Please - XVII CAPITOLO

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***LORENZO'S POV***

-Stefano, dobbiamo parlare..- dico con voce un misto tra freddo e preoccupato.

Si blocca, lo guardo.

-Lore... che è successo..? Che hai..?- vedo che quasi trema.
Ha paura.
Paura di me...

Mi mordo il labbro.
Cazzo.

-Lorenzo, dimmi che hai.- mi dice fissandomi negli occhi.

Non gli rispondo e mi si fanno gli occhi lucidi.
-Lorenzo?!- mi dice quasi con voce fredda.

***STEFANO'S POV***

Prende un gran respiro e  si asciugo le lacrime.
Lo guardo.
Inizio a mordermi il labbro.
Ho paura.

-Ste, Giulia è incinta.- dice atono.

Sento un vuoto dentro di me.
Come se il mondo mi crollasse addosso.

Non voglio più vedere nè parlare con nessuno.

Mi ha mentito ieri notte.
Ha detto che andava tutto bene.

Ha avuto il coraggio di tenermelo nascosto.
Chissà da quanto tempo lo sapeva lui.

Inizio a piangere, le lacrime scendono come le gocce di pioggia in un temporale in pieno inverno.
Sento mancarmi il respiro.
Non sopporto questa cosa.

Voglio scappare.

Lorenzo mi guarda con gli occhi pieni di lacrime mentre io sono crollato sedendomi sul divano.
Non ho nemmeno la voglia di guardarlo in faccia.
Io lo amavo...

-Stefano..- mi dice piangendo mentre cerca di sedersi accanto a me, ma io lo respinigo.
-Lorenzo, io ti amavo.- dico piangendo per poi alzarmi.

Vado verso la porta e la apro.
-Stefano, io ti amo.- urla prima che potessi chiudere la porta.
-Se mi avessi amato, non m'avresti trattato così, mentendomi.- dico freddo sbattendo la porta con violenza.

Corro per strada con le lacrime che scendono lungo il mio volto.
Non ce la faccio.

Devo andare a casa. Ora.

Corro.

Arrivo a casa.
C'è mia madre in cucina.

Cerco di non far vedere che piango e vado in camera mia.

Chiudo a chiave e crollo seduto a terra dietro la porta.

Proprio quando riesco a trovare una persona che tiene a me, una persona che mia ama tutto deve andare storto.

Io non ce la faccio.

Mi alzo e mi dirigo verso il mio cassetto.
Lo apro e vedo le dosi di eroina.

Menomale che c'è lei.
Lei c'è sempre.
Lei mi da conforto anche nei momenti peggiori.

***LORENZO'S POV***

Perchè?
Perchè tutte a me?

-PERCHÈ?!- urlo e tipo un calcio  a un pacchetto che era sul pavimento.

Io non ce la faccio.
Quella troia di Giulia.

Io la ammazzo.

Ora Stefano è chissà dove.
Non vuole vedermi.
Tantomeno parlarmi.

Ora lui mi odia.

Spero solo che non si droghi di nuovo... io lo amo.
Non sopporteri il fatto che lui possa cercare conforto in una sostanza nociva.
Non sopporto che si rifaccia del male per colpa mia.

Piango, piango tanto.
Se non la smetto potrei creare un oceano artificiale.

Ma a che serve piangere?

Non ci risolvo nulla.

Devo farmi forza e uscire di qui, parlare con Stefano.
Devo riuscire a farlo ragionare.

Io lo amo troppo per perderlo così.
A causa di un errore della natura.

Ormai quel bambino c'è.

Non si può fare nulla.

Devo andare da Stefano.

Prendo un gran respiro, vado in bagno, mi asciugo le lacrime che ancora mi rigavano il viso, prendo le chiavi ed esco di casa con gli occhi lucidi.

Mi metto in macchina e inizio a guidare.  Vado verso casa di Stefano, guido più veloce possibile.
Stavo per fare un incidente.

Arrivo sotto casa di Stefano.
Non ho il coraggio di bussare, i genitori di Stefano sono abbastanza severi, forse non sanno neanche che Stefano non è andato a scuola.
Come posso fare?

Mi faccio coraggio e busso.

Apre la madre di Stefano.
Mi guarda.
-Ciao Lorenzo.- mi dice.
-Emh... buongiorno... posso andare un attimo in camera di Stefano?- la guardo quasi supplicandola con lo sguardo.
-Mh, terza porta a destra al piano di sopra.- mi dice.
-Grazie mille..-

Salgo e busso alla camera di Stefano.
Busso ripetute volte.  Non risponde.
Sono sicuro che è lì. Non è andato a scuola, ne sono sicuro.

Decido di chiamarlo sul cellulare.
Il cellulare è in camera, ma non risponde.

-Stefano ti prego, aprimi, lasciami parlarti.-
Non risponde.
-Stefano apri o sarò costretto a sfondare la porta. Apri.-
Non risponde.
-Stefano, santodio apri.-
Non risponde.

Mi ha costretto.
Forzo la serratura e apro la porta.

Mi sento quasi svenire.
Mi manca quasi il respiro.

C'è Stefano a terra, con gli occhi chiusi, attorno a lui circa quindici siringhe vuote.

-Stefano ti prego.- dico piangendo e scuotendolo.
-Stefano perchè? Perché l'hai fatto?- piango, piango troppo.

Mi accascio su di lui, con la testa sul suo torace.
Le mie lacrime bagnano la sua maglietta.

-Ti prego Stefano, svegliati.-
-fallo per me Stefano. Per favore...- Piango.

My Hero || Lorefano La tua prossima ossessione. Scoprilo ora