Quando aprì gli occhi vidi Alan e suo padre parlare con un uomo.
Alan- Allora Marco? Come sta Keira?
Marco, il Figlio della medicina.
Marco- Le ferite sono completamente rimarginate, ma il suo corpo è ancora debole per via del viaggio che glia hanno fatto fare. Vi direi di farla riposare, però vista la situazione è una richiesta impossibile. Almeno finché è qui niente sforzi.
Giorgio- Bene, grazie Marco.
Marco- È il mio lavoro. Arrivederci.
Mi alzai con fatica dal letto e raggiunsi Alan.
Alan- Keira! Potevi farti aiutare!
Io- Non ho mica 100 anni, so ancora camminare! Scusa non voglio sembrare maleducata ma sto letteralmente morendo di fame.
Giorgio- Nessun problema, andiamo giù, tua madre avrà preparato qualcosa di sicuro.
Scendemmo al piano di sotto, la tavola era apparecchiata e Lily e Ginevra stavano mettendo della buonissima pasta nei piatti. Ci sedemmo e cominciammo a mangiare.
Lily- E come vi siete conosciuti?
Alan- Mamma!
Io- È imbarazzante! OK, ero appena andata in biblioteca e stavo leggendo mentre camminavo, non ho visto Alan nemmeno lui ha visto me e siamo andati a sbattere.
Giorgio- Molto simile a noi. Noi dobbiamo andare da amici, fate i bravi voi due.
Uscirono con Ginevra e noi restammo soli.
Io- Mi insegni a usare la spada?
Alan- Andiamo a divertirci allora!
Mi fece strada e mi portò nel giardino sul retro. Tirò fuori la spada, me la mise in mano, si mise dietro di me e mi mise in posizione.
Alan- Devi allargare le gambe, sì così e adesso buttati in avanti. Va bene, ancora affondo! Affondo!
Gira un po il busto.
Mi mise le mani sulla vita, le sue mani calde mi fecero fremere al contatto. Con lui al mio fianco mi sento più sicuro. Giro la testa verso di lui.
Io- Non so come farei senza di te,morirei.
Alan- Non dirlo nemmeno.
Mi bacia a lungo, poi si stacca e mi accarezza il viso. La luna fa da testimone al nostro amore mentre noi ci stendiamo sull'erba mano nella mano e restiamo così finché non ci viene sonno e andiamo a dormire. La mattina dopo sua madre ci viene a svegliare.
Lily- Alan portala alla biblioteca, quella che sai tu e cercate ciò che dovete. Appena sapete qualcosa tornate qui. Dovete essere a scuola per domani.
Io- Perché?
Come risposta lei mi allunga un giornale. C'è scritto che la città vicino a scuola è stata evacuata perché tra meno di tre giorni l'esercito sarà lì. Mi tremano le gambe al solo pensiero.
Io- Sbrighiamoci allora. Alan portami lì.
Alan- Sì, è un po lontano, prenderemo la metro.
Uscimmo e dopo un po raggiungemmo una specie di "coso" di ferro che andava velocissimo.
Salimmo e ci sedemmo.
Alan- Abbiamo un po di tempo per noi. Cosa facciamo?
Io- Racconta della tua famiglia.
Fece un sospiro.
Alan- Mia madre ha perso i poteri. Era incinta di mia sorella e non so cosa sia successo, ci siamo svegliati e non ricordavamo nulla. Ci siamo dovuti trasferire qui perché quelli senza magia non possono vivere dall'altra del portale.
Io- Mi dispiace. E tuo padre?
Alan- Un Figlio degli artigiani. Ha fatto fatica a lasciare il suo lavoro ma adesso ha aperto un negozio tutto suo.
Io- Finiamo il terzo grado. Tua sorella ha i poteri? E Elisabeth quando ti ha portato a scuola?
Alan- Sì mia sorella è una Figlia della musica. E Elisabeth è venuta qui tre anni fa per un convegno su non so cosa, mi ha incontrato e mi ha portato a scuola. Finito?
Io- Sì scusa Alan.
Alan- Siamo arrivati.
Scendemmo.
Io- È il momento di vedere se riesco a trovare il mio equilibrio.
Alan- Ci sono io co te amore.
Io- Dillo di nuovo...
Alan- Amore!
Gli diedi un bacio sulla guancia e imboccammo le scale sotterranee.
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L' acqua della vita.
FantasyMi chiamo Keira ed ho dentro di me il potere dell' acqua. Frequento la scuola di Arti Magiche, insieme ad altri Figli: dei fiori, degli animali, della guerra e molti altri. Il mio potere è raro e speciale. Ma questo potere sarà un pericolo o una ben...
