***STEFANO'S POV***
Mi guardano entrambi.
Sorridono.
Poi si lanciano uno sguardo complice.
Cosa?
Li guardo.
-Perché vi guardate così..?- dico ancora con un po' di voce debole.
-Beh...- dice la mamma, bloccata dalla porta che si apre.
È Lorenzo.
La mamma lo guarda sorridendo, la stessa cosa fa lui.
Sorrido anche io a quella scena anche se un po' confuso.
-Ecco, diciamo che Lorenzo ti ha anticipato..- dice lei sotto lo sguardo intimorito di Lorenzo.
Boh, forse ha paura della mia reazione.
Ma io sono felice che gliel'ha detto lui, così sorrido.
-Ti amo.- dico riferendomi a Lorenzo sorridendo.
L'ho detto davanti ai miei genitori.
Sorridono guardandoci mentre Lorenzo si siede accanto a me, lasciandomi un bacio sulla fronte e sussurrandomi un "anch'io" pieno di amore.
Sorrido.
-Vi lasciamo un po' da soli, torniamo dopo.- dice la mamma, mentre si avvia alla porta seguita dal papà.
-Un attimo...- dico io.
Si girano entrambi.
-Mentre ero in coma, una volta ho sentito te, papà, che dicevi che avresti voluto recuperare con me tutto il tempo perso... È quello che vuoi?- dico serio.
-Sì, Ste, mi sento una merda per come vi ho trattati in questi anni.- dice accentuando il "vi".
Sorrido.
-Ti voglio bene, papà.- dico.
Mi sorride con gli occhi lucidi mentre la mamma lo prende per la mano lasciandogli un bacio veloce.
-Dai, su, andiamo.- sorride la mamma.
Papà mi guarda e sorride quasi in lacrime, per poi girarsi, seguito dalla mamma e uscire dalla stanza.
Guardo Lorenzo.
Mi guarda.
Stiamo così per circa dieci minuti.
Senza dire nulla a fissarci negli occhi.
Si avvicina lentamente a me, per poi lasciarmi un lungo e profondo bacio sulle labbra.
Cazzo quanto lo amo.
Dopo un po' si stacca.
-È stato orrendo Lore...- dico a testa bassa.
Mi guarda e sospira.
-È tutto passato- mi sorride e mi passa una mano tra i capelli disordinati -Ha detto il dottore che tra cinque giorni potrai tornare a casa.- mi dice sorridendo.
-Come mai cinque giorni? Non posso tornare oggi?- gli chiedo confuso.
-No, devono tenerti ancora un po' sotto controllo.- mi dice giocando con una ciocca dei miei capelli.
-Ah- dico, aspetto qualche secondo -ma quanto tempo sono stato in coma..?-
-Quasi un mese..- mi dice Lorenzo.
Rimaniamo zitti entrambi.
-Non posso credere che stavi per morire per colpa mia.- dice Lorenzo mentre delle lacrime minacciano di uscire dai suoi occhi.
-Hey..- gli prendo la mano -Non è stata colpa tua e poi... È tutto finito.- gli sorrido.
Mi sorride a sua volta.
-Non vedo l'ora di tornare a casa.- sorrido
-Non vedo l'ora di averti tutto per me.- ammette lui sorridendo.
Gli sorrido.
Passano alcuni minuti, minuti in cui accarezzo la sua mano, tra i suoi baci sulla mia fronte e i miei sorrisi.
-Lore..- dico io dopo un po'.
-Sì?- mi chiede lui.
-Potresti farmi un favore?-
-Tutto quello che vuoi, amore.- mi sorride.
-Potresti darmi il numero di Giulia?- chiedo tranquillo.
Il suo viso si scurisce, come se avessi chiesto chissà cosa.
-Se non vuoi... potresti almeno chiederle se può venire qui?- gli chiedo.
Annuisce.
-Dammi il tuo telefono, su.- mi dice sospirando.
Sorrido e glielo passo.
Segna il numero di Giulia sul mio telefono, per poi riconsegnarmi il mio cellulare.
-Grazie..- gli sorride.
-Per te farei qualunque cosa.- mi sorride.
-Ma... cosa devi fare?- mi chiede lui dopo un po'.
-Voglio solo parlarle di una cosa..-
Annuisce senza fare troppe domande.
Gli sorrido.
-Ti amo.- gli dico.
-Anch'io.- mi dice lui.
Si fa notte, Lorenzo se n'è andato da circa un'ora.
Gli ho detto di andare a dormire.
Lo vedevo stanco... ed anche un po' turbato.
Secondo me voleva sapere cosa volessi dire a Giulia...
Mi addormento dopo un po'.
Sono stanco.
Mi sveglio il mattino seguente con l'odore di cornetto al cioccolato, un cappuccino e un mazzo di rose.
Mi giro e vedo la testa di Lorenzo uscire poco sopra dal mazzo di rose.
Ridacchia e mi alzo.
Si, mi posso alzare, ieri sera sono venuti i dottori ed hanno staccato alcuni dei macchinari dal mio braccio, sono quasi autonomo ora.
Mi avvicino a lui e lo abbraccio.
-Tu sei pazzo!- dico.
Ridacchia.
-No, sono Lorenzo.- dice ridendo.
-Scemoo.- dico baciandolo e mettendogli le mani dietro il collo.
Mi bacia profondamente come non aveva mai fatto prima.
Sorrido e mi stacco.
-Come mai la colazione e questo mazzo di rose?- gli chiedo mangiando il cornetto.
Fa spallucce e mi sorride.
Sorrido, poi prendo il tovagliolo alzandolo vedo un cofanetto con un biglietto, c'è scritto: "il prossimo sarà d'oro" con su disegnato un cuore un po' storto.
Apro il cofanetto e c'è un bellissimo anello in argento.
-Oddio.- dico con la bocca schiusa.
Lorenzo mi guarda e sorride.
-Tu sei pazzo.- dico guardando l'anello quasi con gli occhi a cuoricini, e poi guardo lui.
Sorride.
È bellissimo.
-Vuoi essere ufficialmente il mio ragazzo?- mi chiede sorridendo.
-Oddio, si, certo che lo voglio.- mi alzo e gli lego le braccia dietro al collo.
Ci guardiamo negli occhi.
Poi lo bacio.
Un bacio pieno di passione.
Pieno di speranza che nulla possa andare più storto.
-Ti amo Lorenzo Ostuni.-
-Non ha nemmeno idea di quanto ti possa amare io, Stefano Lepri.-
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My Hero || Lorefano
FanfictionStefano un ragazzo di 19 anni, con problemi familiari e un'infanzia non molto semplice alle spalle. Fa uso di sostanze stupefacenti per stare in pace con se stesso e con il mondo. Per lui c'era solo una persona, che si allontanò per motivi familiari...
