***LORENZO'S POV***
Cazzo.
Cazzo cazzo cazzo.
Piango.
La macchina produce un solo "bip" continuo.
Stefano non ce l'ha fatta.
Stanno cercando di rianimarlo.
Io non posso farcela senza di lui.
Se muore lui, muoio anch'io.
Piango.
Piango tanto, troppo.
Siamo dovuti uscire dalla camera io e i genitori di Stefano.
Ci sono solo lui e i medici in stanza...
-Perché tutte a me?- sussurro piangendo seduto a terra, in un angolo del reparto.
La madre di Ste mi sente e si avvicina a me.
Mi guarda e poi mi si siede accanto.
Senza dire nulla mette una mano sulla mia spalla e mi guarda.
-Ci tieni tanto a Stefano... vero?- dice lei asciugandosi le lacrime.
Annuisco ancora piangendo.
Poi il silenzio.
Restiamo così per almeno cinque minuti, poi alzo la testa, asciugo le lacrime e guardo la madre del mio ragazzo.
-C'è una cosa che devo dirle...- dico guardando un punto fisso nel vuoto.
Lei alza la testa e mi guarda negli occhi.
-D..dimmi...- dice quasi singhiozzando.
Prendo un gran respiro.
Devo farlo.
Devo per Stefano.
Non è sicuro che esca dalla stanza.
Ed io voglio farlo.
Devo farlo.
-Ecco... Stefano...- tiro su con il naso bloccandomi.
La signora... anzi, mia suocera, mi guarda.
-Noi siamo più che amici...- mi mordo il labbro guardando a terra mentre scende una lacrima, quasi come se mi fossi già pentito..
-Lorenzo mi stai dicendo che quindi...- la blocco.
-Stefano è il mio ragazzo.- dico tutto d'un fiato.
L'ho fatto.
Ho detto alla madre del mio ragazzo che il figlio è appunto il mio ragazzo.
Sentivo di doverlo fare...
Amo Stefano.
Ho paura di non poterlo mai più baciare, abbracciare.
Poterlo stringere e coccolare.
Ho paura...
La madre di Stefano mi guarda quasi con aria sconvolta per qualche secondo, poi sospira e abbassa lo sguardo.
-Ecco... io sono felice che Stefano abbia trovato una persona che lo ami, ma...- le scende una lacrima.
La guardo.
Ho sempre odiato vedere le persone piangere, soffrire.
Le do un fazzoletto affinché si possa asciugare le lacrime.
-Ho paura che lui non esca più da lì.- piange.
La abbraccio senza dire nulla.
Restiamo per qualche minuto.
-Ho paura anch'io... molta...- delle lacrime mi rigano il viso.
Non volevo piangere davanti a mia suocera, ma ho davvero paura...
Paura di non poterlo riabbracciare mai più...
***STEFANO'S POV***
Cazzo.
Non riesco ad alzarmi.
È tutto nero.
Non vedo nulla.
C'è vento.
Non riesco nemmeno a tenermi fermo.
Il vento mi risucchia dietro.
Non voglio morire.
Compaiono delle immagini avanti a me.
Piccoli frammenti della mia vita.
Sono velocissimi e sbiaditi.
Come se fossero fantasmi.
A volte non riesco neanche a capire chi siano.
Ad un punto arriva l'immagine di una signora accanto a me.
Non è sbiadita come le altre.
Non è sfocata.
È come se fosse una persona...
Mi tocca.
...in carne ed ossa.
È una persona vera.
Non capisco.
Mi trovo in un limbo.
Non esistono altre persone qui oltre me...
Mi prende la mano.
Sto morendo. Ne sono sicuro.
Cazzo.
Mi fa alzare.
Mi scendono delle lacrime.
La guardo per bene.
È una signora molto anziana.
Ha dei lunghi capelli bianchi, raccolti in uno chignon.
Magra, molto magra.
Le si vedono le ossa sotto la pelle. Le vene verdi, le rughe.
-Non piangere, io non ce l'ho fatta ma tu puoi farcela. Stefano, sei forte. Cammina sempre avanti. Corri. Vai più veloce che puoi. Poi arriverai ad una luce, entrarci.- mi dice con voce bassa. Quasi soffocata.
Poi sparisce, la terra è come se la risucchiasse. Sparisce nel nero sotto i suoi piedi.
Sono confuso.
Molto.
Io riuscivo a toccarla.
Sa il mio nome. Come fa?
Una luce ha detto... come faccio ad entrare in una luce?
Tutte cazzate, come al solito.
Sospiro e resto lì.
Quella specie di "vento" che cercava di risucchiarmi si è calmato un po'.
È molto meno potente.
Meno forte.
Che faccio?
Vado dietro o, come ha detto la signora, avanti?
Cosa ci perdo? Sto per morire.
Prendo un gran respiro e comincio ad andare nella direzione contraria rispetto a dove soffia il vento.
Cammino, il vento sta per risucchiarmi.
È di nuovo forte, come prima.
Non credo di farcela.
Punto i piedi a terra, cercando di non farmi portare indietro.
Avanti a me compaiono delle immagini di persone che non conosco.
Fanno quasi paura.
Cammino ancora.
Vengo fermato da un signore che si ferma proprio avanti a me.
Alto, capelli scuri, è vestito tutto nero e il cappuccio della felpa gli copre la testa.
Mette la mano in tasca ed estrae da essa una siringa con scritto "ecstasy".
Me la porge.
Ed ora?
Mi mordo il labbro.
Quanto vorrei prenderla.
Metterla nel mio braccio.
Sentire quella sensazione stupenda.
La guardo.
E se pure la prendessi cosa potrebbe andare peggio?
Non so nemmeno se sono ancora vivo...
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My Hero || Lorefano
FanficStefano un ragazzo di 19 anni, con problemi familiari e un'infanzia non molto semplice alle spalle. Fa uso di sostanze stupefacenti per stare in pace con se stesso e con il mondo. Per lui c'era solo una persona, che si allontanò per motivi familiari...
