Capitolo 20

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Non era un sogno, piuttosto il mio corpo era stato proiettato in un altro posto. Ero un una stanza poco illuminata, appoggiati ad una parete parecchi tavoli coperti di armi e libri. Cercai di muovermi verso si essi e mi resi conto di essere incatenata e costretta a rimanere per terra. Le catene erano abbastanza lunghe da arrivare a metà stanza ma non ai tavoli. Da un angolo si levò una risata roca, dall'ombra sbucò un ragazzo dai capelli e gli occhi viola. Si avvicinò a me e mi squadrò a lungo.

Io- Cosa vuoi? Chi sei?

Ragazzo- Ma come? Nessuno mi ha presentato? Ma così non si fa! Sono Mortis.

Non l'avevo mai visto e mi stupì. Non sembrava un tipico cattivo, c'era qualcosa in lui  di...dolce. Comunque non mi potevo fidare di Mortis.

Mortis- Invece mi hanno molto parlato di te. Ti sono piaciuti i miei regali?

Io- Regali?! Li chiamate regali qui! Sei un pazzo! Hai ucciso mio zio, bruciato mezza foresta e in nessun caso ti sei degnato di farti vivo. Vigliacco! Ecco cosa sei!

Mortis- Vigliacco io? Mi fai morire dalle risate cucciola. Però sono un po offeso.

Gli ringhiai contro. Lo odiavo, pensava di poter fare quello che poteva per divertirsi?

Mortis- Sai perché ti ho fatto venire qui, dolcezza?

Io- No! Fammi tornare da Alan! Subito!

Mortis- Come siamo audaci. Adesso te lo spiego.

Tirò fuori un piccolo pugnale dalla fodera, si accovaciò di fronte a me e fissò i suoi occhi viola nei miei.

Mortis- Allora dolcezza vedi io ti volevo spiegare delle cose. Tipo anche tu parli con come si chiama? Ah giusto Caleb! Io con Minerva. Vedi noi siamo la rivincita. La prima volta avete vinto voi Figlioletti ora vinceremo noi! I Persecutori!

Io- No! Non lo permetterò. Non spazzerai via la mia famiglia.

Fece una risata profonda. Mise il pugnale sul mio braccio, lo fece scorrere fino alla mia guancia. Si fermo.

Mortis- Ai la pelle così delicata cuccioletta. Sembri una piccola barca in balia del mare. Fin troppo fragile.

Detto questo fece un lungo taglio sulla mia guancia. Faceva male, avevo voglia di urlare ma non potevo di fronte a lui.

Io- Ho ragione non hai coraggio. Dovresti liberarmi ed invece io sono in catene e disarmata.

Mortis- Smettila! Ho più coraggio di tutta la tua banda messa insieme!

Conficcò la lama sul mio braccio sinistro. Per fortuna era accecato dalla rabbia e non colpì troppo forte. Buttò la testa all'indietro e sbuffò.

Mortis- Scusami. Sai gli eserciti marciano verso di voi. Nessuno ci fermerà. Nemmeno tu stavolta.

Io- Perché fai tutto questo?

Un lampo  amaro gli attraversa gli occhi, ma è solo un attimo quindi penso di averlo immaginato.

Mortis- Per farvela pagare. Noi siamo stati perseguitati per molto tempo, Sugar non ci voleva nella scuola perché aveva ideali diversi. E noi cacciati dagli umani e condannatial rogo e alla morte. Adesso che avremmo noi il potere nulla sarà come prima. Vi puniremo, come voi avete fatto con noi.

Io- Non sei tu a parlare. Minerva ti ha detto queste cose. Non devi punire nessuno ma solo perdonare.

Ebbi un brivido e la stanza si fece meno vivida.

Mortis- Te ne stai andando. Allora ecco un altro piccolo ricordo dolcezza.

Mi straccia la maglietta con una spada lasciandomi una ferita profonda sul ventre e poi la stanza scompare.

Mi ritrovo su un letto con a fianco Alan e sua mamma, dall'altra parte del letto un uomo con Ginevra in braccio. Alan appena mi vede scoppia in lacrime.

Alan- Credevo di non poter più sentire la tua voce. Il tuo corpo era qui ma non tu.

Cerco di alzarmi ma mi fa male dappertutto. Alan mi aiuta a stendermi.

Alan- Papà devi chiamare qualcuno.

L'uomo quindi è il padre. Ha delle grosse mani callose ed è molto robusto.

Lily- Sì per favore Giorgio!

Giorgio- Vado da Marco. È un Figlio della medicina.

Alan lo guarda speranzoso e poi mi prende la mano. Lasciano tutti la stanza tranne io e lui. Mi da un bacio sulla fronte.

Io- Era Mortis.

Gli spiego tutto. I suoi occhi ardono di rabbia.

Alan- Gli faremo vedere. Ogni volta che ti colpiva noi vedevamo i segni comparire sul tuo corpo e alla fine la maglia stracciata! Ha davvero esagerato.

Tossisco e non posso fare a meno di vedere quanto si preoccupi per me e quanto sia bello.

Alan- Riposa amore mio. Marco è bravo, guarirai presto.

Io- Dopo mi insegnerai ad usare la spada?

Alan- Come vuoi. Mi metto vicino a te.

Si stende accanto a me e mi accarezza il viso. Dopo poco mi addormento.
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Spazio per me!!
Che ne dite? Vi è piaciuto Mortis? O era troppo duro? O pieno di insicurezze? Ditemelo con un commento e magari un voto. Un bacio!!!!

L' acqua della vita.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora