Capitolo 19

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Il portale ci fa uscire in un vicolo buio, dove io e Alan cadiamo malamente. Mi rialzo e mi spazzolo i vestiti pieni di polvere. Lui intanto controlla che non passi nessuno e mi fa segno di seguirlo. Dopo aver percorso molte stradine strette arriviamo alla strada principale, qui c'è molta più gente e Alan mi da la mano per non perdermi in mezzo alla folla. Molti si girano a guardarmi o sussurrano alle mie spalle. Alan mi guarda i capelli e poi mi fa entrare in un portone aperto.

Io- Dove siamo?

Alan- Roma la città più magica del mondo!

Avevo letto di questa città ma le descrizioni non rendevano giustizia. Più avanti, rispetto a noi, si ergeva maestoso il Colosseo.

Io- Magnifica.... perché proprio qui?

Alan- Lo scoprirai. Adesso pensiamo al tuo aspetto. È ora tocca a me usare i miei poteri.

Io- Devo avere paura?

Alan- No...la maglia con io mare va bene, i pantaloni no, sono troppo strani per essere umani. E i capelli danno troppo nel occhio.

Io- Ah andiamo bene....

Ride e poi chiude gli occhi e si concentra.

Alan- Camuffamento....

Di colpo mi ritrovo avvolta da una luce grigio perla. Mi sembra che non sia cambiato niente a parte i pantaloni, Alan mi porge uno specchio. I miei capelli sono biondo cenere e gli occhi marroni. Non mi riconosco più! Lui vede la mia espressione stravolta e fa un sorriso contagioso.

Alan- La magia finirà quando lo vorrò io. Sei bellissima anche così. Chi aveva i capelli così in famiglia? Di solito funziona per somiglianza.

Io- Mia mamma aveva i capelli biondo cenere. Comunque grazie. E ora dove andiamo?

Alan mi porse la mano, la presi.

Alan- Vieni con me.

Attraversammo il Colosseo e dopo aver camminato un altro un po arrivammo davanti ad una casa arancio e ci fermammo lì. Alan scavalcò la staccionata in ferro e mi invitò a seguirlo. Arrivò ad una porta bianca e suonò il campanello, da cui uscì una melodia molto bella e diversa rispetto a quelle che avevo sentito fino a quel momento. Venne ad aprirci una donna alta e molto magra. Aveva in mano un flauto traverso. Guardò Alan e lo immobilizzò in un abbraccio. Lui la abbracciò a sua volta. Poi si sciolse da quella stretta e arrivò la sorpresa.

Alan- Mamma lei è la mia ragazza Keira. Keira, mia mamma.

Io- Ehm...piacere. Keira.

Mamma di Alan- Piacere tutto mio, sono Lily. Oh ma accomodatevi.

Ci fece entrare. Alan si sistema su un grande divano scarlatto e io lo imitai. Ero molto nervosa e mi misi più lontano possibile da lui per non sembrare una gatta morta. Lei andò in cucina. Dopo diversi minuti si affaccia dalla porta.

Lily- Tesoro lei è di la che gioca.

Lui si alza all'improvviso, mi prende la mano e mi porta al piano di sopra. Si sente qualcuno che ride e colpisce qualcosa. Entriamo in una stanza e davanti a noi c'è una bambina identica a Alan. Lei lo vede, gli corre incontro e lui la prende in braccio. Lei gli da un bacio sulla guancia e lui in risposta le arruffa i capelli neri e lunghi. Guardo divertita la scena, e sento Caleb dietro di me.

Caleb- Non ho molto tempo. Nel mondo degli umani ho poche forze. Mortis sta cercando di comunicare con te e adesso le tue barriere mentali magiche sono più deboli. Sta attenta in qualunque modo si manifesterà sarà pericoloso. Sto svanendo. Mi raccomando Keira, ti voglio bene.

Alan la guarda e sorride felice.

Alan- Ginevra mi sei mancata molto. Sei cresciuta moltissimo.

Ginevra- Ho otto anni adesso. Lei chi è?

Io- Sono Keira.

Solo in quel momento Alan si rende conto che sono ancora camuffata. Schiocca le dita e tornai normale. Ginevra fece una faccia stupita. Aveva visto i miei capelli.

Alan- Scendi giù. Io devo dire una cosa a Keira.

Io- Mi devi dire un bel po di cose.

Alan- Sì è vero. Ma prima...

Si avvicina mi abbraccia e mi da un bacio appassionato.

Alan- Ora sono così felice che potrei anche. vendere felicità.

Io- Sì e allora una brutta notizia.

Gli raccontai cosa mi aveva detto Caleb.

Alan- Ti proteggero io. Sarò sempre accanto a te. Adesso però ti racconto tutto.

Mentre mi portava in camera sua caddi a terra colta dagli spasmi. La vista mi si annebbiò e poi finì nel mondo dei sogni.
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Spazio autrice
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