Chapter 11

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Cosa succederebbe se tutta la verità venisse a galla?
Cosa succederebbe se lui sapesse?

Posai la scatola sull'armadio, non avevo voglia di riportarla in soffitta, ci avrei pensato più tardi.
Almeno era questa la mia intenzione.
Il mio passato più oscuro, era rinchiuso lì dentro, un misto di violenza, dolore e tristezza.
Mi infilai le scarpe e con la testa china mi recai al lavoro. Non so perché mi facevo questo. Era come se  almeno una volta ogni due o tre mesi mi piacesse riportare in superficie tutti i ricordi. Era come se provassi piacere a farmi del male con i miei stessi ricordi. Non avevo mai avuto il coraggio di buttarla,quella scatola, non mi ero mai neanche permessa di pensare una cosa del genere, non ci riuscivo, per quanto brutta fosse stata, quella era una parte di me, ed io non potevo rinunciarci.

Bussai alla porta dei signori Robinson, aspettai con le mani nella tasche finché Martin, il figlio più grande mi venisse ad aprire. Lavoravo come babysitter occasionalmente. Un modo per passare i pomeriggi dopo l'università.
Mi saltò addosso ancor prima che potessi salutarlo, e finalmente tutti i brutti pensieri che avevo mantenuto nella mia testa tutta la giornata, erano evaporati.

A fine giornata, verso le cinque del pomeriggio,quando i signori Robinson tornarono mi pagarono ed io inizia a camminare verso casa.
Solo quando tirai fuori il telefono dalla tasca mi accorsi di averlo tenuto spento per una giornata intera. Probabilmente sbiancai, forse pensai anche di fuggire in un altra nazione. Non sapevo di cosa era capace Zayn. Con me sapeva essere un gentiluomo, ma sapevo che era capace di grandi cose,  brutte cose. La sua fama lo precedeva, anche se quando stavano insieme fingevo di non sapere, lo accettavo, ma ne ero comunque spaventata in momenti come questi, non che ce ne fossero stati così tanti, insomma in soli tre mesi che stavamo insieme, non era molto lecito.

Mentre aspettavo che il telefono si accendesse cominciai a fare i pensieri peggiori, rassicurandomi da sola sperando che magari oggi non mi avesse cercata.

Non ci fu neanche bisogno di accendere il telefono, mi bastò vedere una sagoma nera che camminava avanti e indietro, di fronte casa dei miei genitori, quasi sputando fuoco. Giurerei di aver visto del fumo uscirgli dalle orecchie.

Riposi il telefono tirando un sospiro, chiusi gli occhi e mi preparai psicologicamente a ciò che sarebbe successo in pochi istanti.

Mi avvicinai con cautela quando la sua mano si posò sul tettuccio della macchina sbattendoci il telefono sopra appena mi vide.

Si avvicinò a me con gli occhi rossi dalla rabbia, mi diede uno schiaffo che mi fece voltare la testa di lato. Non aveva fatto neanche tanto male, vedevo che aveva mantenuto la maggior parte della forza. Sapevo che il suo intento non era davvero quello di farmi male, piuttosto era quello di farmi capire che avevo sbagliato.

"Cosa diamine hai fatto?" Mi chiese ad alta voce, sapevo che si stava trattenendo, ringraziavo ogni dio per ciò.

"Io... non me ne ero accor- ahi" piagnucolai quando mi arrivò uno schiaffo molto più forte del primo.

"Pensi mi importi delle tue banali scuse?" Urlò afferrandomi per le spalle, mi scosse avanti ed indietro e sentì come se il mio  corpo stesse per cedere.
Mi trascinò dentro casa stringendo forte io mio braccio. Adesso non ero più sicura di quale fosse davvero il suo intento.

"Non era mia int-" provai a spiegare ma più cercavo di raccontare come le cose fossero andate davvero, più sembrava che lui perdesse la ragione.
Mi spinse contro l'armadio e come se ormai nulla potesse andare peggio la scatola che  tenevo custodita con tanta privacy cadde, non so come, non so grazie a chi ma questa non si aprì e Zayn non la notò neanche, era occupato a fare altro.

Mi gettò per terra facendomi andare a sbattere con la testa contro la tastiera di ferro del letto. Mi lascia scappare un lamento più forte, quando sentì del liquido fastidioso sulla testa.

Quando mi portai la mano notai che questa si sporcò completamente, fu solo grazie a questo che Zayn riprese i sensi. Mi guardò smarrito, non si rendeva neanche conto di quello che aveva fatto.

Lo vidi boccheggiare e  passarsi la mano tra i capelli. Alla fine mi sollevò e mi appoggiò sul bancone del bagno. Prese un asciugamano bagnato e lo tamponò sulla ferita.

Scuoteva la testa, ma non proferiva parola, solo durante  quel momento di 'pace' o per meglio dire pausa, mi ricordai di quella maledetta scatola ancora per terra.

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Ciaaaao, spero vi piaccia è un po' diversa dagli altri capitoli, meno dialoghi ma mi è uscita così spero comunque che voi possiate apprezzarla.
Votate e commentate please.
Un bacio Sienn♥️

Marry you? ||Zayn MalikLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora