Capitolo 4

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Io- Elisabeth ti prego. Dimmi che cosa vogliono dire queste visioni.

Elisabeth- Non lo so Keira. Ci sono cose che nemmeno io so spiegarmi ed una di queste sono le tue visioni. Ma già il fatto che tu in questo momento sia qui vuol dire che i discendenti di Minerva ed i loro alleati si stanno preparando alla rivincita.

Impallidì, io non avevo finito l'addestramento e poi la scuola sarebbe stata distrutta e..... La verità è che avevo paura e che stavo pensando da egoista.

Io- È per questo che sogno Caleb quasi ogni notte?

Elisabeth- Cosa? Perché non me lo  hai detto, subito?

Io- Non credevo che fosse importante.

Inspirò profondamente e mi guardò.

Elisabeth- Da quando fai questi sogni?

Io- Dalla primavera, mi pare.

Elisabeth- Oh no. I miei calcoli erano errati. Stanno per sferrare il loro attacco!

Le gambe le cedettero e si accasciò su una sedia lì vicino. Il viso era un misto tra preoccupato e impaurito.

Elisabeth- Keira, vai a mangiare, poi vi farò sapere cosa dobbiamo fare.

Ubbidì. Se la preside si era comportata in quel modo voleva dire solo una cosa. La faccenda era seria. Arrivata in mensa preferì sedermi in un tavolo da sola. I Figli della Musica suonavano e cantavano in un angolo, quelli della medicina si raccontavano le nuove scoperte, quelli dei fiori, tra cui Vaniglia, parlavano di come avevano curato le piante malate. L'atmosfera era come sempre molto gioiosa. Dovevo stare al gioco, finché Elisabeth non avrebbe detto loro tutto. Così dopo aver finito l'insalata, mi sedetti vicino a Vaniglia e David.

Van- Ciao! Perché non sei venuta subito qua?

Io- Ehm.. Avevo paura di vomitarvi addosso.

Risero tutti e non potei fare a meno di unirmi a quel coro. Poi dagli altoparlanti uscì la voce di Nick, il prof. di ginnastica.

Nick- Ragazzi, aspetto la le persone che tra un po' chiamerò, tra 10 minuti in palestra.

Nella lista, naturalmente c'ero io, David, Oleandro, Vaniglia. Albert, Alice e Noemi della musica e tutti i Figli della guerra. La voce negli altoparlanti, che si sentì dopo era di Lucy, l'infermiera e anche ottima insegnante di Medicina.

Lucy- Questi altri li aspetto in aula grande tra 15 min.

La folla di alunni cominciò a uscire dalla sala come pecore che vanno al pascolo. Mi ritrovai sommersa da ragazzi. Finalmente entrammo in palestra e la folla si aprì.

Nick- Benissimo, ora che siete tutti qui, vi dirò perché molti di voi si ritrovano ancora qui. Oggi impareremo...a volare.

Un mormorio sorpreso si levò dal gruppo e il professore li zittì con un fischio assordante.

Nick- Alice. Hai la mano alzata, devi dirmi qualcosa?

Alice- Ma... insomma... perché ci insegnate a volare così presto?

Alice aveva detto quello che in realtà ci chiedevamo tutti. Come mai così presto?

Nick- Domanda audace. I professori pensano che siccome siete molto bravi, vi impegnate e così volevamo premiarvi, visto che siamo anche avanti col programma.

Molti si rasserenarono, mentre altri,tra cui io, rimasero scettici. Imparare a volare? Serviva questo per scendere in campo per difendere i miei amici e la scuola? Bene, allora c'è l'avrei messa tutta.

Nick- Volare non è un vero e proprio potere. Ma saper sfruttare anche piccoli spifferi d'aria per alzarsi in volo sì.

Detto questo chiuse gli occhi e si alzò da terra, muovendo le mani verso il basso. Osservando attentamente sotto di lui c'era dei piccoli mulinelli d'aria.

Nick- Vedete? È come stare sulle parallele. Ci si tiene solo con le mani. Finché non avrete l'abilità per tenervi su anche controllando i piedi e l'equilibrio.

Scese giù e un silenzio irreale calò con lui.

Nick- Bene ora tutti sui tappeti morbidi e cominciate.

Le prime volte cademmo tutti,piano piano però qualcuno riuscì anche ad alzarsi e a fare un atterraggio morbido. Dopo due ore ci ero riuscita tre volte ed eravamo sporchi, sudati e stanchi. Almeno c'era la soddisfazione di esserci riusciti.

Vani- Forte vero??

Io- Sì è stupendo!!

David- Ragazzi è la cosa più divertente del mondo.

Oleandro- Il mondo gira da solo o sono io?

Tutti- Sei tu!!

E di nuovo a ridere.

Ad un certo punto mi sentì afferrare il braccio e venni trascinata in un corridoio secondario. Era il prof. Nick.

Io- Nick! Scusa che colpo.

Nick- Keira. Elisabeth ha detto che i nemici sono vicini e che tra poco arriveranno per cercare te.

Io- Lo so.

Nick- Impara a usare il grande dono che hai. Come faceva Caleb.

Solo in quel momento mi accorsi della somiglianza tra lui e il mio antenato.

Io- È un suo parente?

Nick- Come fai a...? Sì, era il mio bis-bis nonno. Tua madre ed io siamo fratelli.

Ero rimasta spiazzata.

Io- Cosa? Mia madre? Scusa ma devo andare, ho bisogno di riflettere.

Corsi via. Arrivai in camera e salutai Vaniglia.

Vani- Bella! Cosa hai fatto? Ti ho perso di vista.

Avevo appena aperto la bocca quando suonò l'allarme.

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