Capitolo 5

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Io e Vaniglia sussultammo. L'allarme suonava solo nelle prove che facevamo durante l'anno,ma oggi non era segnato come giorno di prova e questo significava solo una cosa: erano arrivati!

Vaniglia- Cos'è?

Io- L'allarme! Dobbiamo correre fuori.

E così facemmo. Vaniglia attaccata al mio braccio tremava.

Io- Tesoro, tranquilla. Ci sono io e ce la caveremo, se non ci facciamo assalire dal panico.

Non ci credevo nemmeno io alle mie parole. Molti ragazzi erano già davanti alla preside, che cercava di calmarli.

Elisabeth- Ragazzi! Zitti vi prego. Stiamo subendo un attacco e dovete stare calmi. I più piccoli staranno in un posto sicuro. Quelli più grandi invece staranno sul campo di battaglia. Cercano una cosa e noi non dobbiamo fargliela prendere.

Ero io. La scuola era stata attaccata per colpa mia. Dovevo almeno cercare di proteggere i miei amici. Presi le solite armi, e uscì di nuovo fuori. La barriera che proteggeva la scuola stava cedendo e fuori mostri di ogni tipo. La barriera cedette e la battaglia cominciò. Subito una manticore mi si avventò contro e mi buttò per terra menando a destra e a manca il pungiglione da scorpione. Sguscai sotto di lei,mi rialzai,la avvolsi nel nastro e cadde a terra. Le puntai una freccia al petto e scoccai. Subito l'animale si dissolse in polvere. A qualche metro da me vedevo Vaniglia affrontare un lupo. Soffio qualcosa hai piedi del nemico e un rampicante lo intrappolò e dopo averlo stretto lo sgretolò. Dietro di me c'era un un centauro armato anche lui di arco. Cominciammo a combattere e  cavoli se era veloce su quei zoccoli.

Schivai le sue frecce, mi ricorda i di aver preso delle borraccie prima di uscire. Tastai i fianchi ed infatti eccole, feci uscire l'acqua e creai dei boomerang taglienti, li girai verso il centauro,li feci partire e lo centrarono in pieno.  La battaglia infuriava, vidi Elisabeth che combatteva contro due manticore. Mentre correvo verso di lei un' immagine mi passònella mente e seppi

cosa fare. Misi una freccia sulla schiena di una manticora che morì immediatamente ma l'altra era più dura, vidi la preside prendere un pugnale e guardare me. Capì, che dovevamo colpirlo insieme. Misi una freccia nel arco ed a un suo segno la scoccai. La manticora divenne subito polvere.

Elisabeth- Non se ne andranno finché non ti avranno o sarai morta.

Intanto con l'aiuto di Caleb mi era venuta un'idea.

Io- No, c'è un altro modo per temporeggiare, però qualcuno deve aiutarmi.

Lei chiamò alcuni alunni più forti e si mise a disposizione.

Io- Aprite tutti i rubinetti, le docce e anche la pompa della Vecchia Stalla. Spaccate anche qualche tubatura se necessario, ma mi serve più acqua possibile.

Elisabeth- Ve bene.

Un ragazzo- E le tubature poi come le ripariamo?

Elisabeth- I Figli degli artigiani non avranno problemi. Adesso andate.

Rimanemmo io e lei.

Io- Deve farmi segno quando avrò tutto l'occorrente a disposizione. E dopo deve solo fidarsi di me. Si fida?

Elisabeth- Sì, basta che proteggi i miei alunni e non ti faccia male.

Io- Sicuro.

Non ero per niente sicura però mi feci coraggio e dissi a me stessa di potercela fare. Imbocca le scale e salì fino al tetto. Da lì valutai la situazione. Erano in minoranza numerica e facilmente  distruttibili.  Chiamai Caleb dentro di me.

Io- Caleb? Aiutami, ti prego. Mi hai fatto vedere che hai già fatto una cosa del genere. Resta con me. Ho bisogno del tuo aiuto.

E dietro di me sentì la sua voce che rispondeva.

Caleb- Sempre bambina mia.

Appena mi girai lui non c'era, però lo sentivo vicino.

Abbassai lo sguardo ed Elisabeth mi diede l'OK. Portai le mani leggermente aperte vicino al cuore e chiamai l' acqua a me. Feci diventare una specie fontana la scuola. Una cerchio azzurro scaturì dalle mie mani e l'acqua vi pose attorno. Poi allargai il cerchio che mi circondò. Il cerchio si allargò ancora e ancora. Fino ad accerchiare la scuola. I mostri appena venivano in contatto con la bolla si disintegravano. Feci estendere lo scudo fino a dove vedevo quelle mostruose creature. Tutti gli allievi si erano girati verso di me. Un altro piccolo sforzo e mi sarei liberata di tutti i nemici. Ma l'acqua era finita e allora Caleb silenziosamente mi indicò una risorsa alternativa. Aumentai la potenza distruttiva della bolla e quando fui sicura di averli distrutti tutti ritirai lo scudo. Mi voltai ed alcuni allievi erano saliti sul tetto insieme ai professori. Mi sorrisero. Ero stremata. Cercai di sorridere,ma mi assalì il buio.
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Spazio autrice.
Cosa ne dite?? Noioso? avvincente? Ditemelo voi con un commento e magari un voto. Un magico saluto....e al prossimo capitolo!!

L' acqua della vita.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora