Volevo aspettare ma non di sono riuscita😂
Ecco la rivelazione della dannata scatola.
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Dovevo reagire. Non potevo più restare rinchiusa nella mia camera.
Erano già passati due giorni e ne Louis ne Zayn rispondevano o si facevano sentire.
Avevo passato gli ultimi due giorni a deprimermi nel letto non sapendo cosa fare.
Ma oggi basta, mi vestii in fretta ed andai alla fermata dell'autobus più vicina sperando di riuscire ad arrivare a casa di Zayn. Quella che forse non sarà più mia se lui non mi lascia spiegare.
Arrivai dopo 2 ore e mezza, mi ero esercitata su cosa dire, ma non trovavo nulla quindi mi ritrovai a bussare alla porta senza un briciolo di speranza.
Mi aprí lui senza maglia, appena i suoi occhi si scontrarono con i miei assunsero un espressione confusa.
Mi fece un cenno con la testa, come se fossi una sconosciuta che lo sta infastidendo. E forse era proprio così che mi vedeva in quel momento.
"Che vuoi?" Chiese senza emozione
Boccheggia un paio di volte "Io, volevo spiegarti ecco" riuscii a dire con molta difficoltà.
Avevo un nodo alla gola, e un peso sul petto, e tutto quello che riuscivo a pensare era che lui non mi avrebbe perdonata.
Mi guardò, poi guardò dietro di me.
"Come sei venuta qui?" Chiese sollevando un sopracciglio.
"Autobus" dissi solamente, annuendo.
Aspettai che lui facesse qualcosa, qualunque cosa, ma non sembrava intenzionato a parlare. Annuì solo.
"Ascolta, fammi spiegare ti prego, poi deciderai se è meglio lasciarci oppure no" dissi dopo che mi accorsi che lui non avrebbe parlato.
Si mise dritto guardandomi ancora piu confuso, però questa volta c'era qualcosa di divertito nel suo sguardo.
"Lasciarci? Era questo che speravi? Speravi che una volta scoperto io ti avrei lasciata?" Mi urlò contro afferrandomi le spalle.
"No io non volevo che tu lo scoprissi così!" Cercai di giustificarmi, le lacrime stavano tornando su. Era tutto quello che riuscivo a fare. Piagnucolare.
"Entra cazzo" disse tirandomi dentro casa.
Si chiuse la porta alle spalle.
"Tu davvero pensi che dopo aver perso un anno aspettando che tu lasciassi quel coglione, mi basti un segreto per lasciarti?" Chiese innervosito cercai di rispondere ma lui mi bloccò.
"Tu lo vuoi capire che sei mia, lo sei e lo sarai per sempre, farò tutto quello che devo per averti." Disse rudemente. Era sincero, sapevo che avrebbe fatto qualunque cosa.
"Avevo 17 anni" iniziai a dire quando lui si appoggiò al muro, alzò il viso fissandomi.
"Non devi dirmelo" disse scuotendo il capo.
"Stavo con un ragazzo, Jason, un buono a nulla, si drogava e non avrebbe mai fatto nulla di buono nella sua vita. Lo sapevo già all'ora, ma ero piccola e non mi importava, credevo di amarlo, amarlo davvero." Dissi tutto d'un fiato.
Dovevo togliermi questa sensazione di dosso e l'unico modo era raccontargli tutto.
"Ti ho lasciato credere che io sia vergine, per me è così, ma in pratica non lo sono davvero." Annuii spostandomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
Guardavo il pavimento perché non sapevo se sarei riuscita a sopportare il suo sguardo su di me.
"Solitamente non andavo con lui la sera, avevo paura, mi inquietavano quei posti, ma quella sera, proprio quella sera mi aveva convinto ed io ero andata." Presi un sospiro preparandomi per raccontargli la parte più orribile. O ameno una delle più orribile di questa storia.
"Eravamo andati in quelle fabbriche abbandonate, e c'erano almeno 20 ragazzi sparsi per l'edificio che si bucavano e si drogavano.
Lui era uno di quelli ed accanto a noi c'erano altri 4 ragazzi che facevano lo stesso. Io mi sentivo male, ero a disagio e non volevo che si facessero questo, quindi decisi di andarmene. Ma loro ormai erano fatti e non ragionavano quindi" mi bloccai e lui probabilmente intuì. Presi coraggio e continuai.
"Mi fermarono, io mi dimenavo perché volevo andare via, Jason rideva, rideva anche quando uno di loro mi gettò per terra e mi spogliò, rise anche quando mi violentarono, tutti i cinque. Uno alla volta." Dissi iniziando a singhiozzando più forte, lui mi si avvicinò e mi accolse completamente con le sue braccia. Mi cullò un po', quando mi calmai lo allontanai.
