VIII

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Canzone Capitolo: A thousand Years; Christina Perrie

Oggi la pioggia stava facendo il suo lavoro.
Nascondeva le lacrime pure che scendevano in fretta dagli occhi spezzati di Louis Tomlinson.

Respiri smorzati, respiri trattenuti, respiri liberati.
È scosso da un tremore incontrollato mentre si porta le mani alla bocca cercando di nascondere il dolore e la paura che se lo stanno mangiando vivo.
Un buco al centro dello stomaco lo fa sentire più vuoto del solito.
Come se, gli organi fossero stati tolti di lì, e allora, la lettera giaceva a terra, con essi, quasi accartocciata ma non buttata.
Mordicchiava il palmo della mano nascosto tra le sue labbra rosse.
Bestemmia e poi si scusa, poi bestemmia un'altra volta.

«Lou, piccolo di mamma, parliamone.», dice bussando alla porta su cui lui è appoggiato con le spalle.

«Vattene ma'», sospira sconfitto tirandosi i capelli alla radice.

«Ci sta Harry qui.», sussurra lei alla porta, come fosse una scusa per il suo scassamento di coglioni.

«Cosa ci fa qui?», si alza di botto, e poi un tonfo perché le gambe molli e stanche gli cedono.

La porta si spalanca e il Dio greco fa la sua comparsa.

«Oh, Lou...», sospira Harry prendendolo per le spalle e poggiandolo sul letto.
Si sente così piccolo tra le braccia di Harry e quasi più al sicuro.

Louis nasconde il viso nell'incavo ossuto ma muscoloso del collo del ragazzino.

«Ci devo andare per forza?», lo dice piano, lanciando scosse per la schiena del povero Harry che se lo trova appiccicato.
E quella richiesta porta a quando da piccolo, Louis era costretto ad andare dalla nonna in Francia, 'ché a lui non piaceva per nulla!, e allora faceva storie per poi non andarci alla fine.

«Lou...ci andrei io per te.», lo dice serio, quasi fosse una promessa mentre gli accarezza i capelli come fosse naturale.
Di getto la porta si spalanca nuovamente ed entrano Rose e Niall.

Rose singhiozza, è tutta rossa e le lacrime sembrano fatte di sangue, quello che probabilmente verrà versato.
Tiene la mano col fazzolettino al petto, quasi cercando di aggiustare o tenere insieme i pezzi del cuore che le è appena stato distrutto.

Pure Niall?

E mica si era reso conto Louis della mancanza di calore che ora, viene sostituita dall'odore di menta e tabacco di Nì.

Questo però non singhiozza come Louis, trattiene respiri tristi; 'che per lui andare in guerra non è un problema!, il problema è lasciare il suo piccolo fiorellino indifeso da solo, lontano da lui.

«Ce la faremo anche questa volta fratello.», lo dice come fosse un discorso preparato da tempo, solennemente, e se lo tiene stretto al petto, con i loro muscoli a collidere, a un occhio esterno sembrerebbe un abbraccio quasi proibito da guardare, segreto e pieno d'amore.
Ma invece no, è solo il sigillo di una promessa.

Harry fa due passi indietro, si allontana piano a poi, porta un braccio sulle spalle della ragazza sconosciuta, ma ferita come lui.

«Non preoccuparti.», glielo sussurra piano, e poi lascia un bacio incandescente (che manderebbe in ecstasy qualsiasi vivente) dietro l'orecchio.

Quella stanza è piena di lacrime e dolore, ma tutto questo viene spezzato da Niall che decide di metter la gelosia davanti la premura.

«Allora? Ma che migliore amico sei? Non ti fai sentire da giorni!», lo dice così, di getto, come se loro non fossero appena stati chiamati per la dannata guerra.

E poi guarda male Harry, che gira troppo attorno al suo migliore amico.

Louis balbetta senza nulla da dire, non ci aveva mica pensato.
Allora si asciuga le guance con la camicia sbrindellata e poi guarda Harry e Rose, quasi a dire andatevene!

Harry lo percepisce subito perché gli lancia un'occhiata offesa e tradita, e si porta dietro Rose.

Appena la porta si chiude Niall esplode.

«Cazzo ci fai con quel cannato?», urlacchia agitando le mani.

«Ma calmo! Cazzo! Che mal di testa!» prende aria «niente comunque, mamma vuole che ci sto, cazzo mene a me.»

«Ah.», la sfuriata sembra conclusa quando «Allora? A Juliet quando glielo dici?», ah...giusto, Juliet.

«Non lo so..» si gratta la nuca incerto; ma cazzo gliene di Juliet!

«Devi dirglielo, è la tua fidanzata! Cazzo vai in guerra e lei non lo sa?! Assurdo! Ma tu sei tutto matto!», lo spintona scherzosamente e poi se ne esce dalla stanza salutando Harry e urlando «Del sano sesso è quello che ci vuole a noi ora!», e scappa via con Rose in spalla.

«Juliet?», chiede Harry, un sorriso canzonatorio.
«I miei sono all'antica, c'ho una ragazza..è la figlia di un'amica della nonna, ma cioè, a me lei non piace, io non piaccio a lei... cioè mi tradisce.», lo dice di botto, a lui non interessa davvero, e si sente in dovere di spiegazioni.

Poi si butta per terra, e fissa il soffitto vuoto, come ci fossero quali stelle interessanti.
Harry lo segue, piegando le gambe lunghe e guardando il soffitto con lui.

«Mi scriverai?», Harry si accoccola alla spalla di Louis che inerme cerca una risposta.

«Oh, Haz...», sussurra accarezzandogli la guancia.

«Tu scrivimi, e io ti aspetterò.», quelle parole facevano male.
Cosa avrebbe aspettato? Sarebbe potuta arrivare una salma, o dei vestiti sporchi di sangue.
Oppure Niall e basta, senza di lui.

«Io ti scriverò, tu aspettami.», e poi le loro labbra decidono che è passato troppo tempo da quando si son toccate.

Si sfiorano con voracità e poi si afferrano con delizia e passione, come con i cioccolatini più buoni.

«Oh, mio piccolo Haz..»



n/a:

AWAWAW
AGGIORNAMENTO FAST PERCHÉ SI.
STO PREPARANDO COSE PER STA STORIA CHE DAVVERO.
NON SO SE DIRVI.
OMMIODIO SEGUIRANNO CAPITOLI TRISTISSIMI ALMENO DIECI VOTI LI MERITANO

VI AMO.

Adiaforía ( Larry Stylson )Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora