Tomorrow - VII CAPITOLO

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***STETANO'S POV***

Entro in bagno e lo vedo.
Sta accasciato a terra, vicino al bagno, stava vomitando.

Si gira e mi guarda.. sembra impaurito.

Impaurito? Da me? Perché?

-

Ste..?- mi chiede guardandomi con degli occhi sgranati e tutti rossi e lucidi. Stava vomitando.

Lo guardo
-Lore..? Che hai?-
-N..niente.- prende dei lunghi respiri a causa della nausea.
Lo guardo e sospiro.

Subito dopo poggia le mani sul bordo del water e, con la testa bassa, inizia di nuovo a vomitare.

Sospiro, per quanto mi possa fare schifo lo sbocco è sempre un mio amico.

Mi faccio coraggio e gli chiedo.
-Ti serve.. una mano?-
Lui, si limita ad annuire, allora mi avvicino e gli tengo la fronte bagnandogli il collo con un asciugamano impregnato d'acqua.

Ha la faccia tutta tossa e delle vene che gli escono dalla fronte.
Minchia.

Dopo un po' finisce e si alza da terra tremando per la poca forza, con gli occhi tutti rossi e lucidi e il viso rosso per lo sforzo.

Lo guardo.
-Tutto bene?- chiedo.
Lui annuisce debolmente col capo.
-Vai a metterti sul letto, ti porto qualcosa da mangiare.-
Annuisce.
Lo prendo per le spalle facendo scaricare il suo peso su di me e lo accompagno in camera.

Lo faccio stendere sul letto.
-Aspettami qui.-
-Va.. bene.- dice in un sussurro.

***LORENZO'S POV***

Sto steso sul letto.
"Cosa è successo la sera prima?"
Quei pensieri mi tormentato la mente. Non riesco a ricordare nulla.

So solo che ho ho dormito nel letto con Stefano.
E questo non mi dispiace affatto, anzi.

Sorrido leggermente quando mi passano davanti agli occhi le immagini di quando mi ha aiutato prima.

Gli voglio molto bene...
Anzi.. forse qualcosa in più.

Lui è l'unica persona che riesce a farmi sorridere. È l'unica persona che mi spinge ad andare avanti. È lui l'unica persona per la quale farei qualsiasi cosa.

Scuoto la testa liberandola da quei pensieri quando vedo Stefano entrare in camera.

È così fottutamente bello.

Ha in mano un vassoio con un cornetto e un caffè.

Mi sorride.

Inizio a sclerare dentro.
Jsishevsjsi.

È così fottutamente bello quando sorride.

Mi guarda e mi posa il vassoio sulle gambe facendomi sedere con la schiena poggiata alla parete.
Sorrido leggermente e sussurro un "grazie".

Lui mi sorride e mi dice.
-Dai, mangia.- mentre cerca le chiavi di casa e le chiavi.
-Perché te ne vai?- solo dopo mi rendo conto di ciò che ho appena detto.

Che coglione che sono.

Non voglio che noti che beh.. "ci tengo" a lui...

-Beh, sai com'è devo tornare a casa, non sono manco andato a scuola.-
Mi limito ad annuire dopo aver azzeccato la figura di merda.

Mi alzo dal letto e lo accompagno alla porta.

Prima che esca si ferma sull'uscio e prende un gran respiro.
Si gira verso di me e mi guarda.

-Ste, tutto bene?- gli chiedo guardandolo.
Lui prende un altro gran respiro.
-Le parole che hai detto ieri sera... erano... vere?- mi chiede, quasi in un sussurro, quasi come se non volesse mai dire quelle parole..

Cosa? Quali parole? Che stronzata ho detto ieri? Cos'ho fatto? Non ricordo nulla.
-C..cosa ho detto... non ricordo nulla...- gli chiedo preoccupato, mordendomi il labbro inferiore dall'ansia.
-Hai detto che mi amavi... e che l'hai sempre fatto... era la verità..?- poi abbassa il tono, come se quelli volessero essere solo o suoi pensieri, e aggiunge -Ti prego dimmi che è una cazzata e che l'hai detto perché stavi ubriaco..- mi chiede quasi supplicandomi con lo sguardo.

Cazzo. E mo? Che dico? Erano vere. Dio e se erano vere.
Sono un coglione.

-Cosa? Io?- chiedo non facendo notare la paura e l'ansia che mi assaliva.
Lui annuisce.
-No ste.. era l'alcool. Non l'ho mai retto bene.- gli dico e vedo già, notato solo la sua espressione, più tranquillo.
Gli sorrido...
-Sai com'è non mi ubriaco molto spesso.. e non reggo bene l'alcool.-
Lui mi sorride.

Cristo i suoi sorrisi, COSA SONO?!

-Dai, fa nulla, avevo immaginato fosse stato l'alcool a parlare.-

Mi sorride.
Gli sorrido.

Vorrei questo momento durasse per sempre.
Lui che mi sorride.
Ed io che ricambio.
Dio e se lo amo. Fin troppo...

-Dai, allora io vado.- dice lui, e l'imbarazzante che è nell'aria si poterebbe tagliare con un coltello.

Annuisco e gli apro la porta.
-Ti va di vederci domani?- mi chiede -Non vado molto bene in matematica ed avrei bisogno di un aiuto.- dice quasi con un tono imbarazzato, sa che io ho fatto lo scientifico. E quindi vado bene in matematica.
E poi domani lo rivedo. Col cazzo che rifiuto.
-Certo.- ridacchio -La porta è sempre aperta per te.-
-Va bene.- ride anche lui -A domani.-

Esce di casa e si chiude la porta alle spalle.
Mi butto sul divano e inizio a pensare a ciò che mi ha detto.

Non avrei mai dovuto dirlo.
Come ho potuto. Stupido alcool del cazzo.
Non ho mai retto bene l'alcool.

Non avrei mai dovuto ubriacarmi.
Gli ho detto che lo amavo.. sul serio..
Come?! Come ho fatto?!

I pensieri mi invadono la mente.

-Basta.- dico tra me e me.
Basta pensare a questo.

Pensiamo al lato positivo. Domani lo rivedo.
Mi sorge spontaneo un sorriso sulle labbra.

Già viene di nuovo da me.
Stiamo il pomeriggio insieme.
Sorrido e mi stendo sul divano.
Chiudo gli occhi pensando a lui, al suo sorriso, fino a quando vedo una notifica apparire sul mio cellulare.

Madonna cazzo vuole questa?

Blocco il telefono non voglio rispondere.

My Hero || Lorefano La tua prossima ossessione. Scoprilo ora