It's all okay? - XIV CAPITOLO

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***LORENZO'S POV***

Non è possibile.
Non ci credo.

-No. Non sono io il padre. È impossibile.- dico con voce fredda.
-Sì invece... sei la prima persona con cui sì, sono stata a letto.- dice lei quasi imbarazzata.

Imbarazzata? Sei seria?! Santo Dio.

-Senti io non sono pronto ad avere un figlio. Tantomeno lo voglio da te. Quindi fa' ciò che vuoi. Non mi prendo nessuna responsabilità.- faccio per andarmene, ma lei mi blocca prendendo il mio polso con la sua esile mano.

-Cosa vuoi ora?!-
-Non puoi dire "fa' ciò che vuoi". È un bambino, non un oggetto, cazzo. Ormai ci sta. Ci sta e basta. E non posso affrontare nove mesi di gravidanza da sola. Non sono pronta. Ho bisogno del tuo aiuto.-
-Esiste l'aborto!- dico incazzato.
-T..tu sei un assassino.- dice puntandomi il dito contro il petto.

..un assassino...
Ha ragione però.. non si può uccidere un bambino innocente... non è colpa sua...
Prendo un gran respiro.
-Senti Giulia, io ti aiuterò, ma io amo Stefano, non te.-
Mi guarda con gli occhi pieni di ira.
-Sei una persona orribile Ostuni. Come farebbe un bambino a crescere senza una figura paterna?! Non puoi abbandonarci cos..-
La blocco prima che potesse finire di parlare.
-Troveremo un modo.- dico freddo per poi andarmene subito dopo.

Arrivo in una via, in periferia c'è il verde attorno a me, volevo camminare, per liberarmi da tutti quei pensieri.
Na niente.
Non servito a niente.

Inoltre si sta facendo anche notte, credo sia meglio se vada a casa.

Dopo qualche ora arrivo a casa, sono le dieci.
Decido di mettermi nel letto, cercando di dormire.
Mi rigiro più e più volte, cercando la posizione giusta, ma non ci riesco.
Com'è brutto quando non riesci a dormire a causa dei troppi pensieri.

Mi alzo per prendere i miei auricolari, li metto e faccio partire la mia playlist da spotify, entro nel mio fantastico mondo, la musica è la mia droga...
Magari fosse così anche per Stefano... Stefano... ed ora a lui come lo dico?
Cosa devo fare?
Non ce la faccio più.

Ho troppi pensieri per la testa, mi sento scoppiare.
Non voglio che abortisca, è comunque un bambino, ora c'è, ma davvero non so che fare.
Io amo Stefano.
Odio Giulia.
Non voglio che quella bambina abbia un padre che non ami sua madre...
Non lo so, sono confuso.

***STEFANO'S POV***

Sono in camera mia, mia madre è nella camera accanto, dorme, sono le due di notte.
Io non riesco a dormire.
Cosa voleva Giulia da Lorenzo?
Sono preoccupato.

Io amo Lorenzo, è davvero l'unica persona a cui tengo, e lui tiene a me.
Non sopporterei sapere che quella puttana potrebbe dividerci.

Se Lorenzo non fosse ancora sicuro con quello che sta facendo con me?
Non si diventa gay da un giorno all'altro, lo so.
Ma se non avesse ancora le idee chiare?
Se fosse ancora confuso?

Non lo so...
Sospiro e mi stendo sul letto.
Prendo il telefono, metto gli auricolare e faccio partire Don Diablo.
Adoro quella sua playlist.

Resto un po' di tempo a sentire musica, ma niente, non riesco a dormire.

Sono le quattro del mattino, prendo il telefono e decido di scrivere a Lorenzo.

To: Lore
Hey.. tutto bene?

To: Ste
Mh.. si.. non dormi?

Non riesco a dormire... tu?

Uguale...

Lore, posso sapere una cosa?

Certo... dimmi...

Cosa voleva Giulia da te?

Ste, devi per forza saperlo ora..?

Quando fa così mi fa preoccupare.. e non poco.
Cosa vuole quella zoccola?

Vuole dividerci.

Lorenzo mi fai preoccupare...

Ti va se ci vediamo tra
20 minuti nel parco affianco
casa tua..?

Ma sono le quattro e dieci
del mattino...
Devo preoccuparmi..?

Senti ste vuoi saperlo..?

Certo..

Allora basta fare domande
messaggiando, dammi venti
minuti e sono nel parco avanti
casa tua

Okay...

Attendo che visualizza, per poi posare il telefono sul letto e vestirmi.
Sono le quattro e venticinque...

Ho paura di quello che possa dirmi Lore...
Se volesse lasciarmi...
Dai messaggi sembrava arrabbiato.. se lo era con me..?

I miei pensieri vengono interrotti dal mio telefono che si illumina.
È Lorenzo.
Dice di scendere siccome è già sotto casa.

Prendo un gran respiro e mi alzo dal letto, prendo il telefono, le chiavi e scendo, apro la porta cercando di non far rumore.

Fuori piove.

Davanti casa c'è Lorenzo.

Lo guardo con aria preoccupata, lui senza dire nulla, come se potesse leggere dentro di me io cosa provi, si avvicina, stringendomi con un braccio intorno alla vita e mi bacia profondamente.

Poi si stacca.
-Ti amo.- dice lui.
Quelle due semplici parole, cinque lettere, sono in grado di tranquillizzami e farmi sorridere.

Comincio a pensare non sia nulla di grave... forse aveva solo voglia di vedermi, di abbracciarmi, di stringermi forte a sé baciandomi profondamente sotto la pioggia.

My Hero || Lorefano La tua prossima ossessione. Scoprilo ora