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Avevo il giorno libero stranamente, quindi potevo passare una giornata tranquillamente.

Mi ero svegliata da un'ora ma ero rimasta nel letto per pensare, era una cosa che ero solita a fare, sia la mattina che la sera.

Mi alzai dal letto per poi rimettere a posto il piumone.

Presi i vestiti che avrei indossato: un leggings nero, una felpa abbastanza corta e grigia e delle vans nere.

Con le mani occupate, mi diressi verso il bagno.

Mi feci una doccia veloce e infilai i vestiti che avevo preparato.

Quando uscì dal bagno, trovai Grayson che bussava alla porta di Ethan.

"Ethan apri questa porta, non puoi comportarti così, soprattutto con me! "bussò ripetutamente.

"Gray buongiorno "gli diedi un bacio sulla guancia.

"Ariah ehi...sei riuscita a parlargli? "chiese.

"Poco e niente" mentì: la conversazione che avevamo tenuto quella notte doveva rimanere sulle tegole del tetto.

"Capito, ora vado che sennò faccio tardi a lavoro"

Bussai alla porta di Ethan.

"Ho le sigarette"

La porta si aprì, le profonde occhiaie erano sempre più evidenti come i capelli arruffati e l'odore di fumo.

Avvicinai il braccio porgendogli le sigarette.

"Tieni"

Afferrò le sigarette ma, mentre stava per chiudere la porta, riuscì a bloccarla.

"Ethan posso entrare? Almeno ti apro la finestra "si accostò di lato facendomi entrare.

Tossì per il troppo odore di fumo nella stanza e aprì la finestra facendo entrare aria pulita.

"Da quanto non vedi la luce?"

Si sdraiò sul letto mettendosi un cuscino in faccia.

"Da un po' di tempo"

"Guardami "ordinai

"Perché dovrei?"

Gli tolsi il cuscino dalla faccia, quando mi accorsi che stava piangendo.

"Guardami "si alzò con il busto e si lasciò prendere il viso tra le mani.

I suoi occhi erano stanchi e tristi e il loro verde scuro si era trasformato in marrone.

Gli asciugai le lacrime, mi alzai dal letto e uscì dalla porta.

"Ariah"

Aprì la porta.

"Sì?"

"Grazie "gli sorrisi.

"Puoi rimanere?"

Annuì e entrai in camera.

Venne verso di me e improvvisamente mi abbracciò facendomi rimanere sorpresa.

Quel ragazzo mi confondeva.

-Alaska

Ring - Ethan DolanDove le storie prendono vita. Scoprilo ora