Connor's House, 5 Aprile
Ore 21.03
Connor giaceva immobile sul pavimento della cucina, in coma etilico. I capelli scompigliati e un accenno di barba gli davano un'aria stanca.
Mya si avvicinò al corpo inerme e colpì con il piede l'ennesima bottiglia di whiskey. Si accovacciò accanto al ragazzo e posò due dita sul suo collo, era caldo, al contrario delle dita di lei.
Poté constatare che respirava ancora, sospirò sollevata.
Gli mise un braccio sotto la schiena e con l'altra gli cinse il collo, tirò il corpo verso di sé, mettendolo seduto. Grigò per lo sforzo, Connor era più pesante di quanto sembrasse.
A fare quel movimento il capo si posò sul petto di Mya.
«Andiamo, Connor» iniziò a dargli piccoli schiaffetti sulle guance nel tentativo di farlo svegliare.
Non funzionò, provò a mettere più forza negli schiaffi. «Connor, svegliati!»
Nulla.
Doveva tirargli fuori tutto l'alcol ingerito.
Tenne fermo Connor e si alzò posizionandosi dietro di lui.
Gli mise le braccia sotto le ascelle e fece forza. «Andiamo!» grugnì.
Tirò su Connor con forza che non credeva di avere.
Prese il braccio destro di lui e se lo mise attorno al collo, gran parte del suo peso le finì addosso.
Le passò per la mente di portarlo in bagno, ma non sapeva dove fosse e non aveva così tanta forza da scorrazzarlo in giro per casa.
Optò per il lavello della cucina.
Provò a dargli altri schiaffetti. «Forza, Connor.»
Questa volta da parte sua ricevette un piccolo verso stanco.
Fece tre passi per arrivare al lavello e poggiò Connor contro il marmo, gli piegò il busto in modo tale che la testa fosse completamente nel lavello.
«Cristo» imprecò disgustata da ciò che stava per fare.
Gli mise una mano sulla fronte per tenerlo fermo e con le dita dell'altra mano cercò di aprirgli la bocca. Le labbra erano carnose, calde e screpolate al tatto. Le dita toccarono i denti che erano sigillati, riuscì a fargli aprire la bocca e gli infilò due dita in gola.
In men che non si dica, Connor spalancò gli occhi, le iridi si fecero piccole, gli occhi castani circondati da piccole vene rosse.
Vomitò nel lavello, e anche sulla mano di Mya. Il liquido marrone si riversò fuori dal corpo di Connor come una cascata. Lui era mosso dagli spasmi ma lei continuava a tenerlo fermo dalla fronte.
La vena del collo gli si ingrossò dallo sforzo, la fronte divenne più rossa.
«Butta fuori tutto, Connor.»
Gli mise nuovamente le dita in gola. Altro vomito.
Non sa per quanto andarono avanti così, lui rigettava tutto e pregava al cielo di smetterla, lei a sostenergli il capo.
Finalmente smise di vomitare, scostò Mya, allontanandola e crollò per terra, nello stesso punto in cui lei lo aveva trovato svenuto. Aveva il fiato corto e l'aria esausta. Le labbra erano bagnate dai liquidi rimessi, sembrava tremasse.
Spostò lo sguardò su Mya, freddo.
«Che cazzo ci fai qui?» biascicò.
Non c'è di che, Connor.
Lei era poggiata alla cucina, le braccia incrociate a osservare il suo collega dall'alto. A vederlo ridursi uno schifo.
«Non rispondevi alle mie chiamate.»
«Forse perché non voglio parlarti!» sputò velenoso.
«Ma perché?!» si avvicinò a lui alzando le braccia in aria. «Non ti ho fatto niente, Connor. Ti ho sempre assecondato per ogni cosa, sono sempre stata zitta a subirmi le tue inutili urla e ora fai anche l'incazzato, cosa c'è che non va?!»
«Io non vado!» urlò, quella voce riempì ogni centimetro della casa entrando sin dentro le ossa di Mya.
Col viso nero di rabbia, Connor si alzò da terra andando verso di lei fino a quando si ritrovarono distanti solo qualche centimetro.
Da quella distanza poté sentire l'odore di alcol e fumo che emanavano i suoi vestiti. Gli occhi più rossi dalla rabbia che dall'alcol la linciavano facendole quasi del male.
Non guardarmi così.
«Sto facendo un errore dietro l'altro, io non..» si passò le mani sul viso, frustrato
«Non mi riconosco più, non connetto più!»
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Sugarcoat
AçãoDetroit, 2016. Mya Price, un'agente di polizia di Detroit con un'infanzia che preferirebbe tener nascosta al mondo, si ritroverà a lavorare a un caso che sta preoccupando l'intera città. Al suo fianco, l'astuto e premiato Connor Hill che, dopo la st...
