Pioveva. Ma del resto in Inghilterra non c'era da stupirsi se pioveva. Brooke camminava avvolta nella sua giacca blu. Le era sempre piaciuta la pioggia, amava lo scrosciare dell'acqua e quella sensazione di calore e malinconia allo stesso tempo, le faceva salire un brivido di piacere lungo la schiena. Ad ogni passo i suoi stivali si infangavano sempre di più, era stata davvero una buona idea fare una passeggiata nel bosco? Probabilmente no, ma a Brooke non importava, l'unica cosa importante era raggiungere la sua caverna, lì sarebbe stata finalmente al caldo. Dopo circa un quarto d'ora di cammino attraverso i vecchi alberi della foresta, la ragazza scorse la grotta: era nascosta da un folto rampicante decorato da una moltitudine di fiorellini bianchi, che formavano una sorta di pizzo sulla parete di nuda roccia. Brooke amava quel posto, era caldo e accogliente e lo usava come rifugio quando l'atmosfera in casa si faceva decisamente pesante. Appena entrò fu invasa da un'ondata di piacevole caldo, poggiò lo zaino che si si era portata appresso e ne tirò fuori qualche pezzo di legno, un accendino, un sacco a pelo e un paio di panini. Accese un fuoco con l'accendino e la legna, si cambiò i vestiti bagnati e si stese sul sacco a pelo per scaldarsi. Chissà che fine aveva fatto Chloe. L'ultima volta che l'aveva vista stava cercando di far ragionare sua madre che sbraitava indecenze contro suo zio. La verità è che se non fosse stato per sua sorella, Brooke se ne sarebbe andata via già da un pezzo, ma non se la sentiva proprio di lasciare Chloe in quella gabbia di matti da sola.
Ormai erano quasi le due di notte, nella caverna aleggiava una rassicurante calma piatta: il fuoco cominciava a mandare le ultime fiammelle e presto si sarebbe spento del tutto, la luce della luna filtrava dalle foglie del rampicante e dipingeva una magnifica fantasia sulla parete rocciosa. Brooke aveva dormito fino a adesso, l'aveva svegliata un rumore sordo che veniva da fuori, aveva sospettato che fosse stato un'animaletto, ma adesso non ne era più tanto sicura. Il fruscio si faceva sempre più insistente, e si avvicinava lentamente. Brooke rabbrividì, il rumore si era fermato. L'attesa durò quelle che alla ragazza sembrarono ore, il buio sembrava più fitto e persino la calma che prima era rassicurante adesso sembrava inquietante. Cosa o chi ci poteva essere lì fuori?
Il rampicante si scostò lentamente, Brooke prese in mano un pezzo di legno bruciacchiato e lo tese in avanti come arma.
-Chi c'è?- chiese. Nessuna risposta. In compenso i rami si spostarono del tutto e vi fece capolino una testa dai lunghi capelli ramati e dei lucenti occhi verdi. -Chloe! Mi hai fatto prendere uno spavento, non farlo mai più. Disse Brooke infastidita e sollevata allo stesso tempo. -Era un bel po' che ti cercavo, poi mi sono ricordata che avevi accennato ad una caverna e così ti ho trovata. -Che hai al collo? Chiese Brooke. Chloe in effetti aveva al collo un ciondolo da cui pendeva una specie di cristallo bianco che luccicava alla luce lunare. -È una collana che ho trovato in soffitta, ne ho una anche per te.Ci legheranno per sempre. E porse alla ragazza un'altro ciondolo con un cristallo nero. -Adesso però torniamo a casa. Disse Chloe, e le due sorelle s'incamminarono.
STAI LEGGENDO
Il Gatto Nero
AventuraBrooke è una ragazza indipendente che ama vagabondare nelle campagne vicino alla sua città. Ma sono ormai anni che cerca di scappare dalla sua famiglia e di girare il mondo. Un giorno però ci riuscirà e attraverso i suoi viaggi verrà a scoprire un s...
