Cap 10: Ssst!

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Sbattei le palpebre, ero sveglia. La luce che filtrava bruciava tutte le mie intenzioni di alzarmi, ma aspetta dov'ero?

Mi alzai di scatto, feci in tempo a tirarmi su l'asciugamano dal corpo, non avevo i vestiti. Ma che cazzo era successo? Strizzai gli occhi tentando di visualizzare il posto in cui mi trovavo, era la grotta. 
Spostai leggermente la coperta per controllare in che situazione mi trovassi, si ero proprio nuda. Feci scorrere le dita sulle mie gambe, notai dei lividi a forma di mani... mani grandi, tre volte la mia. Mi spinsi ancora più giù tra le mie gambe, toccai una sostanza melmosa tra di esse. 
Quando mi scoprii vidi il liquido bianco contornarmi, impallidii. Feci correre lo sguardo al mio fianco, c'era lui. Jake.

Coperto dalla mia stessa asciugamano. Notai i nostri vestiti sparpagliati di qua e di là.
Ma che cazzo avevamo combinato? Non ci eravamo mai spinti tanto oltre.
Erano sempre state solo coccole, abbraccia, ogni tanto qualche bacio sul collo. Ma mai fino a questo punto. Che diamine ci era preso?

Poi il liquido fra le mie gambe, non ci voleva molto a capire cosa fosse. 
Mi strinsi le braccia attorno alle cosce, chinai la testa e me la strinsi fra le mani. Avevamo usato il preservativo? 
Mi ricordo della nostra voglia, i baci, le nostre mani che si toccano, i tatuaggi, il piercing che si era divertito tanto a stuzzicare. Dio quello cambiava tutto!

Fissai Jake per qualche secondo poi decisi di agire. Allungai una mano verso lo zaino e presi le salviettine, che portavo sempre con me, e mi ripulii. Mi sporsi a prendere i vestiti e frettolosamente coprii tutto il mio corpo.
Raccolsi tutti i miei averi, lasciando le chiavi della macchina a Jake, non lo avrei lasciato a piedi. Controllai l'ora erano quasi le cinque, presi il sentiero che mi aveva insegnato Alec e dopo mezz'ora arrivai a casa.

Mentre camminavo non facevo altro che pensare a l'accaduto. Ci eravamo fatti coinvolgere dalla passione, non facevo sesso da tanto tempo. E la sera prima era stata fantastica, nonostante fossimo ubriachi non significava che fossimo stanchi. Lo avevamo fatto quattro volte.
Non avevo idea di come il mio corpo avesse fatto a trattenere il ritmo di Jake, anzi sembrava che entrambi facessimo fatica a trattenere il ritmo. C'era così tanta passione che non si capiva chi avesse le redini del gioco in mano. 
I nostri corpi in quelle volte non si erano mai staccati, ci toccavamo sempre. O lui era su di me o io su di lui, non importava.
Non era stato dedicato, quello si notava dai morsi e dai segni violacei su tutto il mio corpo. Ma Dio, mi era piaciuto.

Pensai a tutto in quella mezz'ora che passai a camminare, e uno dei pensieri che più mi ronzava nella testa era il dopo. Lo sapevo che avevo deciso io per entrambi, ma tanto mi sarei ritrovata tra le lacrime. Con lui che mi avrebbe spiegato che ci eravamo solo divertiti ed era stato un attimo, e io che come al solito ci sarei rimasta male. 
Ma le decisioni le sapevo prendere anche da sola, e quella delusa non sarei stata io. Era stata una notte, la più bella forse si, ma non mi sarei fermata lì. Non mi sarei fatta prendere dai rimpianti. 
Ci eravamo divertiti e anche tanto, ma lui avrebbe preso la sua strada e io la mia.

Io potevo vivere senza di lui. 

Quando arrivai a casa passai per l'entrata posteriore. Non volevo che nessuno sapesse cosa fosse accaduto la sera prima. Corsi nella mia stanza senza farmi sentire. Forse Log e Lia non erano ancora arrivati. 

Mi lavai insaponandomi per bene, nella mia testa sentivo ancora le mani di Jake scorrermi su tutto il corpo, i suoi ansimi, la sua rudezza, il suo sapore. Passai con più forza sui punti in cui si era soffermato maggiormente. 
Quando uscii dalla doccia le immagini di noi riecheggiavano ancora nella mia mente. Andai davanti all'armadio e mi infilai le mutandine di pizzo rosa con ancora addosso l'accappatoio. Lo feci cadere per terra e allungai la mano per prendere il reggiseno.

Pazza di luiLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora