Weston's pov
Effettivamente mi aveva dato molto fastidio il modo in cui Blake aveva ballato con Lily, sapevo dove voleva arrivare, e di certo non l'avrebbe fatta soffrire, perlomeno io non gliel'avrei permesso.
Lily era una ragazzina così dolce e gentile con tutti, se ne fregava delle brutte parole, a lei bastava sorridere per conquistare il mondo intero.
Repressi un sorriso quando la sentii muoversi tra le mie braccia. Avevamo dormito insieme, a casa sua, per evitare che i miei genitori si incazzassero perché eravamo tornati troppo tardi.
Mi alzai prima io, raccattando la mia bandana e il mio cellulare. Indossai la mia bandana gialla, e sbloccai immediatamente il mio cellulare. Aprii snapchat immortalando quel tenerissimo momento dove Lily abbracciava il cuscino mezza addormentata. Lei ancora non sapeva che la maggior parte di noi era famosa e che se ci comportavamo in un modo un po' distaccato con le altre persone era semplicemente per questo fatto.
Speravo che solo per questo non volesse più stare con me, perché cominciavo ad affezionarmi molto a questa ragazzina. Io, tuttavia, sapevo che se avremmo continuato di questo passo sarei finito per diventare pazzo di lei, anche perché già ora mi sentivo impotente quando eravamo troppo vicini.
Mi scappò dalle mani il cellulare che provocò un rumore un po' troppo forte, talmente tanto da farla svegliare. Gesù Cristo, menomale è ancora tutto intero e funziona!
«Vuoi fare colazione?» chiese con la voce impastata dal sonno, alzandosi con poca voglia dal letto. Scossi la testa, andando al piano di sotto lo stesso con lei. Scalino dopo scalino sentivo delle urla crescere, o stavano sverginando qualcuno, oppure erano in un film horror ed eravamo in una sparatoria.
Invece scoprii si trattasse di Hayes che urlava perché aveva visto un ragno. Wtf?! Urlai anche io quando vidi di quali dimensioni era. Saltai sul divano con Hayes che mi abbracciò subito, mentre Nash cercava di schiacciarlo con la scopa, e Lily se ne fregava, mangiando biscotti.
[...]
Lily's pov
Ormai nella mia mente regnava solo Weston, non smettevo di pensare a lui, alla sua gentilezza, alla sua simpatia.
Ovvio, non ero sicura che mi piacesse però con lui stavo veramente bene.
Fui risvegliata dai miei pensieri quando andai a sbattere contro un palo, sperando che non mi abbia visto nessuno. Per fortuna ero vicina a casa, così avrei potuto far finta di niente.
Ma mi immobilizzai quando sentii battere le mani da qualcuno dalla mia parte destra. Mi voltai e trovai Blake Gray, coricato su una sdraio del suo giardino che stava sghignazzando per la mia figura di merda fatta pochi secondi fa.
«Cavolo Grier, si vede che non pensi ad altro che a Koury.» mi fece l'occhiolino, mettendosi poi gli occhiali da sole.
«Meglio Koury che un mongolo come te.» dissi facendogli una smorfia tutt'altro che scherzosa.
Lui si tolse nuovamente gli occhiali da sole, guardandomi negli occhi, «Però con un mongolo come me ci hai ballato.» si poteva notare la sua maliziosità nel tono di voce, che mi fece rabbrividire da quanto basso era il tono.
Rimasi in silenzio, mi aveva spento ufficialmente. «Non sai cosa dire eh?» disse ridacchiando. «Meglio non rispondere agli stronzi.» feci spallucce, intenta ad andarmene, ma mi venne un colpo al cuore quando fui sbattuta di nuovo contro il palo, con Blake a pochi centimetri da me.
«Meglio stronzo che perfettino, non credi?» si sorreggeva con il braccio appoggiato al palo, al di sopra della mia testa, mentre il suo sguardo minaccioso era praticamente appiccicato alla mia faccia. Vidi un flash scattare intorno a noi, e quando Blake se ne accorse, sbuffò, «Preparati a essere insultata.» disse riferendosi al flash. A essere insultata?
«Cosa cazzo stai dicendo?»
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Honeymoon Avenue. B.G.
Storie d'AmoreMi accarezzò la guancia. «Sai cosa, piccola Grier?» «Cosa, Gray?» Si fece serio immediatamente. «In un'altra vita potrei amarti.» Lo fissai per un istante scrutando nei suoi occhi appannati. Era sbronzo, ma in quel momento non mi sembrò fuori luogo...
