Doveva andarsene. E in fretta. Chi aveva ucciso la sua famiglia probabilmente avrebbe ucciso anche lei. Con la vista ancora offuscata dalle lacrime, Brooke si alzò. Aveva le mani sporche di sangue, non si reggeva sulle gambe, ma doveva scappare. Chloe, Chloe, Chloe. Era ciò che le rimbombava in testa, continuamente, senza posa. Le pulsavano le orecchie, e la nausea si faceva sentire, sempre di più. Aprì il suo zaino e ci infilò dentro un paio di felpe, alcuni vestiti, un coltello e tutti i soldi che riuscì a trovare. Non sapeva dove sarebbe andata, ma sicuramente lontano, molto lontano. E non sarebbe mai più tornata lì, mai più.
Brooke si diresse verso la porta sul retro, diede un'ultimo sguardo alla casa, teatro di tante sofferenze ed uscì. Fuori l'aria era calda e afosa, ormai era sera e Creekhood si accendeva di luci calde e accoglienti. Le strade erano deserte, e questo inquietò ancora di più la ragazza. Avrebbe preso un treno, era la soluzione migliore. Doveva andarsene senza farsi notare, e avrebbe dovuto tenere un profilo basso per qualche settimana. Le sembrava assurdo, dover scappare e tutto il resto. Sembrava di essere in un film, o in un brutto sogno. Ma il problema è che era reale. Chloe non c'era più, ed era reale.
La stazione era calda e affollata. C'era gente che andava di fretta, o che tornava da un lungo viaggio, c'erano ubriachi, barboni e anche famiglie. Brooke si guardò intorno e scorse il tabellone dei treni, che recitava:
Canterbury: 23:30 binario 9
Manchester: 00:10 binario 4
York: 00:15 binario 7
Cambrige: 00:25 binario 5
Londra: 00: 35 binario 2
Liverpool: 00:45 binario 8
Londra. Sarebbe andata a Londra. Si sarebbe confusa tra la gente, avrebbe girato la città e forse avrebbe preso un'aereo per andare chissà dove. Insomma i soldi non erano un problema, e aveva sempre desiderato viaggiare. Poteva sentire l'adrenalina pulsare ancora nelle vene, e avrebbe voluto essere triste, ma non lo era. Era spaventata, preoccupata per Chloe, eccitata alla prospettiva della nuova avventura, ma non triste.
Una volta salita sul treno, decise di prendere un caffè , perché per quanto fosse spaventata e confusa, la stanchezza nel frattempo si era fatta sentire. Le crollavano le palpebre e la testa le girava continuamente, non riusciva a crederci. Ma nella sua testa giravano immagini confuse, e i pensieri scivolavano via, senza una logica. E così, mentre le luci scorrevano sempre più veloci davanti ai suoi occhi, e le palpebre le si chiudevano, Brooke pensò : "addio Creekhood, e a mai più rivederci.
STAI LEGGENDO
Il Gatto Nero
AdventureBrooke è una ragazza indipendente che ama vagabondare nelle campagne vicino alla sua città. Ma sono ormai anni che cerca di scappare dalla sua famiglia e di girare il mondo. Un giorno però ci riuscirà e attraverso i suoi viaggi verrà a scoprire un s...
