Capitolo 9

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Le arpie appena mi videro si fiondarono su di me. Aprì le borracce e feci uscire l'acqua. Le arpie intanto gracchiavano.

Arpie- Il capo felice. Noi portare ragazza a lui e lui dare noi cibo e territorio. Noi prendere te!

Io- Non credo proprio!

Plasmai l'acqua e le diedi la forma di punte di freccia. Poi presi le frecce, tolsi le punte d'acciaio e al loro posto misi quelle di acqua. Scocca i più frecce e molte arpie caddero giù. Altre urlavano, mi graffia vano le braccia e mi volavano attorno in cerchio. Ecco,un'idea geniale!

Io- Vani! Mi servono delle piante per stringerle tutte in un unica massa.

Vaniglia annuì, poi sollevò le mani, una massa  di rampicanti si levò da terra e quando lei chiuse le mani l'una tra l'altra tutte le arpie vennero intrappolate ancora urlanti.

Io- Vaniglia quando ti do il via devi creare un apertura nelle piante.

Con dell' altra acqua creai una bolla esplosiva.

Io- Via!

Nella rete di rampicanti si fece un buco ed io spinsi dentro la bolla.

Io- Chiudi! Chiudi!

L'apertura si chiuse ed i rampicanti esplosero. Rimisi l'acqua che non avevo usato nella borraccia, stavo sudando, presi anche il sudore, lo depurai e infilai anche quello dentro.

Io- Grazie per l'aiuto Vani.

Vani- Nulla. È stato un sollievo veder sparire quelle cose.

Alan- Keira! Sanguini! Questa ferita è molto prefonda.

David- Ci penso io. Mi servirebbe del disinfettante e....

Io- Aspetta Giaila dov'è?

Ci guardammo intorno e la vedemmo nascosta tra due alberi caduti. Mi venne in mente una cosa che mi aveva detto Giaila. Chiamai Caleb e dietro di me sentì un sospiro.

Caleb- Ho capito Keira, prova ad andare lì, magari è nascosto il tuo equilibrio. Ricorda che io sono sempre con te, piccola.

Io- Grazie Caleb, mi serve qualcuno che che mi stia accanto.

Mi avvicinai alla volpe.

Io- Giaila mi porteresti nella cascata di cui mi parlavi l'altro giorno?

Giaila- È lontano da qui. Molto lontano.

Io- Non importa, devi portarmi lì.

Giaila- Va bene.

Dissi ai miei compagni quello che pensavo, erano tutti d'accordo con me. Alan ripiegò lo scudo e lo infilò nello zaino. Salimmo sopra a Giaila.

Io- Facci strada bella!

Alan si strinse a me e sentì il suo profumo. Sapeva di ferro, legno. Il viaggio durò tanto ed a un certo punto mi addormentai sfinita. Quando mi risveglia i stavamo camminando su una collinetta, ma eravamo ancora circondati da bosco. Poi mi resi conto di non stare camminando ma di essere in braccio a Alan. Mi affretta i a scendere.

Io- Ehm grazie, Alan.

Fece un sorrisino imbarazzato e si allontanò, io raggiunsi Vaniglia.

Io- Cosa è successo?

Vani- Gli animali erano stanchi e ci siamo fermati. Perché?

Io- Vani! Dai lo sai cosa è successo?!?!!

Vani- Eh va bene. Quando siamo scesi tu dormivi, la tua volpe ha detto che poteva portarti lo stesso ma lui ha insistito dicendo che potevi cadere, farti male e ti ha portato in braccio. È comodo?

Io- Dai stupida!?!?!!

Le nostre chiacchiere si interruppero quando scivolammo giù dalla collina. Una sostanza melmosa ci trascinò giù mentre urlavamo disperati. Per fortuna atterammo in un cespuglio e non sul terreno.

Alan- Sistemiamoci qui, gli animali sono stanchi e anche noi. Questo cerchio di alberi ci proteggerà.

Io- Cerco qualche bacca commestibile mentre voi accendete il fuoco.

David- Dobbiamo curare quelle ferite. Si stanno infettando.

Alan- Ci penso io, ci allontaniamo così accendete un bel fuoco caldo.

Ci allontanammo un po', lui mi seguiva da dietro con delle bende e un del disinfettante.

Alan- Forza siediti Keira.

Io- Perché ti sei offerto tu? Poteva farlo anche David, lui è abituato a curare almeno superficialmente le ferite degli animali.

Alan- Ehm...io....ecco volevo lasciare i due piccioncini da soli per un po'!

Io- Bella mossa Figlio della guerra, ti credevo meno romantico.

Alan- Io non sono romantico.

Io- Come vuoi. Ahi, fai piano co quel coso!

Alan- Scusa. Figlia dell' acqua. Oddio, questo non è un semplice graffio, servirebbero dei punti di sutura. Altrimenti si infetterà, ti verrà la febbre e...

Io- Stai calmo Alan, respira. Ti mostro una cosa.

Presi dell' acqua della borraccia e curai la ferita come avevo fatto con Giaila. Lui mi guardò esterrefatto per tutto il tempo. Finito lui restò per un po' con la bocca aperta a fissarmi.

Alan- Come hai fatto a...?

Io- Uso la parte curativa dell' acqua e curo quello che c'è da curare. E smettila di fissarmi o ti butto su quel albero.

Si riscosse dal torpore.

Alan- OK, torniamo da Vaniglia e David.

Tornammo nel cerchio di alberi e si stavano baciando. Aspettammo che finissero e poi spuntammo come se niente fosse.

Io- Fatto! Tutte belle disinfettate.

Alan guardava il basso. Vaniglia si alzò.

Vani- Sentivo la vostra presenza dietro agli alberi. E sì, a me lui piace e a lui piaccio io.

Io- Benissimo!

Vani- Stanotte vorremmo dormire abbracciati, sai com'è...

Alan- Cioè io e Keira dobbiamo dormire sotto la stessa coperta?

David- Se è possibile...

Io- OK, Vani, solo per te.

Ci sistemammo al meglio, la sua  presenza mi confortava, e dopo poco sprofondai nel sonno.

L' acqua della vita.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora