Capitolo cinque

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Il viaggio durò più a lungo del previsto per tre ragioni principali. Camila dovette fermarsi minimo trenta volte a fare pipì, sostenendo di avere la vescica "volubile". Cosa significava? Solo Camila poteva capirlo. Secondo motivo fu che, sempre la cubana, dirigeva la rotta, ma più volte aveva sbagliato a leggere la cartina ed erano uscite fuori strada. Per ritornare sulla via esatta avevano chiesto ai passanti (non volendosi affidare alla tecnologia, perché entrambe convinte che avrebbe sminuito il loro viaggio) non più così sicure della capacità navigatoria di Camila
E l'ultimo movente fu la marijuana.

La cubana era sopraffatta dall'eccitazione, come la mattina di Natale. Non poteva aspettare ore a scartare i regali avendoceli sotto gli occhi. Lauren acconsentì a fumarla strada facendo, ma tu irremovibile sul fatto di doversi fermare almeno cinque ore prima di rimettersi alla guida, conscia dell'effetto che le recava.

Così uscirono temporaneamente dalla traiettoria prefissata per raggiungere Miami e si acquattarono nei pressi di Virginia Beach, in uno spiazzo isolato e sparuto di traffico.

Lauren le chiese di tenerle la cartina lunga. Era un compito facilissimo, ma Camila lo prese con inappuntabile serietà. Si sentiva utile, importante, ed estremamente euforica di aiutare ad assemblare una canna. Anche se non faceva praticamente niente, si sentiva comunque parte del lavoro.

«Bisogno girare il filtro di modo che formi una "s" interna, vedi? La carta deve avere una consistenza abbastanza spessa, perciò i biglietti dell'autobus o del cinema sono perfetti.» Lauren la istruiva man mano che foggiava elementi utili. Lo faceva con preziosa diligenza, divertendosi ad insegnare a Camila, ma con solerzia.

«Ho capito. Ecco perché Dinah ha sempre il portafoglio strabuzzante di vecchi biglietti già obliterarti.» Addusse Camila con un sorrisetto, scuotendo la testa davanti alla buffa immagine che le si proiettò davanti agli occhi.

Non sapeva immaginarsi la polinesiana intenta a fumare marijuana, l'idea la confondeva e la faceva ridere come il pensiero dei suoi genitori a letto.

«Già.» Ridacchiò Lauren, stupita che Camila scoprisse solo adesso l'uso secondario dei biglietti del bus.

Le affidò anche il filtro. Camila lo strinse con delicatezza, quasi impaurita di sciupare un'opera d'arte. Lauren le fece vedere come ridurre la marijuana a mano, sprovvista di grinder. Ogni volta che la corvina avvicinava la fiammella dell'accendino al grumo d'erba Camila strizzava gli occhi per il timore che si scottasse le dita. Avevano bisogno anche di una sigaretta, per aggiungere il tabacco alla sostanza. Fortunatamente Mike teneva un pacchetto di sigarette nel cruscotto della macchina. Non voleva che Clara sapesse che aveva ripreso a fumare, così lo teneva nascosto assieme ad una boccetta di deodorante che si aspergeva prima di rientrare a casa.

Lauren mischiò tutto sul palmo, poi chiese cortesemente a Camila di avvicinare la mano. Rovesciò la "mista" sul palmo dell'altra e le illustrò come fare per svasarla all'interno della cartina. La cubana tremava, ma non per la paura che qualcuno le cogliesse in flagrante a commettere un atto illegale... Era solo impaurita di sbagliare e rovinare il lavoro di Lauren. Quando la corvina le ebbe sistemato la cartina, Camila trasbordò la marijuana con un colpo secco, capovolgendo la mano.

Qualche granello mancò il bersaglio, ma Lauren le disse che aveva visto persone cavarsela molto peggio. Da lì in poi assunse nuovamente il comando e le fece vedere come girare la cartina, ricordandosi di aggiungere che la parte più difficile era quella di inserire gli angoli di carta trasparente dietro al filtro. Poi leccò la colla e la chiusa, mostrandola vittoriosa e orgogliosa a Camila che per qualche istante la contemplò affascinata, poi sollecitò Lauren ad accenderla.

Until TomorrowDove le storie prendono vita. Scoprilo ora