un'ultima occhiata allo specchio:
Abito nero monospalla lungo al ginocchio.
Décolleté blu notte ai piedi.
Pochette abbinata alle scarpe e sistemata ordinatamente sotto al braccio.
Chignon nei capelli e infine, trucco leggero e poco evidente in viso ed è tutto pronto per la prima di una lunga serie di serate all'insegna della noia più totale.
"Avanti Jodie... Andiamo?"
Alzo gli occhi al cielo e calpestando per bene la moquette scura della stanza, esco.
"Sei bellissima, lo sai?"
Mi allontano da lui non appena le sue mani cercano di stringere la mia vita.
"Che c'è? Ho fatto qualcosa di male?"
"È arrivato l'ascensore, dobbiamo andare... I tuoi odiano la gente ritardataria, l'hai detto tu"
"Jodie tesoro..."
Le porte si chiudono, ci troviamo solamente io e lui, faccia a faccia finché al terzo piano non si riaprono e sale l'unica persona al mondo che in una situazione come questa, non vorrei vedere.
"James"
Resta girato di spalle, ma non appena sente sussurrare il suo nome, gira leggermente la testa verso di me e sorride.
"Jodie... Il telecomando dell'aria condizionata, dove l'hai messo... Prima lo cercavo e non l'ho trovato"
"Non l'ho preso... Erano finiti"
Alza perplesso lo sguardo dal suo Smartphone e mi guarda per un attimo negli occhi. "Finiti? Come possono essere finiti se ogni stanza ha il suo?"
"Non so cosa dirti... Allora il nostro sarà andato perso"
Intravedo James ridere di nascosto mentre le porte si aprono di fronte la reception ed uno ad uno, scendiamo.
"Vorrà dire che quando torneremo in hotel, andrò a chiederne uno universale"
"Sia ringraziato il cielo... Il taxi è arrivato da più di dieci minuti... Dove diamine eravate?"
"Jodie stava finendo di sistemarsi i capelli... Scusate il ritardo"
Martha mi scruta dalla testa ai piedi e viceversa alla ricerca di un qualcosa fuori posto che per sua disgrazia, non c'è.
"Bene, ora che siamo tutti qui, credo che possiamo andare"
Saliamo in taxi.
L'intera famiglia Smith parla tra di loro di nuovi affari e di cene ad alta classe, sono troppo occupati per ricordarsi della mia presenza e forse, per questo gli devo ringraziare.
Credo che venire qui a Brighton con loro, sia stata la cosa più stupida e meno sensata che in vita mia potessi fare, forse, ha ragione James... Questo non è il mio mondo, questo non è il mondo a cui appartengo io.
Il mio mondo è un altro.
"Jodie... Siamo arrivati, dobbiamo scendere"
Do un'occhiata veloce al fuori del ristorante e lentamente scuoto la testa. "Cosa non era chiaro della frase niente ristoranti a cinque stelle, Richard?"
Mi da un bacio sulla guancia. "Fai un piccolo sforzo, fallo per noi... Sarà una normalissima cena informare in famiglia"
"Informale? Questo..." indico l'intero abito che ho indosso. "Lo puoi chiamare informale? O ciò che voi altri indossate... Nel mio dizionario la parola informale vuol dire jeans e maglietta non smoking e abiti da sera eleganti, nel tuo non lo so"
"Il nostro tavolo è pronto... Vedrai Jodie..." sorride sua madre infilando un braccio sotto al mio non appena ci avviciniamo a lei. "Passeremo una fantastica serata... Qui servono il miglior cibo dell'intera Brighton, non ti pentirai di essere venuta... D'altronde, quando ti capiterà un'altra occasione come questa?"
Questo non è decisamente il mio mondo.
Sono stata presa e mandata in un'altra dimensione fatta di eleganza, ristoranti a cinque stelle, arredamenti di alta classe e cene formali.
Tutto questo per me è davvero troppo... Voglio tornare alla realtà, nella mia realtà, fatta di serate al pub, fast-food e semplicità, tutto qui.
"Mi sono preso la responsabilità di ordinare un menù a base di pesce, verdure alla griglia e torta alle fragole come dolce non appena ho prenotato un tavolo... Jodie, a te piace il pesce, vero?"
