01

901 55 11
                                        

Byun Baekhyun non era un ragazzo modello, si sarebbe potuto definire l'esatto opposto. Nonostante non fosse mai stato un bambino cattivo - non disobbediva ai suoi genitori e non si comportava male - questo suo atteggiamento benevolo scomparve totalmente non appena una delle sue tante certezze, la più importante che aveva, si frantumò sotto ai suoi occhi. Tutto ciò che conosceva era sparito, la sua casa, quella dove aveva vissuto fin dal suo primo giorno di vita, non c'era più. I suoi amici non c'erano più, i suoi familiari erano lontani, la scuola era diversa ed estenuante, i nuovi compagni erano cattivi con lui e Baekhyun finì per odiare terribilmente la sua vita. Continuava a chiedersi come avevano potuto, le persone che avrebbero dovuto amarlo più di ogni altra cosa al mondo, rovinare tutto e farlo sentire in quel modo. Crescendo cambiò, fece un sacco di scelte sbagliate e nessuno era lì a rimproverarlo come invece facevano quando era un bambino, era totalmente solo e ciò influì negativamente sulla sua persona.

Anche quel lunedì mattina se ne stava per le sue, sdraiato su un muretto, con le gambe che penzolavano e un mozzicone di sigaretta ormai spenta tra le dita. Tra i tanti schiamazzi dei ragazzi riuscì a udire il suono della campanella, doveva davvero alzarsi e andare in classe, ma non ne aveva voglia. "Scemo." riuscì solo a sentire quella parola, poi il suo corpo reagì automaticamente non appena Yixing, il suo migliore amico, fece schioccare le dita contro la sua fronte, i suoi occhi si chiusero e lui si sorprese. "Vieni in classe, abbiamo la verifica di matematica."

Baekhyun lo riconobbe subito. "Grazie, mi hai appena dato un ottimo motivo per restare qui."

"Non dire cazzate, quello vuole bocciarti, vedi di comportarti bene perché dobbiamo finire la scuola quest'anno io e te!" esclamò, poi gli afferrò il braccio e lo fece scendere dal muro. "E dopo abbiamo da fare, Jongin è furioso."

"Che cosa è successo ora?" domandò. Jongin era il capo del suo gruppo, proveniva da una famiglia molto ricca e suo padre era un uomo importante, per cui tutti gli portavano rispetto - e quando ciò non accadeva, lui era pronto a cambiare le cose. Essere suoi amici era considerato una specie di privilegio perché non era un tipo per niente socievole, nonostante ciò era sempre il primo ad organizzare eventi e feste, che tutti amavano e alle quali volevano partecipare. A Baekhyun non andava molto a genio ma mettersi contro di lui o abbandonarlo senza motivo avrebbe significato dichiarargli guerra o qualcosa del genere, e non aveva affatto voglia di rovinarsi la reputazione. Inoltre era nel suo gruppo da anni e non gli aveva mai causato gravi problemi, avevano entrambi una storia complicata alle spalle e lo capiva, per cui un po' gli voleva bene. Più che altro, non si sentiva nella posizione di giudicarlo.

"Ha detto che deve picchiare qualcuno." rispose. Baekhyun se lo immaginava, decisamente, il motivo non lo conosceva ma sapeva che se Jongin era arrivato a tanto, allora quella persona lo aveva davvero scocciato. Di solito non reagiva in maniera violenta, le volte in cui lo faceva erano per motivi a suo avviso seri.

"Se è solo una persona perché dobbiamo andare anche noi?" domandò, odiava quel genere di cose. Sapeva che non si sarebbero messi nei guai, ma aveva degli impegni. "Come minimo avrà parlato male di lui o di Sharon, poverina, non conosce davvero Jongin - chissà perché ci sta insieme, è un tale coglione." poteva sembrare che Baekhyun ce l'avesse con lui, ma non era così, solo - in quel periodo ignorava totalmente i loro amici vista la nuova ragazza che si era trovato, e aveva sempre odiato quel suo comportamento, diventava così ogni volta che si fidanzava. Sebbene loro fossero lì per lui ogni qualvolta ne avesse bisogno, dall'altra parte non era la stessa cosa, e quell'atteggiamento non gli piaceva. Non poteva portarsi la sua ragazza dietro visto che era ciò che già faceva ventiquattro ore su ventiquattro? No, aveva bisogno di loro per il lavoro sporco, era una bella seccatura.

Yixing lo zittì, poi gli indicò qualcuno. Jongin e la sua fidanzata erano a pochi passi da loro, se ne stavano amorevolmente abbracciati e camminavano per il corridoio, verso la loro classe. Bello schifo. "Quello ci ha provato con lei nonostante Jongin gli avesse già detto tante volte di smetterla, se l'è proprio cercata. Non ci sarà il suo gruppo ma Jongin ci ha chiesto di fargli compagnia, e poi sai che siamo i suoi preferiti."

"Gli altri non volevano mettersi in mezzo a roba del genere, vero?"

