***STEFANO'S POV***
I cinque giorni sono passati abbastanza veloci in ospedale.
Fra i vari controlli, la mamma che è stata due notti accanto a me, tre invece Lorenzo che è stato per la gran parte del tempo e poi ieri mattina sono venuti anche i miei amici a trovarmi.
C'erano quasi tutti.
Mancavano solo Salvatore e Nicola.
Due componenti della classe che diciamo non ho quasi mai sopportato, beh... Salvatore per il fatto con la Marina, mentre Nicola, beh, non so nemmeno io ma mi sta antipatico.
A mia sorpresa a trovarmi sono venuti anche Sascha, che ne mentre ha trovato l'amore della sua vita, Sabrina. Una ragazza dai capelli rossi, alta e magra. È davvero carina.
Sascha è un mio amico.
Forse la persona con cui ho legato di più in tutta la classe.
Era il mio compagno di banco.
Insieme agli altri ho notato, una ragazza, la conoscevo.
Era bassa.
Aveva i capelli e gli occhi castani.
La conoscevo bene.
Era Marina.
Quando la vidi provai una strana sensazione.
Ma che cazzo m'era preso?
Restarono qui per un po', tra le varie chiacchiere e nel dirmi che gli mancavo....
Gli mancavo? Io boh.
Vabe, questo è l'ultimo giorno qui.
È mattina, mi sono appena svegliato.
Mi sono svegliato col sorriso.
Ho nuovi amici, una famiglia che mi vuole bene e... un ragazzo. Sorrido.
È appena entrato nella camera.
-Buongiorno amore.- dice Lorenzo varcando la porta sorridendo.
-'giorno- sorrido a mia volta.
-Oggi si escee!!- esclama lui contento -Non vedo l'ora, per cominciare dove ti porto stasera per festeggiare, amore?- mi dice euforico sorridendo.
Sembra che quello felice di uscire sia lui e non io e beh... in effetti non ha tutti i torti.
È stato quasi sempre qui con me... per un mese. E mi sento anche un po' in colpa.
-Amore, davvero, stasera voglio stare a casa, tranquillo, tanto oramai non dobbiamo più nasconderci da nessuno.- sorrido -Puoi venire a dormire da me.-
Mi sorride.
-Se vuoi puoi anche venire tu da me.- mi sorride.
-E okay, devo dirlo ai miei però.- sorrido.
-Va bene.- sorrido.
Sono troppo felice.
Finalmente potrò tornare a casa.
Non stare più tra queste quatto mura bianche, e poi questo pavimento verde.
È orrendo qui.
Potrò mettermi il pigiama tranquillamente senza aghi che bucano la mia pelle facendo cadere quel liquido.
Sono davvero, per la prima volta, contento di tornare a casa.
Al pensiero sorrido come un ebete.
Lorenzo se ne accorge e mi domanda: -A cosa pensi?- mi chiede a sua volta sorridendo.
Scuoto la testa e sorrido.
-È forse la prima volta che sono felice di tornare a casa.- ammetto.
Mi sorride per poi passarmi la mano tra i capelli ricci.
La mattina passa in fretta.
Arriva il pranzo in camera.
Oggi pasta e fagioli, che più che pasta e fagioli sembra pasta e segatura.
Fa schifo.
Non appena assaggio il primo boccone lo sputo nel tovagliolo.
Davvero non ho mai mangiato peggio di così. Nemmeno nella mensa della scuola.
Per secondo hanno portato la cotoletta o almeno... quello che doveva essere una cotoletta. Sembra legno.
Lascio tutto nel piatto.
Mi fa schifo.
-Schifo anche oggi, vero?- sorride Lorenzo entrando in camera con uno zaino dal quale estrae due panini comprati al mc.
-Oddio, ma io ti amo.- dico mentre afferro il mio panino.
Ride e poi dice: -Si, ma non farti vedere dai dottori oppure non mi fanno entrare.-
Rido mentre addento il mio panino con hamburger, insalata, pomodori, patatine e senza cipolla.
Ma quanto mi conosce Lorenzo.
Lo mangio tutto, in fretta.
-Da quanto tempo che non lo mangiavo.- dico leccandomi le labbra ancora godendomi le ultime briciole di panino.
Lorenzo ridacchia.
-Sei ancora sporco qui.- dice lui guardando le mie labbra.
-Qui dove?- domando non riuscendo a capire.
-Qui.- si avvicina lentamente al mio volto baciandomi piano e con dolcezza.
Sorrido e ricambio il bacio a mia volta.
Restiamo attaccati per qualche minuto. Tra i baci, le carezze, i sorrisi e... qualche succhiotto.
Non me n'ero ancora accorto del segno violaceo lasciatomi dal mio ragazzo sul collo.
Sorrido mentre lo guardo.
Sorride anche lui per poi prendere dolcemente il volto con una mano e avvicinarlo al suo, per poi baciarmi piano e con passione.
Sono seduto sulle sue gambe, le mie mani nei sui ricci capelli.
Mi bacia.
Quei baci lunghi, quelli che vorresti non finissero mai... e invece...
Veniamo bloccati dalla porta che si apre.
Sono i miei genitori.
Scendo dalle gambe di Lorenzo imbarazzatissimo.
Lorenzo è rosso come un peperone.
Io penso peggio.
-Hey ragazzi, tranquilli.- dice la mamma ridacchiando.
-È normale. Vi lasciamo soli se volete.- sorride sia la mamma che il papà.
Che imbarazzo..
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My Hero || Lorefano
FanfictionStefano un ragazzo di 19 anni, con problemi familiari e un'infanzia non molto semplice alle spalle. Fa uso di sostanze stupefacenti per stare in pace con se stesso e con il mondo. Per lui c'era solo una persona, che si allontanò per motivi familiari...
