Tic tac l’ora é suonata
I rintocchi dell’orologio svegliano l’uomo, una fitta al cuore, cerca invano di chiamare sua moglie. Si trascina in camera delle figlie trovandole vuote a quell’ora di notte.
Ansimante e impaurito arriva in bagno, si sciacqua il viso, un’altra fitta al cuore.
Afferra forte il lavandino con entrambe le mani, si guarda allo specchio.
“Tic tac l’ora é suonata” una voce dall’ angolo scuro del bagno continua la sua nenia
“Tic tac l’ora é suonata”
“É presto, é presto” digrigna i denti l’uomo allo specchio.
“Tic tac, venti anni era il contratto che hai firmato”
“No, ancora ho tanti progetti…”
“Tic. tac. 20 anni fa una moglie mi hai chiesto, dura la lotta con tua cognata che mi aveva visto appollaiato sulla tua spalla, ma piccina era, chi le dava retta?
Ho bisbigliato nell’orecchio benessere e ricchezza nell’orecchio di una ragazza che non ci pensò due volte e in meno di un anno fu tua…”
“É presto!” digrigna i denti l’uomo allo specchio.
“cinque figli ti ho dato, una villa e una moglie e un’amante”
“È presto…” la fitta al cuore sempre più forte
“Ti ho spianato la strada, per fare dimenticare a tua moglie la famiglia d’origine, che si é alimentata di lusso e divenne ingorda di abbondanti pasti, si é dimenticata della palestra, vive per la tua famiglia e quando attaccasti i suoi genitori, buttandogli in strada come degli stracci vecchi dopo la nascita della tua prima figlia, le chiusi la bocca…”
“Chi voleva quei mendicanti, lei è solo mia” digrigna i denti l’uomo allo specchio.
“Che pensavi di fare andando al capezzale di tuo suocero?che spettacolo inscenasti, addirittura le lacrime! Ciliegina sulla torta lo chiamasti: papà. Ho applaudito per la tua performance di attore in ascesa.
Credevi sul serio che con quella scenetta strappavo il nostro contratto? Anche lì tua cognata grande ormai, mi vide appollaiato sulla tua spalla e che scatto d’ira! Mi sono congratulato con il suo angelo custode, perché se non fosse per lui, seduta stante ti avrei ammazzato e preso lei per renderle onori”
“Perché non l’hai fatto? Perché non mi hai ucciso?”
“Troppo facile…”
L’uomo urla il nome di sua moglie e dei suoi figli, non riesce a staccarsi dal lavandino.
“Urla tanto nessuno ti sente. Tua moglie era a battersi il petto davanti la tomba del padre. Presa! I tuoi figli vediamo quelli che hai fatto con tua moglie...vediamo si uno é un angolo a drogarsi perché non vi sopporta più come genitori, il secondo é con tua suocera. Hai fatto tanto per allontanarlo ma niente lui non mi ha ascoltato” dice la voce ridendo
“Mia figlia dov’è?”
“A letto con il suo fratellastro”
L’uomo perde l’equilibrio e sbatte il cranio contro il lavandino.
“Tic tac l’ora é arrivata”
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Pensieri fugaci
Poetryi pensieri fugaci sono quei discorsi che fai con te stessa più che altro, mentre cucini o cammini sotto la pioggia. non vuoi perderli allora è bello poter trascriverli quando sei presa da questo raptus di follia mentale.
