Più si avvicinavano alla loro meta, più si sentiva distintamente della musica. Erano diretti verso quello che sembrava l'unico edificio davvero imponente di quel quartiere: un enorme struttura a forma di cuore di un fucsia acceso con attorno una corona dorata.
«Accidenti, è proprio vero che sprizza femminilità da ogni mattone.» commentò Marinette, osservando l'edificio da cui proveniva la musica.
«Te l'avevo detto.» ghignò lui.
Finalmente arrivarono davanti all'ingresso della struttura, un'immensa arcata di un giallo accesso, decorata da un'edera di fiori profumati è completamente aperta.
«È meraviglioso!» esclamò entusiasta.
«Aspetta di vedere dentro...» disse il biondo, prendendola per mano ed entrando.
Proprio come aveva detto l'interno era ancora più sconvolgente dell'esterno. Il pavimento riprendeva lo stesso stile del viale del parco, mentre le pareti, di un rosa pallido erano quasi completamente ricoperte di decorazioni a forma di cuori e stelle oppure da rampicanti di rose di ogni colore. Tutte tranne quella di destra, che invece era in gran parte occupata da post-it, anch'essi di tanti colori diversi.
«Cosa sono quelli?» domandò, indicandoli.
«Sono i pensieri degli studenti di Filles Aller Aller.» disse una voce acuta e dolce alle loro spalle. Si voltarono entrambi, vedendo una ragazza, dai corti capelli biondi, e due grandi occhi azzurri e dolci; indossava un bel vestitino rosa, che finiva con una gonna a balze e lasciava le gambe scoperte e ai piedi portava un paio di ballerine dello stesso colore.
«Rose Lavillant, benvenuti.» si presentò, nuovamente con quella voce molto amichevole.
«Piacere, noi siamo...»
«Oh lo so chi siete. – rispose lei con un sorriso – Adrien Agreste e Marinette Dupain-Cheng, tutta Rainbow city parla di voi.»
«Ah...»
«Perciò vi iscrivete?» domandò la ragazza.
«Oh sì, siamo qui per questo! Non vediamo l'ora di cominciare.» disse il biondo con un sorriso, teneva ancora le dita strette attorno alla mano della ragazza, mentre dall'altro lato stringeva il manico del trolley.
«Beh, il bancone è lì! E poi potete andare ai piani superiori. Ci vediamo domani a lezione, sono sicura che il professor Ramier sarà contento di avere due nuovi allievi come voi.» dopo quell'affermazione se ne andò, quasi saltellando, come se stesse camminando sulle nuvole.
«Ehm, sono...»
«Se mi stai per chiedere se a Parc Citron sono tutti così, la risposta è sì. Carini, dolci, mostruosamente kitch ed estroversi oltre ogni dire.» l'anticipò il biondo.
Si diressero verso il bancone, presentandosi per l'iscrizione è compilando i moduli.
«Bene, ecco la chiave della vostra stanza!» disse la ragazza dai capelli scuri ricevendo i moduli compilati e firmati e dando in cambio una singola chiave con un enorme cuore rosa con sopra scritto il numero 22 da un lato e il nome della scuola dall'altro.
«No-nostra stanza... No, ci deve essere un errore... No-noi...» cercò di dire Marinette.
«Nessun errore signorina: tutte le stanze a Filles Aller Aller sono doppie. In fin dei conti Parc Citron è il quartiere più romantico di Rainbow city.»
Lei rimase con la bocca spalancata, nel tentativo di dire qualcosa che non le usciva proprio dalla bocca, mentre, paralizzata dal pensiero di dormire, di nuovo, altri due mesi con Adrien, le aveva mandato completamente in tilt il cervello.
«Andiamo Marinette, non è la fine del mondo, forza.» la incoraggiò il ragazzo, prendendola di nuovo per mano e trascinandola verso l'ascensore. Solo quando le porte in metallo si chiusero e lei si appoggiò a una delle pareti, con un gesto quasi di stanchezza, lui riprese a parlarle.
«Marinette, stai tranquilla. Ci siamo già passati no? Andrà tutto bene. Lo sai che non sono quel tipo di...»
L'ascensore aprì nuovamente le porte, mostrando il corridoio del primo piano, in cui vi era un gruppetto di ragazzi, che entrò all'interno. Non sembravano propensi a socializzare con loro, almeno non i quel momento, troppo intenti a chiacchierare tra di loro, ma per i due ragazzi fu abbastanza da sentirsi in imbarazzo e rimanere zitti fino al piano successivo, per chiedere poi solo permesso per uscire.
Arrivarono alla loro camera e non appena aprirono la porta ciò che videro li lasciò completamente sconvolti. Era una stanza enorme, con un grosso letto dalle coperte fucsia acceso nel mezzo, un grosso televisore al plasma proprio davanti, un piccolo piano bar sul lato, in cui si trovava ogni tipo di succo di frutta o bibita analcolica e infine dal lato opposto la porta per il bagno.
«È un...»
«...un letto matrimoniale...» continuò Adrien, questa volta anche lui si sentiva a disagio è un po' sconvolto; non che gli dispiacesse condividere il letto e le notti con Marinette, soprattutto dopo che aveva compreso i suoi sentimenti per lei, ma farlo quando lei era ancora insicura e indecisa lo innervosiva. Insomma non voleva forzarla e quello sicuramente era una grossa, enorme, forzatura a cui lui non aveva pensato. Anzi in realtà non lo sapeva proprio, insomma conosceva le storie che giravano di Parc Citron del fatto che fosse il posto perfetto per le coppiette innamorate e che avesse parecchi posti romantici, ma da lì a fare le camere della scuola di danza e musica una specie di nido d'amore.
«Marinette se vuoi, io...» tentò di dire, anche se non aveva in mente nessuna soluzione.
«No! – esclamò subito lei – Va... Va bene così...»
«Sei sicura?» domandò e lei emise un grosso sospiro, come se oltre a riempirsi i polmoni d'aria cercasse di riempirsi anche di coraggio.
«È ora che faccio i conti coi miei sentimenti... Non ti prometto che sarò subito la fi... fi... la ragazza perfetta, però...» lui fece un verso per zittirla, poi le diede un bacio sulla guancia.
«Abbiamo due mesi, my lady.» la rassicurò, con un sussurro che la fece rabbrividire.
STAI LEGGENDO
Idol Princess
FanfictionQuesta è Rainbow city, una delle più belle metropoli francesi, musicale e alla moda. Tutti coloro che vivono qui amano la danza e i vestiti. Tutti qui si stanno dando da fare per realizzare i propri sogni. E' arrivata un'altra ragazza amante della m...
