Guardo l'orologio.
Sono le 9:45.
Dove cazzo sta Lorenzo?
To: Lorenzo Ostuni
Ohh, ma dove stai?
By: Lorenzo Ostuni
Scusa.
Sto arrivandooo.
To: Lorenzo Ostuni
Okay, okay. 😂
Sospiro e poso il telefono in tasca mentre aspetto che arrivi.
Comincio a pensare un po' alla mia infanzia.
È
stata una merda.
Nessun bambino giocava con me per colpa dei miei genitori. Girava voce che i mio padre picchiasse mia madre e che picchiassero anche me, cosa non vera.
A causa di queste voci, gli altri bambini non giocavano con me.
Le madri gli dicevano di stare lontano da me.
Come se fossi una minaccia, un pericolo per i loro figli.
Come se fossi un mostro.
Stavo sempre male. Mi sentivo solo e abbandonato da tutti.
Mi sentivo, beh, sì, diverso.
Già, ero diverso.
L'unico che stava con me da bambino, era Lorenzo.
Ha frequentato l'asilo e le elementari con me.
Quando finimmo le elementari i suoi, per motivi di lavoro dovettero trasferirsi a Milano.
Da allora non vidi più Lorenzo, fino alla settimana scorsa.
Ci sentivamo tramite Whats App e telefonandoci, non di più.
La settimana scorsa mi disse che suo padre aveva ripreso il lavoro qui a Firenze.
Sono felice. Possiamo stringere di nuovo la grande amicizia che si era creata tra noi.
Vengo "svegliato" dai miei pensieri a causa del rumore del clacson di quest'ultimo.
Mi alzo dai gradini su cui ero seduto e mi avvicino alla macchina, apro lo sportello sorridendo ed entro nella macchina.
Lo guardo. Non è cambiato moltissimo.
È ancora più alto di quanto potessi immaginare.
Anche all'asilo era il più alto della classe.
Gli occhi e i folti e ricci capelli marroni.
Anche lui sembra che mi osservi.
Sorrido.
-Beh, era un po' che non ci vediamo, eh?- ridacchio e lo guardo.
Lui scuote la testa come per uscire dalla sua mente e annuisce -Beh, saranno quanti? Sette, otto anni?- ridacchia anche lui.
Già. Otto anni senza vederlo.
In questo tempo è andato tutto di merda.
M'ero chiuso in me.
Non parlavo più con nessuno.
Già.. otto anni...
-Beh, andiamo?- dico per rompere quel silenzio causato dai nostri pensieri.
-Sisi, andiamo- mette in moto la macchina e si dirige verso il Tenax, una delle discoteche più famose di Firenze.
Anche a me sarebbe piaciuto avere una patente, ma i miei ritengono che non sia abbastanza maturo per avere una macchina.
Fanculo, sono loro quelli che qui non sono maturi, non si accorgono nemmeno che il figlio si chiude in sé, non ha una vita sociale, sta male.
Sta male per colpa loro.
Scuoto la testa e inizio a fissare fuori dal finestrino. Mi era mancato uscire con la macchina.
Già, non andavo molto spesso in giro.
Ero sempre chiuso in camera.
Nel mentre Lorenzo aveva messo delle canzoni di un cantante, mi sembra si chiami Mr. Rain, è partita una canzone. Mi piacciono le canzoni che stanno passando.
Arriviamo. Il parcheggio è quasi pieno, Lorenzo parcheggia e scendiamo entrambi dalla macchina.
Ci troviamo avanti all'ingresso, paghiamo i biglietti ed entriamo.
C'è un casino di gente.
C'è anche un dj famoso del quale non riesco a leggere il nome.
La musica è sparata a mille.
Bisogna urlare per parlare.
-ANDIAMO AL BANCONE A PRENDERE QUALCOSA DA BERE?- urlo a Lore per farmi sentire.
Lui come risposta annuisce e ci avviamo verso il bancone.
La musica lì è meno forte.
Iniziamo a parlare mentre aspettiamo che il barista ci servi i due drink alcolici.
Iniziamo a parlare un po' di come abbiamo trascorso questi anni, io oscuro il fatto della droga e dei miei genitori e gli racconto tutto.
Arriviano i drink.
Sono abbastanza forti.
Ne prendiamo circa cinque, sei a testa e dopo un po' siamo ubriachi.
Usciamo fuori dalla discoteca.
Lorenzo sembra non mantenga bene l'alcool, s'è per questo nemmeno io, ma lui peggio.
Ci sediamo a terra continuando a parlare un po' di tutto.
Lorenzo è ubriaco a merda.
Dopo circa venti minuti mi alzo.
-Lorenzo, andiamo a casa, sono le 3, è tardi.-
Lui si alza, e con la voce poco ferma, ma molto ubriaca dice -No, io voglio stare qui con te.-
-Lorenzo- lo richiamo -Stai ubriaco fradicio. Devi andare a casa.-
-No Stefano, non voglio andare.-
-Cazzo Lorenzo, dammi retta.- comincio ad alterarmi.
-No, voglio stare qui con te. Io Ti Amo e l'ho sempre fatto.-
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My Hero || Lorefano
أدب الهواةStefano un ragazzo di 19 anni, con problemi familiari e un'infanzia non molto semplice alle spalle. Fa uso di sostanze stupefacenti per stare in pace con se stesso e con il mondo. Per lui c'era solo una persona, che si allontanò per motivi familiari...
