Mentre il sole si levava sempre più alto illuminando debolmente l'uggiosa Parigi, due ragazzi vagavano senza meta, perdendosi in un dedalo di viette e nei propri pensieri. Tutto era immerso nel più completo silenzio. Solo il fruscio di qualche macchina o il borbottio di qualche passante disturbavano di tanto in tanto il flusso interminabile dei pensieri, che non smettevano di frullare in testa ai due.
Brooke teneva la testa incassata tra le spalle e nascondeva metà del viso nel giubbotto rosso ciliegia che aveva prontamente tirato fuori dallo zaino qualche attimo prima. Rigirava morbosamente tra le mani il ciondolo sporco di sangue ormai secco, che apparteneva alla sorella, e sembrava indecisa se tenerlo in tasca o se appenderlo al collo di fianco al suo. Alla fine prese una decisione e se lo ricacciò in tasca con forza e sospirò; Chloe non poteva essere un pensiero fisso, aveva cose ben più urgenti a cui pensare. Per esempio: una pazza conosciuta appena due sere prima era decisa ad inseguirli per tutta Parigi, pur di impossessarsi di un libriccino malamente rilegato e consunto, che non sembrava avere nulla di speciale. A dirla tutta la ragazza aveva una voglia matta di aprirlo e scoprire cosa c'era dentro di tanto importante, ma al momento era in mano a Will che non aveva ancora nemmeno accennato a tirarlo fuori. Anzi, il ragazzo le era sembrato molto strano ed evasivo sulla faccenda fin da quando era scomparso quella sera in discoteca. Che ne sapesse qualcosa? Oppure, semplicemente un po' sbronzo, nella confusione si era perso da qualche parte? Sempre immersa nei suoi pensieri tirò su il cappuccio del giubbotto per coprire le orecchie ormai gelate dal tagliente vento parigino e accelerò il passo. Will da parte sua non sembrava soffrire il freddo mattutino, oppure era troppo concentrato per preoccuparsene. Sapeva che avrebbe dovuto spiegare a Brooke tutto quello che era capitato, da quando aveva sentito quella voce nel retro della discoteca fino a quando non si erano rivisti davanti al Café. Ma come avrebbe fatto? E lei come avrebbe reagito? Cercava di rimandare il momento il più a lungo possibile ma, con Lauren e il suo seguito che gli davano la caccia, era indispensabile fuggire da Parigi prima di subito. Ma dove andare? Se avessero avuto fortuna, Will sapeva che avrebbero trovato la risposta nel libretto che avevano ottenuto al Café.
Inspirò rumorosamente e si fermò con decisione. Brooke percorse ancora qualche metro prima di accorgersene, poi si fermò anche lei. Erano abbastanza distanti, ma non le importava, guardava il ragazzo dritto negli occhi, di un azzurro talmente freddo da sembrare ghiaccio. Aveva capito che lui doveva dirle qualcosa, e che era qualcosa di importante, solamente da quello sguardo.
-Dimmi tutto- disse, e lui annuì serio.
Se Will avesse saputo a cosa, alla fine, avrebbe portato quella conversazione, si sarebbe prudentemente astenuto dal raccontare tutto ciò che gli era capitato in quelle poche ore durante le quali era stato assente. Ma, purtroppo, non sapeva.
E siccome anche voi, come Brooke, siete all'oscuro di tutto, facciamo un passo indietro e torniamo a quella notte significativa.
-Sei tu William Blossom? Oh ti prego non andartene, non sarebbe molto educato.-
Will avanzò verso la voce in fondo al vicolo. -Cosa vuoi?- Tutto era ancora immerso nel buio più totale. -Si tratta di Brooke, mi devi aiutare.- Will trasalì. -Brooke? Come sai di lei? Ma soprattutto, chi sei?- Il vapore argenteo che filtrava da sotto la porta del locale illuminava il suolo, lasciando intravvedere un paio di All Star consumate.
Avvicinandosi, notò che la voce proveniva da una ragazza più o meno della sua stessa età, alta e fin troppo magra. Sembrava vestita con abiti decisamente più grandi della sua taglia: i jeans sporchi e la giacca in denim le cadevano addosso larghi e pesanti. I lunghi capelli color rame le incorniciavano il viso smagrito e di un giallo insano.
-Lei, Brooke è... mia sorella.- Disse la ragazza avanzando, leggera come una piuma, verso di lui.
-Mi chiamo Chloe.-
Will si bloccò di colpo. Chloe, Chloe, non doveva essere morta? O solo scomparsa? Aveva davanti un fantasma o una sopravvissuta? Sopravvissuta a cosa?
Boccheggiò per qualche istante prima di riprendere il dono della parola. -Tu... Io... Devo essermi ubriacato. Sì, senz'altro, lo reggo malissimo l'alcool.- Una forte sensazione di nausea lo pervase quando la ragazza mosse ancora qualche passo verso di lui. Era sicuramente sbronzo, non c'era altra soluzione.
Eppure quella specie di fantasma continuava ad avanzare, ora le loro punte dei piedi quasi si toccavano.
Strizzò le palpebre e osservò meglio la ragazza che aveva di fronte: gli occhi verdissimi sembravano spenti, come se in passato fossero stati dei veri e propri smeraldi e adesso avessero perso il loro antico splendore. Il suo viso era solcato da profonde rughe, probabilmente provocate dallo stress, e delle marcatissime occhiaie riuscivano a coprire quasi del tutto la spruzzata di lentiggini che aveva sulle guance.