Le cinque ore passarono in fretta, stranamente. La casa di Baekhyun era molto vicina alla sua scuola, così come quella di Yixing e Jongin, forse quest'ultimo era tanto preso da loro due per questo motivo, erano sempre vicini a lui, anche quando non erano insieme gli bastava poco per mettersi d'accordo e vedersi e, in situazioni del genere, la cosa gli giovava. I tre si erano riuniti e Jongin faceva da guida. "Dobbiamo vederci al parco." rispose, attraversando la strada senza guardare né a destra né a sinistra, guadagnandosi un paio di insulti da parte dei guidatori. "Ad ogni modo, dopo sono impegnato con la mia fidanzata quindi non tratteniamoci troppo."

"Lei sarebbe felice se sapesse cosa stai per fare?" domandò Baekhyun, il ragazzo si fermò e si voltò, poi lo fissò dritto negli occhi.

"Ieri sera hai visto come quel pezzo di merda e i suoi amici l'hanno trattata?" chiese. "No, per cui agisci e basta."

In pratica pensava solo a quella tizia che conosceva da tre mesi e non ai suoi amici, che gli avevano salvato il culo per anni. Non sapeva cosa loro le avessero fatto, non voleva assolutamente sottovalutare la situazione, ma era confuso. "Yixing aveva detto che noi non avremmo avuto problemi -."

"Infatti sarà da solo perché crede che io voglia risolvere a parole, ma naturalmente non mi conosce, voi statene fuori." non appena indicò il ragazzo in questione, Baekhyun rimase di stucco. Era alto quasi quanto Jongin, ma era molto più muscoloso. Il colmo sarebbe stato vedere Jongin finire pestato per mano di quel gigante, sapeva che non sarebbe accaduto, ma il solo pensiero di dover difendere il suo amico per evitarlo lo metteva sotto pressione. Si avvicinarono a lui che nel frattempo li aveva già visti, il ragazzo posò il cellulare e si alzò dalla panchina.

Nel corso degli anni Baekhyun aveva capito un paio cose, la prima era che la violenza non era mai la soluzione giusta, la seconda era che arrivati a un certo punto era l'unico modo per far imparare la lezione a qualcuno. Di base questo pensiero era sbagliato e incoerente, ma a lui non importava. Non era il tipo di ragazzo sempre violento e che picchiava tutti, ma ogni tanto gli serviva diventare così, per questo motivo non aveva neanche provato a far ragionare Jongin o a fermarlo, non gli interessava più di tanto di aiutarlo a tenere pulita la sua coscienza, tanto meno aveva voglia di riflettere su se stesso.

"Perché tutta questa gente?" domandò il ragazzo, porgendogli la mano. Jongin non la guardò neanche e continuò a tenere le sue in tasca, poi sollevò lo sguardo.

"Tranquillo, non infieriranno. Sai come mi chiamo?"

"Che cosa c'entra?" chiese, dando un'occhiata a Baekhyun e a Yixing, si rivolse poi a quest'ultimo. "Hey, ti ho visto in giro un paio di volte, sei amico di Huang Zitao?"

"Si, noi ci conosciamo da quando eravamo piccoli!" rispose entusiasta. "Come fai a conoscerlo? Andate in classe insieme?"

"Yixing, ma che cazzo." lo interruppe Jongin. "Non parlare."

"Come sei prepotente." ridacchiò il ragazzo, Baekhyun si portò una mano sulla fronte, quel tizio non sapeva in cosa si stava cacciando e poteva solo immaginare quanta rabbia repressa avesse Jongin all'interno del suo corpo. "Ti chiami Jongin, e quindi?"

"Davanti ai tuoi amici non ti rivolgevi a me con questo appellativo, te lo sei dimenticato?"

"Capisco dove stai andando a parare ma credo ci sia stato un enorme malinteso, lasciami spiegare." annuì, cominciando a camminare verso la sua sinistra, lì si trovava Baekhyun. "Piacere, Chanyeol." disse, sorridendo e porgendogli la mano. "Credi che il tuo amico sia a conoscenza del fatto che io abbia il coraggio di chiamarlo coglione anche ora? Davanti a lui? Perché visto il suo atteggiamento ne sono ancora più certo di prima, è un vero e proprio coglione."

Quasi non riuscì neanche a finire la frase che Jongin si accanì su di lui, a quel punto Baekhyun e Yixing si guardarono. "Ha avuto proprio un gran coraggio a parlargli in questo modo." ridacchiò il cinese. "Hai da fare dopo? Un mio amico mi ha appena scritto di vederci per cui mangeremo insieme un'altra volta io e te."

"Fa niente, tornerò a casa non appena Jongin deciderà di smetterla." rispose Baekhyun. "Credo che qui non ci saranno problemi."

"Allora posso anche andare." disse, guardando i due ragazzi che si prendevano a pugni a vicenda, poggiò una mano sulla spalla del più basso e lo salutò. "Goditi lo spettacolo, suppongo. Ciao Baek." e così una volta essersi assicurato che non ci fossero problemi di numeri, Yixing si allontanò.

blame - chanbaekDove le storie prendono vita. Scoprilo ora