Capitolo 11

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Io- Adesso sappiamo che c'è una taglia sulla nostra testa.

Alan- Ma non ci uccideranno, Mortis vuole avere questo piacere.

Io- Non lo avrà. Come mai ci avete messo così tanto ad arrivare?

Vani- Ehm...la foresta è grande...

David- L'importante è avervi trovati...giusto?

Io e Alan annuimmo ma poi lui mi sussurrò al orecchio.

Alan- O forse stavano troppo bene accoccolati sotto la coperta!

Ridacchiammo guardando quei due che si tenevano per mano. Facevano tenerezza, ed anche io volevo essere felice come lei. Ma questo non era il momento di pensare a me.

Io- Giaila dove e?

David- È dietro di noi.

Perché Giaila da quando eravamo partiti per la cascata stava sempre in disparte? Prima er a molto gioiosa invece adesso... le andai a parlare.

Io- Giaila! Cosa succede?

Giaila- È tutto a posto Keira, non ti devi preoccupare.

Io- Invece voglio preoccuparmi. Tu non sei più tu da quando ci stiamo dirigendo verso la cascata.

Giaila- È dove sono nata, e dove sono morta.

Io- Morta? Racconta forza.

Mentre camminavamo lei parlava.

Giaila- Come sai le volpi giganti al contrario di quelle normali viviamo in branchi. Mio padre era il capobranco. Mia madre era morta partorendo mi e mio padre mi trattava come se io fossi lei, ma non lo ero. Non riuscivo a stare con le altre femmine mentre loro andavano a caccia, e quasi sempre li seguivo. Dopo un po' di tempo io diventai più grande e forte,però mio padre morì. Al suo posto venne eletto capobranco una volpe che venne chiamato Jake. Lui mi considerava ina minaccia, per me invece andava bene,ma era ossessionato, qualunque cosa succedesse era colpa mia e tutto il branco dopo poco mi evitava. Una notte lui venne da me e cominciammo a lottare, io ero più forte ma Jake mi buttò giù dalla roccia con l'inganno. Disse a tutti che ero morta scivolando.

Io- Per tutti sarà un bel colpo vederti tornare al improvviso. Devi sapere che io starò sempre accanto a te.

Mi strofinò il muso sul mio collo.

Io- E adesso basta brutti pensieri volpe mia, d'accordo?

Giaila- Certamente, grazie.

Raggiungemmo gli altri insieme e io mi sentivo più leggera dentro.

Vani- Mancano dei km prima di arrivare al confine della foresta.

David- Quanto tempo a piedi?

Vani- Due giorni.

Io- No, non c'è tempo. Giaila devi portarci tu.

Salimmo sopra e Giaila partì a razzo. Il vento fischiava contro di noi, questa volta fu Alan ad addormentarsi, era appoggiato sopra la mia schiena e nel sonno canticchiava una canzone dolcissima, che mi fece capire quanto sotto l'espressione di quello che tiene sempre il controllo era un ragazzo dolce e con delle insicurezze. Giaila stava rallentando e si fermò. Stava scendendo la notte e così ci sistemammo per il meglio e accendemmo un fuoco come sempre. Dovevo togliere Alan da sopra la volpe. Gli misi le braccia attorno al mio collo e lo misi a terra sotto una coperta.

Io- Ragazzi?!? Problema, Alan non si scolla da me.

Vani e David si scambiarono uno sguardo divertito e cercaron di staccarmelo di dosso.

Vani- Basta è proprio incollato lì.

Io- Lasciate perdere. Non voglio svegliarlo.

Spensi il fuoco e mi infilai sotto la coperta con il Figlio della guerra abbracciato a me.

Alan- Keira.. s-e-i bell-issi-ma.

Avampai e chiusi gli occhi, ascoltandolo respirare. Una ventata di calore mi fece alzare di scatto.

Del fuoco stava bruciando un cespuglio, cercai di spegnerlo con l'acqua ma quello non si spegneva, anzi si estendeva. Sveglia i gli altri e insieme cercammo di risolvere il problema, ma niente, non si spegneva. Creai un'onda, il fuoco non cedeva. Ero terrorizzata! Non sapevo cosa fare.

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