Sembrava stanca, disperata e sul punto di svenire. E, purtroppo per lui, non era un fantasma.
-Ascoltami bene, perché ho poco tempo ed è importante che tu ricordi ciò che sto per dirti.- Will annuì spaventato. Chloe iniziò a camminare avanti e indietro davanti a lui, mettendosi le mani nei capelli crespi e vaporosi. Quando si muoveva sembrava talmente leggera che, se solo il ragazzo avesse sospirato, lei avrebbe potuto volar via.
-Dunque... Da dove posso partire? Innanzitutto devi sapere che Brooke è qui per una ragione precisa e dovrà spostarsi in molti altri posti, sempre per la stessa ragione. Ci sono delle... agende, dei libri mastri sparsi per il mondo, e lei deve trovarli tutti per poter risalire ad uno in particolare. Questi libri racchiudono delle informazioni molto importanti, ma quello che davvero conta sarà quello che troverete per ultimo. Ogni agenda contiene un indizio per trovarne un'altra, e così via. Sono state scritte molto tempo fa e si tramandano nella nostra famiglia, ma la più importante è quella più recente perché è stata stilata da nostro padre. Ma per capire come trovare l'ultimo libro che è stato scritto dovrete trovare il primo, il più antico. Perché lì è racchiuso il segreto che lega le agende e svela come trovarle.-
Will cercò di tenere a mente la maggior parte di quel fiume di informazioni; ma forse per via dei drink che aveva bevuto o dello shock momentaneo, ebbe come l'impressione che la mattina dopo avrebbe già dimenticato tutto.
-Cosa c'è di tanto importante in questi libri? E perché è fondamentale che noi ritroviamo quello appartenuto a tuo padre?-
Chloe si bloccò, sembrava in preda al panico. -Io.. Io non ho molto tempo a disposizione per spiegarvi tutto, capirete mano a mano. Ma ho bisogno che voi troviate quelle agende, e in fretta. Io cercherò di aiutarvi il più possibile, come ho già fatto in Scozia, ma non contate troppo su di me. È vitale che voi troviate l'ultimo manoscritto, contiene la documentazione di numerosi fatti criminosi avvenuti nell'ultima metà del secolo. Ci sono delle persone, persone malvagie, che vi cercheranno. Fanno parte di un'organizzazione criminale, che ci rimetterebbe se l'agenda di mio padre venisse messa nelle mani sbagliate. E loro, ti avviso, non si fanno scrupoli quando si parla di affari. Ma io cercherò di tenerle lontane.-
Il ragazzo sbuffò preoccupato. Sapeva che era andato a cacciarsi in un bel guaio già da quando aveva accettato di partire con le ragazze, ma non pensava fosse un guaio di proporzioni galattiche.
-Perché usi il plurale? Insomma, io non so se voglio essere coinvolto in tutto questo. Perché non spieghi tutto a Nina, o direttamente a Brooke?-
Chloe si accasciò a terra e inspirò profondamente. -Tu non lo capisci. Tu sei la mia unica salvezza. Non ti fidare di Nina, lei non è ciò che dice di essere. Non ti fidare più di nessuno. In quanto a Brooke, non posso dirglielo io, mi avvicinerei troppo e metterei a rischio le nostre vite, più di quanto già non lo siano. Ho bisogno che tu le stia vicino, che la protegga.- Ora si dondolava avanti e indietro, come se si fosse pentita di aver spiegato tutto a Will. Questi, superati lo shock e la diffidenza iniziale, iniziava a capire e ad acquisire sempre più coraggio. In fondo era di Brooke che si parlava... Lui doveva starle vicino, farle da guardia del corpo. Ripensandoci non poteva certo lasciarla in balia degli eventi, o nelle mani dell'organizzazione di cui aveva parlato Chloe.
-Lo capisco... In fondo ho deciso di seguirla fino a qui perché non volevo rimanesse indifesa. Ma non credevo che dietro ci fosse qualcosa di così grave.-
La ragazza sospirò con un misto di ansia e sollievo, poi si alzò di scatto.
-Devo andare, saranno qui tra poco e non devono trovarmi. Va da lei, la troverai senz'altro al Café. Ricorda: non fidarti di nessuno, specialmente di Nina. Ma soprattutto, ti prego, abbi cura di mia sorella. Lei è tutto ciò mi rimane.-
E con gli occhi pieni di lacrime, Chloe si voltò e sparì nel buio.
Will rimase per un po' a fissare il punto in cui la notte l'aveva inghiottita, gli sembrava di poter ancora scorgere qualche riflesso ramato balenare nel buio. Poi, lentamente, si diresse verso l'entrata del locale. Non capiva perché, ma si sentiva parte di qualcosa di davvero grande e la cosa lo spaventava, ma ancora di più lo eccitava.
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Il Gatto Nero
AdventureBrooke è una ragazza indipendente che ama vagabondare nelle campagne vicino alla sua città. Ma sono ormai anni che cerca di scappare dalla sua famiglia e di girare il mondo. Un giorno però ci riuscirà e attraverso i suoi viaggi verrà a scoprire un s...
