***LORENZO'S POV***
Non voglio rispondere.
Mi è sempre stata sulle palle.
L'ho sempre odiata.
Sbuffo e dopo un po' sblocco il telefono, apro WhatsApp e vedo il messaggio.
Lo apro. E Inizio a leggerlo.
By: Giulia.
Lorenzo, dove sei?!
Come puoi lasciare la tua
ragazza sola?!
Te ne vai senza dire niente.
Io ti amo. Ora muovi il culo
e torna qui da me.
Ti amo.❤
To: Giulia.
Che cazzo vuoi da me?
Prima cosa non dono sono stato,
non lo sono e mai sarò il tuo
ragazzo. Non osare più chiamarmi
così e non dire mai più di
amarmi. Non ti amo. E non lo farò
mai. La vita è mia. E posso fare
il cazzo che mi pare.
La odio.
La odio con tutto me stesso.
Sbuffo e blocco il telefono ancora una volta lanciandolo sul tavolo accanto al divano.
Mi stendo e metto entrambe le mani sul viso, massaggiando le tempie.
Mi fa ancora un po' male la testa per ieri sera.
Continuano ad arrivare tantissime notifiche e non c'è neanche bisogno di vedere chi sia.
Lo so già e non mi va di sprecare tempo a parlare con quella troia.
Per uno stupido bacio a stampo che le diedi per un obbligo del cazzo crede che io la ami.
Si sbaglia di grosso.
Io amo solo Stefano.
Chiudo gli occhi coprendo gli occhi con le mani e dopo un po' mi addormento.
***STEFANO'S POV***
Mentre torno a casa mi sento già leggermente sollevato dal fatto che quelle parole dette da Lorenzo non erano sincere.
Lo speravo tanto.
Lorenzo è quella persona con cui sono riuscito a stringere un'amicizia.
È quella persona che non mi ha mai abbandonato.
È quella persona che non aveva "paura" di legare con me a causa dei miei genitori.
È quella persona che per me c'è sempre stata.
...l'unica.
E non riesco a pensare, nemmeno lontanamente, di farlo soffrire.
Infondo, non avrei mai creduto di dirlo, a nessuna persona al mondo, ma beh, gli voglio bene.
La mia mente si svuota da tutti questi pensieri felici non appena arrivo avanti casa.
Sospiro e prendo le chiavi dalla tasca del jeans, prendo un gran respiro, come se non volessi entrare in quella casa, e inserisco la chiave nella serratura.
Entro in casa e vengo accolto subito dallo sguardo arrabbiato di mia madre.
-Stefano, dove sei stato?!- mi chiede con tono quasi aggressivo.
-Ho dormito da Lorenzo.- dico con voce fredda e atono.
La odio fa così. Crede sia ancora un bambino.
Crede ancora che io debba rispettare le sue "regole" e vedere solo le perone che decide lei.
Non gli è mai stato simpatico Lorenzo.
Mi dice che non devo vederlo.
Ho 19 anni, sono maggiorenne e posso fare il cazzo che mi pare.
-Sai che a me non piace che tu ti veda con quel ragazzo.- dice quasi in un rimprovero.
Io mi incazzo e, anche se non volevo, le rispondo male.
-Ho 19 anni, sono maggiorenne. Posso fare il cazzo che mi pare e mi pare anche di avere il diritto di relazionarmi con chi voglio. Non sei tu a decidere.-
-Ti ho detto che non devi vederti con Lorenzo.- mi dice lei con un tono acido scandendo bene le parole.
-ANCORA DEVI CAPIRE CHE È COLPA TUA E DI QUEL MONGOLOIDE DI MIO PADRE SE IO NON HO AMICI?! ANCORA DEVI CAPIRE CHE I GENITORI DEGLI ALTRI DICEVANO AI FIGLI DI NON VEDERSI CON A CAUSA VOSTRA?! ANCORA DEVI CAPIRLO?!- urlo e salgo velocemente le scale, entrando nella mia camera sbattendo la porta, senza neanche darle il tempo di rispondermi.
Chiudo a chiave e crollo a terra preso da una crisi di pianto.
Piango disperatamente per circa mezz'ora, poi inizio a calmarmi.
Ho solo bisogno di qualcuno che ci tenga a me.
Qualcuno con cui parlare.
Qualcuno che mi sostenga.
Qualcuno che mi faccia sorridere nei momenti più bui.
Qualcuno che mi faccia sorridere anche semplicemente tenendomi per mano.
Qualcuno che riesca a farmi ridere anche con la più stupida battuta.
Ho bisogno di qualcuno che mi ami.
Scuoto la testa.
Basta.
Adesso basta.
Mi alzo da terra e mi siedo sul letto respirando profondamente, impedendo alle lacrime di uscire.
Devo smetterla.
Piangere non serve a un beatissimo cazzo.
Non ci risolvo nulla con le lacrime.
Basta.
Devo calmarmi.
Mi alzo e prendo un po' d'erba, una cartina e un filtro dallo zaino e mi arrotolo una canna.
Esco fuori al balcone e mi siedo a terra.
Metto le spalle contro il muro, le gambe stese di fronte a me e prende l'accendino dalla tasca, mi accendo la canna.
Guardo in alto, inizio a fumare ed entro in un mondo tutto mio, il mio mondo, dove tutto va bene, e non succedono casini..
Quanto vorrei che fosse tutto così...
Con questi pensieri tra la mente, alto la testa poggiandola al muro, guardando il cielo e chiudo gli occhi.
E inizi a vagare nel mio mondo.
STAI LEGGENDO
My Hero || Lorefano
FanfictionStefano un ragazzo di 19 anni, con problemi familiari e un'infanzia non molto semplice alle spalle. Fa uso di sostanze stupefacenti per stare in pace con se stesso e con il mondo. Per lui c'era solo una persona, che si allontanò per motivi familiari...
