Hunter's pov
"hey piccola!" rispondo alla chiamata di Veronica ma tutto quello che riesco a sentire è un tonfo"Pronto, pronto" urlo dopo un po sento la voce di Lea "qui ci sono le sue borse e guarda il telefono è per terra, ma lei dov'è?" dice lea.
Cosa significa? Dov'è finita?? Spengo la chiamata e richiamo così si accorgono e rispondono.
"H-hunter non so dov'è finita Veronica, n-noi siamo entrate a prendere il gelato mentre lei ci ha detto di aspettare qua fuori. Non sappiamo c-cosa è successo." dice Lea fra le lacrime.
"Non lo so neanche io, l'ho chiamata, ma dopo che mi ha risposto ho sentito un tonfo e poi tu che parlavi. Senti non so cosa sta succedendo, ma voi rimanete ancora un po li, cercatela non so, io intanto lo dico a suo padre."
"okay, f-fai veloce" dice Lea e spengo la chiamata.
Veronica's pov
Apro gli occhi di scatto, non so dove mi trovo, davanti a me c'è il buio totale. Sono seduta su qualcosa di comodo che forse è un letto, una mia mano è incatenata in uno spigolo del letto, l' altra è libera. Cerco di capire dove mi trovo ma è impossibile. Inizio a urlare "Mamma, papà, Hunter" ma ovviamente non risponde nessuno, cerco di liberare la mia mano ma è impossibile. Dopo non so quanto sento una porta aprirsi e la luce si accende, e finalmente posso vedere dove mi trovo.
"Beh, non parli?" dice un signore che è entrato.
Indossa un costume elegante...e non sembra una persona che rapisce le persone, ma non si deve mai giudicare un libro dalla copertina, giusto?
"1.Che cazzo ci faccio qui? 2.Dove cazzo sono? 3.Tu chi cazzo sei?" dico guardandolo male.
"Signorina modera il linguaggio, sei qui per diversi motivi. Ieri tua madre ,quella adottiva, vi ha riempito la testa dicendo che tuo padre biologico è un drogato, uno messo male e che ti cerca per farti del male. Beh tutto questo è sbagliato, come vedi ho soldi, non mi drogo da tantissimi anni e mi sono pentito di aver lasciato tua madre in quelle condizioni. Non si meritava niente di tutto quello che le ho fatto, sono stato 5 anni in prigione e dopo uscito da li sono cambiato. Sono andato da mio zio e da li ho iniziato a lavorare e ora sono qui ricco e con la mia azienda."
"A me non interessa niente di questo, sei mio padre? Beh, non importa, non te ne dovevi andare dall'inizio. Tu e mamma ci avete abbandonati, e tu la picchiavi, non perché ora hai qualche soldo in più e sei cambiato vuol dire che puoi tornare nella mia vita. Queste cose potevi dirmele a casa mia, davanti i miei genitori, non così. E incatenata pure,liberami adesso" urlo io.
"Secondo te se venivo a casa tua per parlare con te mi davano il permesso?" dice lui.
"Non lo so, intanto mamma non ha fatto niente di tutto questo, mi hanno direttamente detto tutta la verità."
"Veronica, cercano di allontanarmi da te, tua mamma adottiva ha paura che tu venissi a vivere con me e scoprissi la verità."
"non gliene fregava niente di me... a lei frega solo di se stessa"
"si invece" si alza e prende una chiave dalla sua tasca e mi libera dalle manette.
"Veronica, mi mancate tantissimo, tu e Alex. So che per ora tuo padre adottivo sta facendo un buon lavoro crescendoti, e prendendosi cura di te. Ma io voglio che voi torniate a vivere con me. Tu, Alex e io di nuovo insieme. Tua mamma adottiva è pure con me adesso, puoi tornare a vivere con noi. Scusami so che questo non è il modo di dirtelo,ma non avevo nessun altra soluzione. Sciuramente non ti avrei mai fatto del male."
"Te lo dimentichi. Io non vengo a vivere con te, voglio stare con mamma e papà"
"Ma sono io tuo padre!"
STAI LEGGENDO
My enemy// Hunter Rowland
FanfictionLa storia di una sedicenne che, per colpa del divorzio dei genitori, è costretta a vivere col padre in America. La cosa peggiore è che in quella casa c'è una persona che lei non sopporta. Ne vivrà tante di avventure e capirà molte cose stando con il...
