Entri a scuola e ti trascini verso l'aula dove avevi lezione. Eri davvero stanca e volevi solo tornare a casa a dormire sul tuo comodo letto ma non potevi.
Incontri per strada Bambam e subito ti saluta con un sorriso e tu ricambi. Entri in classe stranita e ti siedi al tuo posto pensando a cosa gli sia successo.
Bambam è uno dei bulli peggiori della scuola. Quello che fin dalle elementari ti ha preso di mira commentando ogni tuo difetto.
Quello che ti rubava la merenda e quello che ti rovesciava la terra in testa mentre giocavate fuori all'aperto.
Anche se non sei più in classe con lui lo trovi sempre tra i corridoi e non perdeva l'occasione di farti fare una figuraccia davanti ai compagni facendo scoppiare tutti a ridere. Perdeva perché non lo fa più.
E anche se non era l'unico a prenderti in giro era l'unico che ti feriva veramente.
Ricordi ancora quell'anno in cui lui non c'era e vivevi "da favola": gli altri ti prendevano ancora in giro ma non ti sentivi ferita.
È proprio da quando è tornato dal suo bel viaggio che ha iniziato ad essere strano.
Lo hai beccato diverse volte stringere i pugni e non ridere durante uno scherzo che gli altri ti facevano.
Lo trovi quasi dappertutto: dal bar alla biblioteca. Però lì si limitava a tirare frecciatine. Ha smesso di farti scherzi e una volta ti ha pure consigliato di cambiare strada in modo da evitare i bulli... ma tu non l'hai ascoltato e ti ha dovuto salvare il culo.
È da quando è tornato da quel viaggio che non ti prende in giro, che ti aiuta a portare quell'enorme pila di libri, che ti scrive messaggi dolci e battutine che ti fanno ridere.
Suona la campanella della merenda ed esci dalla classe per dirigenti verso il bagno. Cerchi di non sbattere contro qualcuno dato che oggi hai la testa tra le nuvole... da quando quel giorno vi siete visti al parco non fai che pensare a lui.
Sei su una panchina di un parco con le lacrime agli occhi.
Perché? Perché è successo a te? Continui a pensare che quella volta che sei nata i tuoi genitori abbiano sbagliato qualcosa.
«PERCHÈ MI AVETE PORTATO VIA LA COSA A CUI TENEVO DI PIÙ» urli senza neanche pensarci. Torni a piangere sulla panchina.
Tuo padre, una delle persone a cui volevi un mondo di bene, se ne era andato.
Sei arrabbiata perché ti ha lasciato sola e al contempo senti un vuoto dentro.
I ricordi con lui riafforano secondo dopo secondo e ogni volta scendono una valanga di lacrime.
Senti dei passi avvicinarsi sempre di più ma non ci fai caso: non è giornata per nascondersi da tutti.
«Hey t/n» senti dire da lui. Perché proprio lui ti chiedi. Avresti preferito incontrare un elefante con il ciclo. Non sei nelle condizioni per vedere un essere umano soprattutto se è lui: sai che è cambiato ma oggi non è giornata.
«Non sono in vena di sentire battutine da bambini su come sono vestita o su in che condizione sono i miei capelli quindi vattene» dici cercando di non mostrare che stai piangendo ma il tuo corpo non lo inganna. Si vede che stai male.
Lui, senza ascoltarti, si avvicina e appoggia un braccio sulle tue spalle che ti fa sussultare. Ma non vuoi toglierlo... ti senti sicura nonostante il tuo mondo stia cadendo a pezzi.
«Vuoi parlarne??» chiede lui e senza aspettare tu inizi a raccontare tutto cercando di non singhiozzare troppo.
Non riesci a guardarlo negli occhi mentre racconti dell'incidente che ha fatto tuo padre.
Finisci di raccontare e resta in silenzio, come se volesse analizzare la situazione.
Ti fa sedere sulle sue gambe mentre ti abbraccia e restate così finché non riesci a calmarti. Senti la sua mano accarezzarti la schiena e i brividi ogni volta che ti sfiora la pelle.
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GOT7 One Shot
FanfictionRaccolte di One Shot sui GOT7. Tutte le ship e qualche immagina... Sono storie per divertirsi quindi siate carini nei commenti e spero che vi piacciano. Attenzione: ci tengo a precisare che la maggior parte delle idee per le storie sono di @taetae_b...