Adesso dovevo raccontargli tutto.
" Un paio di mesi dopo, scoprii di essere incinta. Non sapevo di chi. Ecco perché hai trovato un ecografia. Era mia" Dissi imbarazzata, mi sentivo come una sgualdrina ogni volta che pensa o al fatto che non saprò mai chi era il padre.
Lui stava per dire qualcosa, forse per consolarmi ma alzai una mano per fargli capire che non ce n'era bisogno, sapevo che non era colpa mia.
"Avevo passato gli ultimi tre mesi a letto, ero distrutta, non mangiavo, vomitavo sempre ma pensavo fosse per il trauma.
Li avevo denunciati, ma Jason ed un altro ragazzo erano spariti.
Gli altri vennero arrestati, poi scoprì che Jason e l'altro ragazzo erano morti di overdose. Un altro aveva avuto un attacco cardiaco, il cuore era distrutto, non aveva retto a tutta la droga. Gli altri due avevano avuto solo 3 anni. Si erano disintossicati e vennero a scusarsi quando uscirono.
Inutile dire che io li abbia mandato a quel paese. Louis invece andò a picchiarli una notte, a mia insaputa, andarono lui è un altro paio di ragazzi, so solo che quei due si fecero un paio di settimane in ospedale."
Dissi sorridendo ricordando quanto avevo amato Louis per avermi difesa.
"Quando scoprii di essere incinta sapevo che probabilmente il bambino non stava bene, non avevo mangiato per tutta la gravidanza, ed ero già preparata a quello che poi è successo.
Mi dissero che il bambino non era cresciuto e che probabilmente avrebbe avuto molti problemi una volta nato, ma stranamente era ancora Vivo." Dissi asciugandomi una lacrima. Non era bello parlare di quel momento della mia vita.
"Avevo comprato tutto, era un maschietto, la camera era pronta e mamma era sempre accanto a me e mi appoggiava, papà invece voleva che abortissi, ero adolescente e del padre sapevamo solo che era un tossico, non lo accettava, ma io volevo dare al mio bambino un opportunità.
Louis era stato accanto a me per tutta la gravidanza. Mi aiutava a scegliere le cose ed aveva scelto il nome del bambino insieme a me. Aaron.
Il giorno della sua nascita è stato orribile, mi avevano detto di prepararmi al peggio, forse il bambino non sarebbe neanche riuscito a superare il parto. Avevo passato il travaglio a piangere, non volevo partorire, volevo tenerlo in vita dentro di me.
Invece lui nacque e superò il parto ed io mi illusi.
Mi illusi che ce l'avrebbe fatta, che sarebbe stato meglio invece no. Lo amavo era comunque il mio bambino. Non mi importa di come fosse stato concepito. Era mio.
È sopravvissuto due mesi." Dissi senza fiato, cacciai una foto dalla tasca, una foto del piccolo due giorni prima che passasse oltre.
"Ho dovuto seppellire il mio bellissimo, paffutissimo bimbo. Ecco perché avevo avuto quella reazione quando vidi la culla di sopra." Dissi indicandogli le scale con il capo.
Lui aveva gli occhi lucidi e guardava la foto, c'eravamo io, il bimbo e Louis, ancora non sapevamo quello che stava per succedere.
"Questo è tutto." Dissi ormai stremata, tutte le emozioni stavano combattendo tra di loro, volevo solo...
Volevo solo sparire.
"Faith, io" disse scuotendo la testa. Non sapeva che dire, non lo avrei saputo neanche io.
"Io, mi dispiace così tanto. Pensavo che tu mi avessi mentito. Pensavo... io non so cosa dire. Disse incerto. Restammo in silenzio mi ridiede la foto ed io la posai, quando lo guardai di nuovo qualcosa era cambiato nel suo sguardo. Era come se avesse capito cosa fare.
"Voglio rimandare le nozze" disse poi più sicuro che mai.
Io lo fissavo, pensavo che dopo avergli detto tutta la verità, lui mi avrebbe perdonata.
Ero ancora più distrutta.
Non poteva farmi questo.
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Ed un altro capitolo è andato.
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Marry you? ||Zayn Malik
FanfictionFaith Morgana Williams. Una brava ragazza promessa ad un cattivo ragazzo. Zayn Jawaad Malik. Il cattivo ragazzo. Bipolare, innamorato pazzo di lei. Un matrimonio combinato. Due vite unite da un debito mai saldato.