Stringo i denti guardando Richard. "Non gli hai detto nemmeno questo, vero?"
"Credo di essermi dimenticato... Papà..." slaccia i polsini della camicia bianca. "Jodie è allergica al pesce..."
"No Richard... A dire la verità, sono allergica alle fragole e non al pesce"
"Ah, non ti preoccupare, per te prenderemo altro..." sorride sua madre sistemando il tovagliolo sulle gambe. "Per il pesce, è tutto a posto?"
Annuisco.
"Vino?"
"Non bevo... Acqua va più che bene"
Ed è così che mi guadagno tutti gli occhi degli Smith puntati su di me.
"Ho detto qualcosa di male?"
"Beh, di solito in questi posti non si viene per bere acqua" precisa sua padre restando con la bottiglia in mano.
"Coca-cola?"
"Tesoro..." Richard strige la mia mano da sotto al tavolo. "In questo genere di posti, non servono bibite"
"D'accordo. D'accordo, il vino va più che bene"
Mentre quasi felice, suo padre mi versa del vino nel bicchiere, il mio cellulare da dentro la borsa comincia a vibrare.
"C'è un telefono che suona..."
"Scusate, è il mio..." apro il messaggio e un sorriso spunta di nascosto sulle mie labbra.
"Brighton da solo è una vera rottura, facciamo due passi nel centro?"
"Chi è?"
Giro il telefono verso la vetrata, nascondendo il nome James dagli occhi curiosi di Richard.
"Sono arrivati gli antipasti... Passatemi i piatti"
"Papà un attimo... Jodie, chi è?"
"Sean"
"E per dei messaggi di tuo fratello, sorridi così?"
Sollevo di poco le spalle. "Non ci vedo niente di male"
"Non posso... Sono bloccata al ristorante con l'intera famiglia Smith"
"Il salmone ti piace?"
Annuisco appoggiando il telefono sulle gambe. "Si, certo"
"Passami il piatto, mi dispiace che le porzioni sono un tantino ridotte"
Guardo la misera fetta di salmone nel mio piatto e capisco che non appena metterò piede fuori da questo locale, avrò bisogno di altro cibo, vero cibo e non di assaggi.
"Allora ragazzi... Vi è piaciuta la nostra sorpresa per voi?"
Richard sorride fiero. "Molto, grazie papà... Anche Jodie ha apprezzato molto la stanza, non è vero?"
Annuisco tutt'altro che convinta. "Si, molto"
"Domani io e tua madre pensavamo di proporre un'escursione... Magari in quel posto che da piccolo tanto amavi, il Parco Nazionale di South Downs"
Alzo di nascosto le sopracciglia finendo il misero salmone nel piatto.
"Credo che sia un posto tranquillo in cui trascorrere la giornata con la famiglia... Jodie, ci sei mai stata?"
"A dire la verità non sono mai andata oltre Brighton"
"E Chicago?"
Guardo Richard stringendo il labbro sotto con i denti. "Intendevo nel Regno Unito, non fuori"
"Quindi... Domattina puntate le sveglie... All'alba partiremo"
Mi massaggio le tempie chiudendo gli occhi.
"Non ti senti bene?"
Accenno un sorriso. "Non è niente... Ho solamente mal di testa"
"Vuoi un antidolorifico?"
"No, preferirei tornare in hotel... Se per voi non è un problema"
"Ti accompagno"
Striscio la sedia indietro. "No Richard, tu resta qui. So la strada"
"A quest'ora di sera è pericolo, ti accompagno e torno qui, non c'è nessun problema per me"
"Senti... Ho già mal di testa, non peggiorare la situazione... Ho detto che andrò da sola e così sarà"
Alza le mani in segno di resa. "Come vuoi... Chiama appena arrivi"
Mi allontano dal tavolo e una volta fuori dal ristorante, con un sorriso, digito velocemente le lettere sullo schermo del telefono.
"La tortura ha avuto una fine... Tra dieci minuti troviamoci al molo di fronte l'hotel"
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Remember, you promised ~
Romance"... perché tu, mia dolce e complicata Jodie, rimarrai per sempre quell'amore che difficilmente andrà via..." • SECONDO LIBRO DELLA TRILOGIA DI PROMISE • ❗❗LIBRO IN CORREZIONE ❗❗❗
